Nel 2007 denunciò una molestia avvenuta da bambino. La  Chiesa gli crede e paga 100mila euro per le sedute di psicoterapia che però non ha mai fatto
di Andrea Tornielli
Tratto da Il Giornale  del 13 maggio 2010

Era stato ammesso al programma di aiuto e di sostegno per le vittime della pedofilia istituito dalla diocesi di Philadelphia, ma gli oltre 100mila dollari che ha ricevuto tra il 2007 e il 2010 per pagarsi le sedute di psicoterapia sono stati in realtà usati per l’abbonamento al campo di golf, per pagare l’affitto e anche per aumentare le dimensioni del seno della sua ragazza con un intervento di chirurgia plastica.

La storia di Michael W. McDonnel, raccontata dal «Philadelphia Inquirer», rappresenta l’altra faccia della medaglia degli abusi sessuali sui minori perpetrati da sacerdoti e religiosi. Negli anni scorsi, numerose diocesi americane sono state travolte dalle richieste di risarcimento e sono andate in bancarotta. Si sono moltiplicati gli studi legali specializzati in questo tipo di processi e di fronte alla pressione dell’opinione pubblica la Chiesa ha pagato talvolta senza troppe verifiche.

Il caso emerso nei giorni scorsi è emblematico in questo senso. McDonnel, 41 anni, è stato fermato venerdì scorso a Doylestown con l’accusa di furto e truffa. Nel 2007 aveva affermato di essere stato molestato da due sacerdoti quando era chierichetto a Philadelphia e aveva 11 anni. Non ricordava il nome dei due preti pedofili, ma la diocesi ha ritenuto lo stesso di inserirlo nel programma di sostegno alle vittime. Così, l’uomo, ha cominciato a presentare alla Chiesa le ricevute per le sedute di psicoterapia che dovevano curarlo, aiutarlo a superare il trauma subito. In tre anni, fino al febbraio scorso, McDonnel ha presentato la bellezza di richieste di rimborso per 662 sedute, pagate 130 dollari l’ora, per un totale di 87. 135 dollari. In più ha chiesto e ottenuto il rimborso delle spese sostenute per gli spostamenti che ha affrontato, circa 13mila dollari. Un detective della contea, che stava indagando su delle irregolarità riguardanti un’attività di McDonnel, si è imbattuto casualmente nella verità. «McDonnel – ha spiegato il procuratore distrettuale della contea di Bucks, David W. Heckler – preparava da solo le false ricevute usando il suo computer di lavoro. In realtà quelle sedute di psicoterapia così necessarie per superare il trauma subito da bambino, non sono mai avvenute».

Ed è più che lecito ora dubitare anche sul racconto che l’uomo ha fatto accusando i due sconosciuti sacerdoti. La vicenda degli abusi, però, non è entrata in alcun modo nella vicenda e l’avvocato di McDonnel, Christopher Serpico ha dichiarato: «Da quello che mi è stato detto, il mio cliente è stato davvero abusato all’età di 11 o 12 anni».

L’arcidiocesi di Philadelphia ha dunque accettato di pagare, senza però verificare come il denaro veniva speso. La portavoce della Chiesa locale, Donna Farrel, non ha voluto commentare la notizia e ha detto di non sapere quali verifiche siano state fatte sul caso, ma ha confermato che la diocesi ha cercato in tutti i modi di semplificare negli ultimi anni le procedure di finanziamento alle vittime. E forse ha semplificato troppo. Dalle indagini è emerso che una buona parte dei soldi ottenuti con le false ricevute non si sa dove siano andati a finire. Ma una parte è stata usata per pagare l’affitto, la pulizia della casa, l’abbonamento al campo da golf, ma anche la consulenza del chirurgo plastico che doveva intervenire per aumentare il seno della fidanzata di McDonnel.

L’uomo non ha però truffato soltanto la Chiesa cattolica. La polizia ha infatti accertato che si è anche intascato più di ottomila dollari di donazioni destinate alle vittime dell’alcolismo e della droga, nel periodo in cui McDonnel lavorava per un programma sociale pubblico dedicandosi alla raccolta di fondi. Intanto però lo scandalo degli abusi sui minori non sembra conoscere tregua. In Olanda i vescovi hanno accettato l’istituzione di una commissione d’inchiesta indipendente sulle 1500 denunce già raccolte, relative agli ultimi 55 anni. Mentre in Belgio dal 23 aprile 2010 ad oggi sono stati aperti 270 nuovi dossier presso la commissione istituita dalla conferenza episcopale.