Chiede all’ONU l’applicazione del Trattato sulla Non Proliferazione

NEW YORK, mercoledì, 6 maggio 2009 (ZENIT.org).- La Santa Sede ha denunciato la nuova corsa agli armamenti nucleari che sta avendo luogo e ha chiesto l’applicazione del Trattato sulla Non Proliferazione delle Armi Nucleari (Treaty on the Non-Proliferation of Nuclear Weapons, NPT).

Portavoce della posizione vaticana è stato l’Arcivescovo Celestino Migliore, intervenendo questo martedì nel quartier generale delle Nazioni Unite, a New York, di fronte alla terza sessione del Comitato Preparatorio per la Conferenza di Revisione delle Parti del Trattato sulla Non Proliferazione delle Armi Nucleari del 2010.

Dopo quarant’anni di esistenza “e il suo buon servizio alla comunità internazionale”, ha spiegato il presule, “il Trattato sulla Non Proliferazione delle Armi Nucleari rimane una pietra miliare del disarmo nucleare e dei regimi di non proliferazione e uno strumento chiave per cercare di rafforzare la sicurezza e la pace a livello internazionale”.

“La Santa Sede ribadisce il suo forte e continuo sostegno al NPT e chiede un’adesione piena e universale ad esso e la sua applicazione”.

“Purtroppo notiamo che nel mondo restano oggi più di 26.000 testate nucleari e alcune Nazioni stanno ancora lottando per entrare nel ‘club nucleare’, nonostante i doveri legalmente vincolanti del Trattato nei settori del disarmo e della non proliferazione”, ha denunciato l’Arcivescovo.

“Alla luce di questo, la validità e la rilevanza del Trattato restano un appello urgente a tutti gli Stati ad unire i loro sforzi per raggiungere un mondo libero dalle armi nucleari”, ha osservato.

La Santa Sede ha quindi chiesto misure “per promuovere fiducia, trasparenza e cooperazione tra Nazioni e regioni”.

“Le zone libere da armi nucleari restano l’esempio migliore di questa fiducia, e affermano che la pace e la sicurezza sono possibili senza possedere armi nucleari”.

Per questa ragione, la Santa Sede esorta tutti gli Stati che possiedono armi nucleari “ad assumere un coraggioso ruolo di leadership e la responsabilità politica di salvaguardare l’integrità del NPT e di creare un clima di fiducia, trasparenza e vera cooperazione, in vista di una concreta realizzazione di una cultura della vita e della pace”.

“Nello sforzo di porre le priorità e le gerarchie di valori al loro giusto posto, bisogna compiere un maggiore sforzo comune per mobilitare le risorse verso uno sviluppo etico, culturale ed economico così che l’umanità possa voltare le spalle alla corsa agli armamenti”.