di Domenico Bonvegna

Continuando la presentazione degli articoli ben fatti che fotografano il momento  difficile della politica italiana riparto con La Bussolaquotidiana.it, il nuovo giornale online che sta avendo molto successo tra i navigatori della rete, riprendo l’intervento di Stefano Fontana.

La politica oggi non propone e non progetta. Attende cosa fanno i pm di Milano, cosa dice il governo di Santa Lucia nei Caraibi, cosa dice la Minetti nei suoi sfoghi via sms alle amiche invitate alle serate di Arcore. La politica che aspettava che il cardinal Bagnasco le tirasse fuori le castagne dal fuoco, con Famiglia Cristiana che fa capire che avrebbe dovuto dire di più e altri che ricordano che quando la Chiesa fa dei richiami non fa nomi e cognomi, perché per questo c’è il confessionale.

La politica che aspetta che Fini si attenga a quanto promesso tempo fa – “se la casa di Montecarlo si rivelerà essere di Tulliani mi dimetterò” – e per questo organizza una preconfezionata interrogazione parlamentare al ministro Frattini che dice di sì, di avere la risposta del governo dell’isoletta caraibica che afferma che la casa è proprio di Tulliani, il cognato del Presidente della Camera (…) Ma secondo Fontana, a n che la sinistra non fa politica, aspetta l’iniziativa di magistrati ed escort, si affida a microspie e a intercettazioni, conta su investigatori privati e delatori. Le primarie, recente mito che con Prodi e Veltroni avevano funzionato fin quando erano state pilotate dal partito e l’esito era scontato, quando invece sono state fatte come si deve sono sfuggite di mano. A Milano ha vinto il vendoliano Pisapia, a Napoli sono finite in mano alla lotta tra bande. In ambedue i casi ha perso il segretario Bersani che ha dovuto commissariare il partito partenopeo, mettendo una pietra sopra – probabilmente per sempre – a questo strano rito delle primarie, troppo americano per essere italiano, troppo italiano per rispettare le procedure, troppo procedurale per riempire il vuoto della politica.

E usando anche lui il gergo calcistico, scrive: La politica aspetta la palla che arriva di sponda, spera più negli autogol che nei propri attaccanti, elabora tattiche ma solo per evitare le trappole che altri le tendono, prepara trabocchetti per anticipare i trabocchetti altrui, non vuole vincere, spera di non perdere.

E in questo stato confusionale il fondo de La Bussola invita i cattolici a farsi sentire: “Quella dei vescovi l’abbiamo sentita lunedì scorso ed è stata una voce che ha dato a ciascuno il suo, non si è fatta intrappolare nelle beghe politiche e nulla ha concesso a quanti hanno finito ieri di protestare contro le ingerenze politiche dell’episcopato e oggi già pretendono che Bagnasco denunci questo o quello scendendo direttamente in campo. Ma dopo i vescovi dovrebbero parlare i cattolici ed indicare una linea al Paese, fare un richiamo unitario a ciò che conta, indicare delle priorità da sostenere subito e delle riforme più di secondo piano da perseguire nel medio termine. La morale è importante per la politica, ma il moralismo la uccide “. (S. Fontana, La voce dei cattolici e la politica che non c’è, 28. 1. 2011 La Bussolaquotidiana. it)

Su questo punto un buon inizio potrebbe essere l’ottimo intervento di Massimo Introvigne: IlBerlusconismo. Oltre il bunga bunga, dopo aver ricordato il duro ma equilibrato monito del cardinale Bagnasco, che ha condannato sia il «libertarismo» sia il «moralismo». L’intervento di Bagnasco per il sociologo torinese è stato una chiara denuncia di stili di vita incompatibili con l’educazione che si deve ai giovani e con il decoro delle istituzioni, si è accompagnata una critica di «modelli mentali e di comportamento radicalmente faziosi» dove i torti non stanno certo tutti da una sola parte: e «qualcuno – ha aggiunto il cardinale – si chiede a che cosa sia dovuta l’ingente mole di strumenti di indagine» profusa per un certo, particolare imputato. Introvigne procede in una riflessione seria e profonda sul berlusconismo, attraverso luso di cinque categorie sociologichee proprie della scienza politica che gli permette non di risolvere il problema ma almeno di descriverlo, aprendo «finestre» diverse su una questione che non è semplice.

Introvigne non dà indicazioni organizzative, elettorali, ma certamente l’intervento, è un ottimo contributo prepolitico per i cattolici, che in questi anni purtroppo non hanno saputo approfittare della relativa libertà di azione sotto la tenda del berlusconismo per costruire attraverso i percorsi di formazione e di educazione richiamati dal cardinale Bagnasco una loro presenza più robusta, quella che Benedetto XVI ha chiamato una nuova classe dirigente, avvertendo anche che «non si inventa»? Non sono le parole di questo o quel politico a contare. Tra poco si vedranno i fatti.

Infine trovo particolarmente interessante l’editoriale del mensile Tracce di febbraio, Chi salverà la politica? Che parte dal termine sgomento, usato dal cardinale Bagnasco, per trattare i fatti che occupano le prime pagine da giorni. È una parola vera. Basta guardarci, per accorgersene. Sorprendere il primo effetto che ha su di noi questa valanga di fango e di caos. Prima della repulsione di fronte allo squallore che viene a galla. Prima della ribellione per una battaglia politica fatta via inchieste e provvedimenti giudiziari, che sta mettendo a rischio il bene di tutti. Forse addirittura prima della rabbia e della pena per un Paese che avrebbe bisogno di tutt’altro e si ritrova impantanato tra bungabunga ed annizero.

Per il mensile è triste e amaro vedere trattate persone e cose in questo modo, per la menzogna di chi si aspetta che «a cambiarci la vita» sia qualche busta piena di euro, intascati magari dando in cambio te stessa o spingendo tua figlia a sgomitare per farlo. E anche per come si usa di tutto ciò per attaccare un avversario che non si è riusciti a buttar giù a forza di voti ed elezioni. Sesso, soldi e politica. «Lussuria, Usura e Potere», come diceva Eliot.

Certo, sulle inchieste serve chiarezza – ribadisce Tracce – Se c’è ipotesi di reato (reato, non peccato: quello, fino a prova contraria, non riguarda i pm), si indaghi, e in fretta. Così come è urgente che ognuno torni a fare il suo mestiere, che politici, giudici e media si rimettano al servizio del bene comune – vocazione che in gran parte stanno smarrendo – anziché «tendersi tranelli», come ricordava il cardinale Bagnasco, aggiungendo che «dalla situazione presente nessuno ricaverà motivo per rallegrarsi né per ritenersi vincitore».

Ma il malessere, il disagio e l’inquietudine di questi giorni porta a una domanda: ma chi può salvarci da questo? Chi può tirarci fuori da un modo così avvilente di trattare se stessi e gli altri? C’è qualcosa che possa riempire la vita più di sesso, soldi e potere o tutto ciò a cui possiamo ridurre il nostro desiderio di felicità?

La salvezza, la pienezza dell’umano, non verrà dalla politica, se mai ci fosse stato bisogno di conferme. Né dai giudici. Ma da chi, allora? E qui il mensile cattolico lancia la sfida del cristianesimo. Qui, ancora una volta, ci provoca fino in fondo Cristo. L’Unico che ha la pretesa di rispondere al nostro bisogno di felicità. L’Unico che può generare una morale, cioè salvare l’umano: sfidarlo con un fascino più potente del resto – di tutto – e attrarlo a Sé, fino a cambiarlo. Perché è l’Unico che gli riempie il cuore.

Tracce a questo punto spiega il realismo dei criteri che la Chiesa ha sempre usatoper giudicare la politica e i politici: il bene comune, appunto, e la libertas Ecclesiae, e non tanto la coerenza e dell’ineccepibilità morale del singolo. Ma qui si capisce anche prima e più della coerenza(…) Perché se è solo Cristo che salva l’umano, salvaguardare la Sua presenza nella storia – la Chiesa – vuol dire lasciarGli spazio nel mondo, qui e ora. Vuol dire aprirsi alla possibilità che potenti e soubrette, magistrati e giornalisti (e noi, con loro) incontrino qualcosa per cui vale la pena vivere, e cambiare.

È questo che chiediamo alla politica – conclude Tracce – Non la salvezza, ma che lasci spazi di libertà a questo luogo che salva anche la politica, perché rende presente nel mondo qualcosa che non ha paragone con Usura, Lussuria e Potere. Qualcosa di infinitamente più grande. Qualcuno di vero.

Rozzano MI, 3 febbraio 2011