di Elisabetta Longo da www.tempi.it

La nuova linea della Lego “Friends” è composta da set di costruzioni a tematiche femminili. Ma questi giochi, a detta di Alice Roberts (Bbc), «rafforzano gli atteggiamenti di genere in modo rischioso» 

lego rosa giustaUltimamente si discute così tanto di giocattoli politicamente corretti che i genitori devono sentirsi terrorizzati per paura di non fare la scelta giusta. In Svezia hanno creato un catalogo in cui i giochi vengono presentati in “modo asessuato”, per non indirizzare le bambine verso le mini cucine e i bambini verso le pistole. Ora una conduttrice tv della Bbc, Alice Roberts, che conduce un programma scientifico, si scaglia contro i celebri mattoncini della Lego.

DIVARIO TRA SESSI. La Roberts, ospite a un open day in una scuola di Manchester, ha preso parola contro le nuove confezioni della Lego di colore rosa, dedicati alle bambine. Nel kit, infatti, tutti i mattoncini sono rosa, e anche il soggetto da costruire riguarda l’universo infantile femminile: principesse, castelli, fornelletti e così via. «Questi Lego rosa rafforzano gli atteggiamenti di genere, in modo rischioso. Il divario tra i sessi si amplifica. Perché le bambine non dovrebbero voler giocare con il kit di ingegneria e costruzioni? Se l’idea che ci sia una grande differenza tra ragazze e ragazzi fin da piccoli, cosa succede quando questi arriveranno all’età dell’adolescenza?».

MASCHILISTI. Poveri ideatori del Lego, che pensavano di aver fatto una cosa buona a introdurre il rosa tra i colori dei loro mattoncini cult e si sono trovati a essere definiti come maschilisti. «Ho trovato vergognoso il suggerimento dato ai clienti tramite questo colore. Oggi anche le ragazze sono interessate alla scienza, alla matematica. Quel rosa riporta dritto agli anni Cinquanta». La Lego ha risposto che la linea “Friends”, le nuove confezioni dedicate a un pubblico femminile, è stata sviluppata in seguito alle richieste dei genitori, che chiedevano set per le bambine, con colori più brillanti e più scelta. «Non scriviamo né diciamo che sia per ragazze, ma è la bambina o il genitore che fa quella scelta», hanno spiegato.