La famiglia, che la Chiesa Cattolica ne celebra il “ 7° Incontro Mondiale” a Milano dal 29 maggio al 3 giugno, è concepita come una società originaria le cui basi non derivano dallo Stato, ma sviluppate attraverso un processo millenario di libertà .

Quando si riunirono nel 1946 i padri della n/s Costituzione nel riconoscere l’esistenza dei diritti “inviolabili dell’uomo “ (art.2) ed il valore di una particolare dignità propria della persona, ( art.3 ), ne hanno riconosciuto “ i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”, la parità giuridica e morale dei coniugi e con la riforma del diritto di famiglia nel 1975 è stato attuato il principio costituzionale, abolendo la supremazia del marito stabilendo che i coniugi concordano tra loro l’indirizzo della vita familiare  “a garanzia dell’unità familiare “( art.29 della n/s Costituzione ).

Queste poche nozioni del diritto pubblico, che ricordo con molta riconoscenza per essere stati maestri di vita, oggi tutti constatiamo che il n/s Paese è costantemente “preso” nella litigiosità politica ( davvero scandalosa!) con scambi di accuse (micidiali “forme” per abbattere la democrazia ) senza minimamente avvertire se emergenze (non solo quelle dello sbarco di migranti extra comunitari), esigenze ( come quelle di particolare tutela ed assistenza sanitaria ed ospedaliera per categorie di pazienti fragili come persone in età avanzata disabili psico-fisici, malati terminali), siano degne di essere chiamate tali e vergognosamente lasciate nell’angolo più buio del buon senso !

 

Due proposizioni si presentano imperanti nella n/s  società : etica morale e bene comune.

Queste si trovano là dove sono difesi e tutelati i diritti della persona umana, specialmente quando entrano nel gioco della socialità i portatori di handicap di salute e di povertà, “soggetti” più colpiti da sventure del genere umano i cui “diritti deboli, non sono diritti deboli”come dice il Cardinale Dionigi Tettamanzi, il grande difensore degli ultimi fra gli ultimi.

Quando, a volte, si richiamano i fondamentali diritti umani, i principi civili, cristiani, sociali della vita e della famiglia, parte del mondo moderno innalza un “muro di opposizione”, quasi a contestare e tentare di privare il diritto di parlare se si toccano argomenti che riguardano queste “ problematiche ”.

Quando principi etici non collimano con la politica, con alcuni mass media, con frange di contestatori, allora in nome della libertà di parola, ma di un libertinaggio molto marcato, non si deve tacere, ma difendere il versante della morale.

La famiglia cellula primaria della società, oggi è in grave e preoccupante crisi come non mai perché si tenta di distruggere il suo fondamento, essa è nel turbinio delle contraddizioni “colpita” da una moda che dice di essere libertaria, “avversata” da situazioni anche economiche gravi, da “immoralismi” imperanti sempre più feroci, dobbiamo ricordare che l’unione familiare è sempre essa il trampolino di lancio della capacità di relazione umana, perché senza famiglia non c’è socializzazione.

Anche se si parla di aiuti alle famiglie nelle politiche sociali, ( oh! quanti politici “dicono di difendere”!) si continua la cultura di voler prestare attenzione ai problemi convivenze, coppie di fatto, single, matrimoni omosessuali, difesa dei cani e dei gatti ed ogni “cosa d’imperante moda”, si tralascia la famiglia, specialmente quella dove insiste un malato psico-fisico. In analisi si vuole far ritenere normale la società moderna che adotta vari tipi di vita, di famiglia e diversi modelli di matrimonio, estraniando dalla “società dei felici” tutti gli “altri”.

E’ vero che esistono situazioni difficili e casi che meritano rispetto, ma una cosa è l’andare a sanare situazioni con provvedimenti amministrativi, altra è ambire a stravolgere il diritto di famiglia fondato sul matrimonio tra uomo e donna come sancisce la Costituzione Italiana ed il diritto positivo.

Non è impossibile rilevare che un matrimonio possa naufragare, forse se all’origine non vi è stata una severa presa di coscienza del matrimonio con il quale sono cresciute le nostre comunità. Se poi vi sono bambini questi subiscono disordini psicologici (nevrosi, turbe psichiche, asocialità ecc.) e quanto alle coppie omosessuali, con il rispetto della libertà loro voluto, è ovvio ed indubbio che queste non possono contribuire alla procreazione, cioè alla continuazione del genere umano.

Bisogna difendere vita, famiglia, morale, affinché non si abbatte definitivamente ciò che resta della nostra società, augurandoci che questo “7° Incontro Mondiale delle Famiglie” possa ravvivare le esigenze di un “volto” e di un “valore” profondante umani, per realizzare con modi nuovi in tempi nuovi i valori incorporati in una Carta Costituzionale come quella italiana .

Previte

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