E’ riesplosa la violenza dei musulmani contro i cristiani copti. Ma chi sono i copti? Sono i primi abitanti d’Egitto, discendenti degli antichi egizi. Perseguitati nella loro terra
Andrea Sartori (Insegnante)

Dopo le violenze di Naga Hammadi i copti sono nuovamente sotto le luci della ribalta. Ma chi sono i cristiani copti? Sono i primi abitatori dell’Egitto. I cristiani erano presenti in Egitto da prima dell’invasione arabo-musulmana. La cultura dei cristiani copti è più antica di quella musulmana: la Chiesa d’Egitto fu fondata nel I secolo a. C. I copti hanno dato eminenti studiosi e uomini di cultura. La loro presenza è significativa anche fuori dall’Egitto, e anche in Italia.

I DISCENDENTI DEI FARAONI

Qualora parliate con un copto noterete subito l’orgoglio con il quale questo popolo afferma di essere discendente degli antichi egizi. I copti, trattati come stranieri nella loro stessa patria, sono in realtà i veri egiziani. La cosa non è così scontata, infatti l’attuale vulgata storiografica tende sempre a minimizzare il genocidio culturale compiuto dall’islam nel Nordafrica. Prima delle invasioni arabe, il Nordafrica, che per secoli era stato parte dell’Impero Romano, parlava in grandissima parte latino, ed era completamente cristiano. Dal Nordafrica arrivano alcuni dei pensatori più alti della cristianità latina: Sant’Agostino, Tertulliano, Minucio Felice. L’Egitto, come gran parte delle province orientali dell’Impero, era invece di lingua greca, con sopravvivenze popolari dell’antica lingua faraonica, precedente la conquista macedone e conservatasi sotto il dominio ellenistico prima e romano poi (Roma oppresse altri popoli ma, a differenza dell’islam, non cercò mai di cancellare le culture dei popoli conquistati). E anche l’Egitto produsse alcuni fra i grandi pensatori del cristianesimo degli albori, come Origene di Alessandria. In Egitto nacque anche il monachesimo, ben rappresentato dalla figura di Sant’Antonio Abate.

Il cristianesimo del Nordafrica venne spazzato via, in pochi anni, dall’invasione arabo-islamica. Il latino e il greco, lingue del cristianesimo nordafricano, furono sostituite dall’arabo, la lingua del Corano.

La parola “copto” deriva dall’arabo qubt che deriva dal greco aiguptos cioè egiziano. Questo indica chiaramente il fatto che i cristiani. La lingua copta, oramai usata quasi esclusivamente per funzioni liturgiche, si scrive in un alfabeto simile a quello greco. Anche questo è un chiaro segno dell’antichità della cultura copta, e del fatto che i copti siano in Egitto da prima degli arabi. Come per tutte le comunità cristiane del Medio Oriente, il nome dei cristiani d’Egitto richiama un passato precedente l’islam. La parola copto richiama l’antico Egitto e la civiltà greca, come in Iraq i nomi delle comunità cristiane locali (Assiri, Cladei) richiamano l’antichissimo passato mesopotamico. Anche in questo è evidente  la differenza tra il cristianesimo e l’islam: la religione cristiana non cancella le culture nnelle quali si innesta, ma ne valorizza gli aspetti migliori arricchendoli con la nuova spiritualità evangelica. Per l’islam tutto ciò che viene prima di Maometto è jahilia, cioè ignoranza, e va cancellato.

LA CHIESA ORTODOSSA COPTA

La Chiesa copta è una chiesa cristiana miafisita diffusa in Egitto, Etiopia ed Eritrea. La sede principale è ad Alessandria: il Patriarca di Alessandria ha il titolo di Papa di Alessandria e Patriarca di tutte le Afriche della sede di San Marco. Secondo la tradizione, infatti, la Chiesa di Alessandria fu fondata dall’evangelista Marco nel I secolo d. C (approssimativamente nell’anno 42): l’attuale Papa, Shenuda III, è il 177 successore di San Marco (così come l’attuale Papa di Roma è il 265 successore di San Pietro e il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli è il successore di Sant’Andrea). Il corpo di San Marco, come sappiamo, era ad Alessandria, e fu trafugato per conto di due avventurieri su mandato della Repubblica di Venezia, come narrato anche da due celebri tele del Tintoretto.

LA CONQUISTA MUSULMANA DELL’EGITTO

L’Egitto cristiano fu invaso dagli arabi musulmani nel 639, appena sette anni dopo la morte di Maometto. A guidare le armate musulmane fu il secondo califfo “ben guidato” Omar ibn al-Khattab, forse il più importante, assieme al quarto califfo Alì, tra i compagni e i successori del Profeta. Il generale che guidò l’armata musulmana fu Amr ibn al-As. Il comportamento di Omar fu variamente giudicato dagli storici: alcune fonti lo dipingono come un conquistatore magnanimo e tollerante, altre come un fanatico. Secondo una versione, non universalmente accettata ma riportata da Ibn Al-Qifti, Omar ordinò di distruggere la Grande Biblioteca di Alessandria dando al generale Amr questo ordine: “Quanto ai libri che tu hai nminato, ecco la risposta: se il loro contenuto si accorda con il libro di Allah, noi possiamo farne a meno, dal momento che, in tal caso, il libro di Allah è più che sufficiente. Se invece contengono qualcosa di difforme rispetto al libro di Allah, non c’è bisogno di conservarli. Procedi e distruggili”. Se la distruzione della Grande Biblioteca da parte di Omar non è un fatto storicamente accettato da tutti gli storici, sta di fatto che il califfo conquistatore dell’Egitto impose ai cristiani locali il cosiddetto “patto di Omar” che contiene diverse restrizioni (“noi cristiani: Non costruiremo, nelle nostre città e nelle loro vicinanze, nuovi monasteri, chiese, conventi, celle per i monaci neppure ripareremo, di giorno o di notte, quegli edifici che stanno andando in rovina o che sono situati nei quartieri dei musulmani .Noi non daremo rifugio, nelle nostre chiese o nelle nostre abitazioni, ad alcuna spia,né la nasconderemo ai musulmani. Non manifesteremo pubblicamente la nostra religione, né convertiremo alcuno.Non impediremo ad alcuno dei nostri parenti di entrare nell’Islam, se lo desidera(…) Non faremo vedere le nostre croci o i nostri libri nelle strade o nei mercati dei musulmani. Noi potremo suonare il batacchio delle campane solo molto delicatamente.Noi non alzeremo la voce durante servizi religiosi nelle chiese oppure in presenza di musulmani, e neppure alzeremo la voce quando seguiremo il nostro morto.” ecco solo alcune delle condizioni del patto). Le restrizioni imposte da Omar, compresa la pressione fiscale imposta dalla dhimma, fecero sì che già nel XII secolo l’Egitto divenisse da Paese a maggioranza cristiana un Paese a maggioranza islamica. La cancellazione della cultura copta subì un’accelerazione anche grazie all’imposizione dell’arabo, la lingua sacra del Corano. Il colpo di grazia arrivò quando il Papa Gabriel ibn Turaik (1131-1145) accettò l’arabo come lingua liturgica.

La tassa della dhimma fu cancellata nel 1855.

I COPTI OGGI

E’ difficile avere un numero esatto degli aderenti alla Chiesa ortodossa copta egiziana oggi. Le stime ufficiali tendono sempre a contenere il numero di quelal che è la più ampia comunità cristiana in un Paese islamico se si eccettuano i maroniti in Libano. Le cifre più attendibili parlano di 10-12 milioni di copti, pari al 10-12% della popolazione totale egiziana. Nel 1966 le statistiche parlavano di 3 milioni di copti, pari all’8% della popolazione. Anche oggi le stime ufficiali oscillano tra i 3 e gli 8 milioni.

NOSTRA SIGNORA  DI ZEITOUN

La Chiesa ortodossa copta riconosce una delle più impressionanti e meno note apparizioni mariane. Il 2 aprile 1968 due persone notarono una figura sulla sommità della Chiesa della Santa Vergine nel quartiere cairota di El Zeitoun. La figura fu riconosciuta essere quella della Vergine Maria. L’apparizione si ripetè pochi giorni dopo, il 9 aprile. E le apparizioni continuarono sino al 1971. La cosa particolare è che tali apparizioni non furono limitate solo a poche persone: la Madonna apparve ad una folla immensa di persone di ogni fede, cristiani, ebrei, musulmani, atei. La polizia egiziana non riuscì a disperdere la folla. Di tali apparizioni esistono anche impressionanti immagini fotografiche in bianco e nero (biosgna tener conto che furono scattate con macchine fotografiche non certo tecnolgicamente così avanzate da permettere ritocchi digitali). Tra i testimoni dell’apparizione mariana vi fu lo stesso presidente della Repubblica Egiziana Gamal Abdel Nasser. Il Papa copto Cirillo VI, dopo aver incaricato uno staff di studiosi e teologi di studiare queste apparizioni, si espresse a favore della loro genuinità. Il cardinale cattolico Stephanos I, incaricato da Paolo VI di studiare questa apparizione, si espresse anch’egli a favore: “Senza dubbio si tratta di una reale apparizione“. Lo stesso Paolo VI si disse convinto della loro autenticità (Immaculata, aprile 1979).  La televisione egiziana fece svariate riprese, centinaia di fotografi hanno preso immagini della Madonna di Zeitoun. Un organismo ufficiale egiziano, il General Information and Complaints Department, diffuse nel 1968 la seguente dichiarazione: “Sono state condotte indagini ufficiali che ci hanno portato a concludere che è innegabile che la Santa Vergine Maria sia apparsa alla chiesa di Zeitoun con un corpo chiaro e luminoso che è stato visto da tutti i presenti, sia cristiani che musulmani“.

PERCHE’ I COPTI SONO ODIATI

Le recenti stragi di Qena, quella del gennaio 2010 e quella dell’aprile 2009 (avvenute in occasione del Natale e della Pasqua copta) e la terribile strage del villaggio copto di El Kosheh ci fa porre una domanda: perché i copti sono odiati? A questa domanda risponde il ministro vaticano per l’Immigrazione Antonio Maria Vegliò in un’intervista a Giacomo Galeazzi per il quotidiano La Stampa: “La presenza cristiana disturba per l’occidentalizzazione, in quanto è portatrice dei valori di llibertà religiosa e di rispetto della vita umana che nella cultura occidentale sono innegabilmente presenti (anche se spesso li viviamo male), mentre mancano in quella araba musulmana. Se l’Egitto è un po’ moderno lo si deve ai copti, senza di loro il Paese sprofonderebbe nell’oscurantismo”. Tra i copti che si sono illustrati nel campo della cultura e della scienza dobbiamo ricordare il celebre chirurgo Sir Magdi Yacoub, che partecipò al primo trapianto cardiaco del Regno Unito nel 1980, e che è il chirurgo che ha partecipato a più trapianti cardiaci nel mondo. In politica è rimasto celebre Boutros Boutros-Ghali, ex Segretario Generale dell’Onu. Poi bisogna ricordare il matematico Fahmy Ibrahim Mikhail, il geologo Rushdi Said, professore all’Università del Cairo, l’architetto Ramses Wissa Wassef, il giornalista Magdi Khalil, lo scrittore Edwar al-Kharrat. L’attore egiziano Omar Sharif è invece di origine maronita, come il regista egiziano Youssef Chahine, autore del film Al Massir, nel quale, attraverso l’esperienza del filosofo Averroé, denunciò il fondamentalismo islamico.

I COPTI IN ITALIA

La diaspora copta in Italia è stimata attorno al mezzo milione circa di individui, molto concentrati nella zona del milanese. Dagli anni Ottanta la popolazione copta a Milano e dintorni si è notevolmente incrementata tanto che oggi esistono due vescovi copti in Italia, un monastero (sede episcopale) a Mettone di Lacchiarella presso Milano. La comunità copta in Italia ha trovato un ambiente religioso favorevole. Sicuramente più che nella loro patria, l’Egitto.