di Lorenzo Bertocchi da www.lanuovabq.it

Teatro Testoni Ragazzi

A Bologna l’aria fresca del gender vogliono farla respirare a tutti, anche alle famiglie. Il Teatro Testoni Ragazzi, famoso teatro cittadino dedicato ai bambini, il prossimo 29 ottobre offre lo spettacolo “La bella Rosaspina addormentata”, prima tappa del Progetto “Teatro Arcobaleno: Infanzia, Teatro ed Educazione alle Differenze”, promosso da Gender Bender, La Baracca-Testoni Ragazzi, ERT-Emilia Romagna Teatro.

Lo spettacolo, che rientra nel cartellone per famiglie, è all’interno del festival internazionale Gender Bender che avrà luogo dal 26 ottobre al 2 novembre a Bologna. Con il contributo di tutti gli enti pubblici (Regione, Provincia e Comune) e il patrocinio – coincidenze? – dell’ambasciata di Francia in Italia, il festival internazionale «presenta al pubblico italiano gli immaginari prodotti dalla cultura  contemporanea, legati alle nuove rappresentazioni del corpo, delle identità di genere e di orientamento sessuale».

“La bella Rosaspina” narra di una principessa che si addormenta e si risveglia dopo cento anni, dopo la «Prima e Seconda guerra mondiale, gli anni Settanta, i Beatles, la televisione, i matrimoni gay, Facebook… Rosaspina – si legge nella presentazione – si addormenta bambina e si risveglia donna. Si innamora perdutamente di un principe moderno, diverso, che svelerà solo alla fine la sua vera identità». Chissà quale sorpresa attende gli spettatori a cui è indirizzato lo spettacolo, un pubblico che, ricordiamolo, è preferibilmente formato da “famiglie e di bambini a partire dai 7 anni”.

All’interno del Teatro Testoni questa rappresentazione è in buona compagnia, nel cartellone troviamo anche lo spettacolo “Io femmina e tu?” dove i protagonisti, un maschio e una femmina, si scontrano sul ring per arrivare a scoprire che “non è meglio essere maschi o femmine: l’importante è essere quello che si è.” Ma non è finita perché troviamo anche “La mucca e l’uccellino”, per bambini dai 4 agli 8 anni, spettacolo che racconta il rapporto d’amore fra genitori e figli, “al di là del legame biologico”. Un filo rosso sembra attraversare queste proposte: più che una valorizzazione delle differenze, una loro nuova definizione per un sostanziale appiattimento.

Insomma, cresce il clima favorevole per la teoria del gender oramai proposta con nonchalance a famiglie e bambini, nel pieno rispetto di un copione già visto: offrire visioni della realtà senza dare risposte precise, alimentando un climax, una percezione più che una comprensione. In fondo è quella mentalità gnostica che, sotto mentite spoglie ben patinate, mira a disincarnare l’uomo grazie all’acquisizione di una mentalità indistinta, vaga, che lascia aperte tutte le risposte in un gioco a somma zero.

Come ha ricordato il Card. Caffarra nella recente festa del patrono della città felsinea «neutralizzando dal punto di vista etico femminilità e mascolinità, negando il significato morale proprio del corpo e dei comportamenti che ad esso si riferiscono, significa correre il rischio di scardinare millenni di civiltà. (…) La realtà psico-fisica della femminilità e della mascolinità non è né muta né ottusa: ha un suo proprio linguaggio e una sua propria intelligibilità».

Quello che aspetta famiglie e bambini al Teatro Testoni Ragazzi di Bologna appare, invece, come il tentativo di scardinare nel profondo il linguaggio e l’intelligibilità della femminilità e della mascolinità. Una volta mandato in pensione il diritto naturale, per qualcuno direttamente al cimitero, c’è campo aperto per ricreare l’uomo, per rifarlo a partire dai propri personalissimi orientamenti, e in questa operazione di ingegneria culturale lo spettacolo diventa strumento fondamentale.