Durante il Regina Caeli, Benedetto XVI esorta i parroci, i catechisti e le famiglie a “preparare bene” i bambini alla ricezione del Sacramento

di Luca Marcolivio

CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 22 aprile 2012 (ZENIT.org) – Nella terza domenica di Pasqua, in occasione del Regina Caeli, papa Benedetto XVI ha tenuto una breve catechesi sulla realtà di Gesù risorto e realmente presente in mezzo agli uomini d’ogni tempo.

Richiamandosi al Vangelo del giorno, nel quale i discepoli, inizialmente scambiano il Risorto per un fantasma (cfr. Lc 24,36), il Pontefice ha citato Romano Guardini, che definiva la Resurrezione una realtà “non comprensibile”, eppure reale in quanto “corporea”. “Il Signore è mutato”, scriveva il teologo italo-tedesco.

A fronte di una resurrezione che non ha cancellato i segni della crocifissione, Gesù è vivo ed incarnato, al punto di mangiare normalmente il pesce arrostito che gli viene offerto (cfr. Lc24,42-43). Tale pesce arrostito, secondo San Gregorio Magno, non è altro che il simbolo ardente della “passione di Gesù Mediatore tra Dio e gli uomini”.

Sono proprio questi “segni molto realistici” che aiutano i discepoli a superare il “dubbio iniziale” sulla Resurrezione, comprendendo così finalmente le profezie veterotestamentarie (cfr. Lc24,44).

Cristo è presente tra noi, anche nell’Eucaristia, come testimoniano i discepoli di Emmaus, che lo riconoscono “nello spezzare del pane” (cfr. Lc 24,35). Come affermava San Tommaso d’Aquino, citato dal Papa, “è necessario riconoscere secondo la fede cattolica, che tutto il Cristo è presente in questo Sacramento… perché mai la divinità ha lasciato il corpo che ha assunto”.

Poco prima della recita della preghiera mariana, Benedetto XVI ha esortato i parroci, i genitori e i catechisti a “preparare bene” i bambini al sacramento della Prima Comunione che, generalmente, si amministra durante il tempo pasquale.

La Prima Comunione è, infatti, una “festa della fede” che va preparata con “con grande fervore ma anche con sobrietà”. Si tratta infatti di un Giorno che “rimane giustamente impresso nella memoria come il primo momento in cui… si è percepita l’importanza dell’incontro personale con Gesù (Sacramentum caritatis, 19)”.

Subito dopo il Regina Caeli, il Santo Padre ha ricordato la Giornata dell’Università del Sacro Cuore, che si celebra oggi e il cui tema è Il futuro del Paese nel cuore dei giovani. “È importante che i giovani si formino nei valori, oltre che nelle conoscenze scientifiche e tecniche – ha commentato il Papa -. Per questo Padre Gemelli ha fondato l’Università Cattolica, alla quale auguro di essere al passo con i tempi, ma anche sempre fedele alle sue origini”.