Non facciamo politica, sia ben chiaro, ma questa è ridotta ad un chiacchierio continuo e generico, ben lontana da soluzioni dei problemi reali.

La malattia mentale, problema prioritario sconosciuto, troverà posto nei 5 Punti Programmatici del Governo Berlusconi prima delle non impossibili anticipate elezioni politiche?

Forse siamo, o stiamo diventando stranieri nella nostra Patria: questo è il pensiero che si insinua sempre più nelle considerazioni e nella mente della gente.

Non pare sufficiente ripetere che i Partiti sono indispensabili per la democrazia. Ne accettiamo forse l’impostazione di questa analisi, ma non lo sono i privilegi, le clientele e gli sprechi. Oh quanti ce ne sono!

Un accertamento sui costi della politica va posta in serio esame (e non che venga dal “grillo parlante”!.

Se si vuole riconciliare la politica con i cittadini, molti dei quali sono componenti del mondo dell’handicap psico-fisico, si deve ben esaminare, anche, il loro problema economico non solo quello della “ settimana”.

Prima di inoltrarci, in breve, nella disanima della situazione della malattia mentale, dobbiamo ricordare alla politica che è necessario aiutare in maniera efficace e senza ipocrisia le famiglie dei sofferenti psichici e fisici, per il continuo aumento del costo della vita, che riescono a vivere anzi a sopravvivere con euro 256,67 mensili, con un aumento di euro 1,79 mensili rispetto al 2009. Ma non è questa una vera autentica vergogna?

1.) Non ho altre notizie, ma nel passato provvedimento legislativo “Disposizioni per la formazione del Bilancio annuale e pluriennale dello Stato” ( legge 24 dicembre 2007 n. 244, “legge Finanziaria 2008”) si erano riscontrati insufficienti interventi da destinare alle persone svantaggiate o con disabilità, oggi comunque quasi inalterati.

In particolare, le principali disposizioni :

a.) dell’art.1 comma 200, che demanda ad un decreto interministeriale la rideterminazione, a decorrere dal 2008, della misura degli assegni per il nucleo familiare e dei relativi limiti massimi di reddito, volta all’elevamento dei medesimi, con riferimento ai nuclei familiari con almeno un componente inabile al lavoro ed ai nuclei familiari “orfanili”;

b.) dell’art. 2, comma 465, che ha incrementato lo stanziamento del Fondo per le non autosufficienze, per un importo pari a 100 milioni di euro per il 2008 e di 200 milioni di euro per il 2009. Conseguentemente, per l’anno 2008, lo stanziamento previsto ammonta a 300 milioni di euro;

c.) dell’art.2, comma 474, che ha istituito presso il Ministero dei Trasporti il Fondo per la mobilità dei disabili, con una dotazione annua pari a 5 milioni di euro per l’anno 2008 e a 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2009 e 2010.

Di fronte all’immensità del problema socio-legislativo “handicap psichico”, non si può parlare di risveglio delle Istituzioni dopo”32 anni suonati” dall’emissione della legge 180/1978, priva del Regolamento d’Applicazione, e della legge 833/1978 che hanno “ordinato” ed “eseguito” la chiusura degli ospedali psichiatrici.

Né, ulteriormente, le Istituzioni hanno avuto un significativo interesse a ricercare una soluzione dopo l’aprile del 2005 quando è letteralmente sparito dall’agenda parlamentare il concordato Testo Unificato ( Burani-Procaccini ) “ Nuove norme per la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle malattie psichiche) nel progetto di riforma dell’assistenza psichiatrica nel quale era abbinata la nostra Petizione n.23, ai sensi del Capo XXV art.109  comma 2° del Regolamento della Camera dei Deputati.

Di quel provvedimento legislativo di “morte parlamentare” ancora oggi non se ne conosce il referto di decesso.

Perché non si riconosce la priorità di questo disagio sociale che miete tante vittime innocenti ???

2.) Ma ritornando alla legge 180 questa ha solo inteso eliminare i “manicomi” senza prevedere ( che significa amministrare) la programmazione di strutture alternative ed adeguate, o se le ha previste ( art.7 ) non in maniera decisa ed operativa. Non ha previsto organizzazione dei servizi, perché non vi è stata una serena valutazione dei limiti terapeutici attuati nell’epoca, ancora oggi vigenti.

La legge 180 ha stabilito che la malattia mentale è un problema sociale ed il malato assimilato all’emarginato, all’handicappato, all’anziano non autosufficiente. Un po’ poco!

Dobbiamo purtroppo constatare che questa  normativa è ritenuta intoccabile, anche in quegli aspetti da tutti riconosciuti superati.

Un errore grave che impedisce di affrontare con realismo un diffuso disagio da più parti evidenziato.

Ho avuto modo di visitare un ex-ospedale psichiatrico pubblico, quello di Genova-Quarto USL n.3 nel 2008, per quanto mi hanno consentito di vedere, dove tra residui manicomiali, disagiati psichiatrici, anziani provenienti dai vecchi “ manicomi” e quelli ricoverati in 103 persone, così suddivise nelle diverse strutture :

Nucleo operativo “I Disabili”                  persone…. .30

RSA                    “Casa Michelini”          “       “         34

RSA                     “Il Cammino”              “       “         36

Comunità “Terapeutica”                          “       “         18

Totale   persone      103

Quindi “malati”( con altri che non ho potuto constatare ), per la verità, sono “ospitati” in ambienti puliti, con cibi discreti ed un buon generale trattamento, ma in strutture ancora decisamente manicomiali.

I soggetti anziani, disabili e quanti abbisognano di necessità assistenziale nelle RSA ( Residenze Sanitarie Assistenziali) e strutture residenziali, sono collocati in base al riferimento normativo DPR 14 gennaio 1997 (Relazione Ministro Salute alla Camera dei Deputati  aggiornata al 30 giugno 2004 Doc.CXXVI n.3 Atti Parlamentari).

Dal 21 gennaio 2005 (ultimo il Ministro Sirchia) il Ministro della Salute, per quanto ne possiamo conoscere, non ha più presentato in Parlamento la “Relazione sulle iniziative adottate a livello nazionale e regionale per la chiusura degli o.p. e sull’attuazione del Progetto-Obiettivo Tutela della salute mentale 1994-1996” ai sensi dell’art.1, comma 24, della legge 23 dicembre 1996 n.662).

3.) Intanto imperversano quasi giornalmente i malati mentali , nelle carceri, negli ospedali psichiatrici giudiziari e negli ospedali psichiatrici privati, che non solo contrastano con la legge 180, ma configgono addirittura con in dettami della Carta Costituzionale.

Al Governo Berlusconi ripetiamo umili “suggerimenti” condensati nelle n/s Petizioni giacenti in Parlamento, per uscire dalla crisi di questo grave ed urgente disagio sociale.

1°.). E’ necessario rivedere la legge 180 o legge Basaglia almeno in due punti :

a) l’autorizzazione al trattamento sanitario obbligatorio anche in assenza del consenso del paziente, almeno in determinate condizioni ;

b) la realizzazione di strutture territoriali di riabilitazione di lunga durata per i casi più difficili da riabilitare, onde evitare che sulle famiglie gravi un carico insostenibile di disagio, costi e pericoli.

Queste due modifiche, con le dovute garanzie di rispetto del paziente e dei suoi familiari, non hanno purtroppo trovato l’attenzione della 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati nell’aprile 2005, per cui quel Testo Unificato Burani-Procaccini, è sparito misteriosamente per sempre, ripeto, dall’agenda parlamentare.

2°.) La competenza di istituire i Servizi di riabilitazione territoriali che consentono di rilevare precocemente comportamenti anomali in pazienti noti o di persone ignote, è una competenza regionale. Purtroppo per la psichiatria si continua ad investire poco, malgrado l’evidenza che questa è un’area di disagio estremamente critica ed in aumento, legata tra l’altro, alla senescenza in forme miste ancor più complesse.

3°.) L’ambito sanitario è solo una parte di questa “problematica”, in quanto quello sociale è altrettanto se non più importante. Il definire sostegni economici alle famiglie che hanno il compito gravoso dell’assistenza ai pazienti con handicap mentale, il Fondo Dopodinoi, l’inserimento lavorativo ed il sostegno con mediazione tra Azienda e paziente, il sostegno scolastico, ecc., sono temi che competono ai diversi Ministeri e che non sono stati mai affrontati in maniera decisiva da nessun Governo.

4°.) Ultimo, ma non per minor importanza in aggiunta a quanto auspichiamo con le nostre Petizioni giacenti in  Parlamento (vedere per maggiori ragguagli il sito internet http://digilander.libero.it/cristianiperservire ) occorre esaminare la prevenzione in età scolare dei disturbi del comportamento o delle psicopatie, che in Italia non è compiuta, malgrado sia molto nota che questa “azione” preventiva può consentire di affrontare le psicosi, ed in particolare la schizofrenia in modo migliore e più efficace.

E’ necessaria una legge-quadro di tutela sociale e di  riordino dell’assistenza psichiatrica e consentire alle Regioni :

a.)    l’autorizzazione al trattamento sanitario obbligatorio anche in assenza del consenso del paziente, almeno in determinate condizioni;

b.)    la realizzazione di strutture territoriali di riabilitazione di lunga durata per i casi più difficili da riabilitare, onde evitare che sulle famiglie gravino un carico insostenibile di disagio, costi e pericoli;

c.)    la prevenzione dei disturbi di comportamento e di psicopatie in età evolutiva non ancora affrontata

d.)    l’eventuale costituzione di un Fondo Speciale Economico (DOPODINOI), da noi lungamente auspicato dal 1995 nelle Petizioni, una gravissima e giusta preoccupazione delle famiglie. Inoltre sostegni economici, come previsto dal Piano Sanitario 2003-2005;

e.)    la possibile attivazione della ricerca scientifico-farmacologica sulle malattie mentali;

f.)     aggiornamento degli assegni di assistenza ( come sopra rilevato);

g.)    deducibilità  dal reddito complessivo agli effetti IRPEF delle spese socio-alberghiere, specie di quanti provengono dagli ex-ospedali psichiatrici;

h.)    riforma Ospedali Psichiatrici Giudiziari;

i.)      proibizione della terapia elettroconvulsionante e braccialetto elettronico ;

j.)      aumento dei posti letto da 15 a 30 negli Enti Ospedalieri;

k.)    riqualificazione Operatori Sanitari (Medici ed Infermieri)

l.)      nelle strutture residenziali esistenti, spazio verde esterno

m.)  indagine parlamentare sulla situazione in atto della “malattia mentale”.

4.) Ancora una volta debbo rilevare un senso di personale riconoscenza ed un grazie di cuore al dr.Gianni Letta, per l’appoggio morale e per l’accettazione data a questa mia iniziativa, che il 17 marzo 2005 nella Sala Verde di Palazzo Chigi in occasione della “Giornata di riflessione sulla depressione” mi permise di esporre i punti testé sopra rilevati. ( a/m ).

Da molto tempo avevo auspicato l’apertura di un Tavolo Tecnico composto da rappresentanti dei Ministeri competenti, delle Regioni e del volontariato, per cercare una proposta condivisa onde concretizzare in un provvedimento legislativo questa sociale “patata bollente”, ma tutto è rimasto nell’oblio !

Al Governo Berlusconi ed al Parlamento un invito a provvedere ad approvare con estrema urgenza, prima delle ipotesi elezioni politiche anticipate, una legge-quadro di riforma del disagio mentale che dia uniformità di applicazione in tutte le Regioni, a tutela dei diritti di questi “desaparecidos della n/s civiltà” in ottemperanza dell’art.32 della Costituzione.

E’ incomprensibile il sapere che il Governo non “senta” l’appello delle centinaia di migliaia ( sono circa 10 milioni i malati psichici) delle famiglie e, soprattutto, della gente comune che ambisce ad una certa sicurezza.

Ed in ultimo, non possiamo non ricordare le esortazioni con finalità pastorali etico-sociali dei Vescovi, dalla Sede Apostolica e da Papa Ratzingher su questo grave ed urgente disagio sociale.

Siamo sempre i attesa dei provvedimenti del Governo Berlusconi e delle Camere Legislative e con il richiamo del Magistero della Chiesa nella Enciclica “Spe Salvi”, attendiamo con vivida speranza.!

Previte

http://digilander.libero.it/cristianiperservire