Durante la riunione della Commissione vaticana sulla situazione della Chiesa

PECHINO, martedì, 31 marzo 2009 (ZENIT.org).- La polizia cinese ha arrestato nelle ultime ore monsignor Jia Zhiguo, Vescovo non ufficiale di Zhengding, secondo quanto ha reso noto questo martedì l’agenzia AsiaNews. L’arresto coincide con la riunione, in questi giorni in Vaticano, della Commissione plenaria sulla Chiesa in Cina.

L’agenzia rivela in un articolo firmato dal suo direttore, Bernardo Cervellera, che questo lunedì alle quattro di pomeriggio ora locale cinque poliziotti sono entrati nella casa del presule e lo hanno condotto in un luogo che non è stato reso noto.

Questo fatto, sostiene Cervellera, è un colpo contro il tentativo della Santa Sede di promuovere la riconciliazione tra le due comunità cattoliche, quella ufficiale e quella clandestina. Alcuni mesi fa, monsignor Jia si era riconciliato con il Vescovo ufficiale di Shijiazhuang, monsignor Jang Taoran (da poco tornato alla comunione con Roma), diventando Vescovo ausiliare su richiesta della Santa Sede.

Da allora, i due presuli hanno svolto incontri pastorali per lavorare insieme. Visto che l’Associazione Patriottica l’ha scoperto, entrambi hanno subito gli arresti domiciliari per impedire gli incontri.

I cattolici locali temono per la salute del Vescovo Jia (74 anni), molto debilitata per arresti precedenti dovuti al suo rifiuto di entrare nell’Associazione Patriottica.

Come si è detto, quest’ultimo arresto avviene durante la riunione della Commissione sulla Chiesa in Cina, che studia l’applicazione della Lettera del Papa ai cattolici cinesi, in cui da un lato il Santo Padre chiedeva la riconciliazione tra le due Chiese, ufficiale e clandestina, e dall’altro definiva gli obiettivi e la struttura dell’Associazione Patriottica incompatibili con la dottrina cattolica.