di Assuntina Morresi
Tratto da Stranocristiano.it il 10 aprile 2011

E’ la fine dell’Europa, se continua così.

L’Europa, e cioè il continente che non ha voluto le radici cristiane nella sua costituzione, sta dimostrando di averle proprio scordate, e coerentemente adesso gira la faccia di fronte ai barconi pieni di migranti che arrivano dall’Africa, e se ne frega.

Tutte quelle anime belle europee che hanno rotto le scatole per anni contro l’Italia e la lega e i governi di centro destra, dicendoci che eravamo razzisti (vi ricordate la faccenda delle impronte digitali? E i rom?), adesso mettono la testa sotto la sabbia, e se ne fregano dei profughi o clandestini che siano (ma come fai a distinguerli? Avete visto come arrivano da noi?).

I burocrati di Bruxelles ci hanno appena detto che i migranti che arrivano da noi a migliaia, pur con i permessi temporanei di soggiorno concessi dal nostro governo, non possono avere protezione temporanea in Europa per un anno, con lo status di profughi, come prevede la direttiva 55. La scusa è che sono migranti economici, cioè gente che non scappa dalla guerra, ma per cercare lavoro. Ma questi scappano adesso perché con guerre e rivolte i governi laggiù sono più deboli, e adesso è più facile per loro arrivare qua. E’ un problema o no? E poi, quasi tutti vogliono andare in Francia, in Germania, nel Nord Europa … non sono scappati per venire in Italia, ma per raggiungere altri paesi, che però non li vogliono, e non li fanno entrare.

Ma che ci stiamo a fare in Europa a queste condizioni?

La Francia, che ha fortemete voluto questa guerra in Libia, prima causa dell’ondata di arrivi dall’Africa, chiude le sue frontiere: liberté, egalité, e soprattutto fraternité: tiè e qui, immaginiamo il gesto dell’ombrello fatto dai francesi agli africani (dopo secoli di sfruttamento coloniale). Ai laicisti francesi evidentemente vanno bene i rifugiati come Cesare Battisti, come i terroristi in fuga, ma non quei tunisini, che pure parlano francese.

La Francia ha voluto a tutti i costi bombardare in Africa, accampando motivi umanitari, e poi quando gli africani così umanitariamente soccorsi se ne scappano, la Francia li respinge. E bisogna pure stare attenti, con i francesi: gli venisse in mente di usare la stessa umanità con i barconi, o a Ventimiglia, magari si mettono a bombardare pure là….

La cosa più ridicola è che dicono che per entrare da loro, in Francia, i migranti dovrebbero dimostrare di avere 61 euro al giorno, il che significa più o meno 1800 euro al mese. Ora, a parte il fatto che neanche i dottorandi e gli assegnisti che lavorano da me in università guadagnano tanto, ma a chi vogliono prendere per i fondelli questi francesi? Se quegli africani avessero a disposizione 1800 euro al mese, secondo voi, se ne salirebbero su quei barconi per scapparsene qua in queste condizioni?

Per non parlare di Malta (ma quelli sono inglesi, che ti aspetti? Si sposa William, e questo conta), della Germania e via dicendo.

Sono orgogliosa di essere italiana, per come il nostro popolo, fra mille difficoltà, sta accogliendo, concretamente, i disperati del mare. C’è di tutto, in quei barconi: dagli avanzi di galera (letteralmente) a famiglie intere che scappano dalla povertà, da avventurieri spregiudicati a giovani coraggiosi e determinati in cerca di lavoro, e via dicendo. Ma l’atteggiamento sostanziale in Italia è stato quello di accoglierli, nonostante tutto, pur fra mille problemi.

Certo, non c’è posto per tutti qua da noi, se gli arrivi continuano con questi ritmi. Ma c’è un problema, un’emergenza, causata anche da una stupida guerra che alcuni in Europa hanno fortemente voluto, per motivi che sempre meno crediamo “umanitari”. Ed è anche vero che il problema non si risolve a breve: presidiando le coste forse riusciamo a tenere lontani tanti migranti, ma il vero problema è tanta Africa da aiutare, se veramente vogliamo migrazioni controllate e gestibili, e non possiamo certo farlo a soli, noi.

E se il nostro continente, vecchio, sazio e ateo, continuerà a rifiutarsi di vedere tutto questo, segnerà la sua fine.