Pare, e non si può non evidenziare, che alcune condizioni personali e sociali, associate a situazioni reddituali delle famiglie, dando diritto all’esenzione dalla partecipazione al ticket sui medicinali, sulle prestazioni di diagnostica strumentale, di laboratorio e prestazioni specialistiche ambulatoriali, non sono uguali in tutte le Regioni in base a quanto previsto dalla legge 537/1993 e successive modificazioni (art.8 comma 16 ). E’ vero?.

 

Ma andiamo con ordine.

 

a.) In questi giorni si fa un gran “parlare” della famiglia e tutti ne lodano i pregi con marcata enfasi, ma è bene ricordare che la struttura è molto diversa da quella di un tempo, tradizionale, patriarcale, agricola. Il “Bel Paese” si è trasformato da una conduzione prevalentemente agricola a quella industriale.

 

Questa è stata una conquista economica, oppure una conquista socio-morale ?

 

Mah! La storia futura ci darà i “responsi”. Per intanto ne osserviamo, in breve, l’aspetto socio- morale, gli effetti, le abitudini, la coesione, le conseguenze e le modalità di “vivere” nella famiglia del passato con quella del quotidiano.

 

Fin dal Rapporto Annuale ISTAT 2005, quei dati statistici consentono di rilevare una progressiva erosione del concetto famiglia in favore di convivenze diverse, volendo affermare lo sviluppo di una cultura troppo spesso indirizzata contro ogni forma di vita sociale e di vincolo matrimoniale in favore di nuove modalità dell’essere famiglia. ( art.29 della Costituzione ).

 

Pur in presenza di profondi cambiamenti sotto gli occhi di tutti ed in “barba” ai rilievi statistici poco convincenti ed a dispetto di ogni assurdità, la famiglia italiana resta ancora salda, è una istituzione che “tiene” e gli interventi legislativi non possono violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana, sanciti da quella Costituzione che tutti richiamano, specie le Istituzioni, ma non la incarnano nella pratica quotidiana.

 

La famiglia italiana, pur tra crescenti difficoltà, possibile frammentazione delle forme familiari, fallimenti, crisi, contenitrice di stress, capacità di “tenuta” che si fa sempre più labile e debole od altre “anomalie” in questo contesto economico-culturale, malgrado i segnali di intensa fragilità, ripeto, resiste, e non vuol perdere i principi morali basilari, essendo una barriera al dilagare di una cultura sterilmente relativistica, silenziosa e sorda.

 

Essa è un bene prezioso e risorsa insostituibile nella società, che si vuole vedere ancora con valori di solidarietà, di coesione sociale, che è stretta da un legame affettivo, che continua a mantenere la promessa di fedeltà reciproca nei coniugi, che continua a farsi carico dei figli, che continua ad aiutare i propri genitori anziani, pur tuttavia è anche Famiglia quella che continua a curare, malgrado enormi difficoltà, i membri disabili o svantaggiati.

 

E’ bene ricordarla a tutti coloro ( e sono tanti!) che dicono di difendere la famiglia ( a parole e ne fanno anche una proposizione elettoralistica !), mentre sollecitiamo il Parlamento a legiferare in favore delle persone con difficoltà psichiche :

 

http://digilander.libero.it/cristianiperservire/News2011/050911.htm

 

E’ profondamente significativa, umana e drammaticamente attuale, la frase “Servire i malati nel corpo, nell’anima e nello spirito“ (Messaggio di Benedetto XVI al Congresso Mondiale FIAMC ( Federation International des associations de medecins catholiques 6/9 maggio 2010 ), per dare voce a coloro che non possono esprimerla.

 

Riconosciamo alle Istituzioni che i problemi da risolvere sono tantissimi, ma vi è una certa leggerezza nella valutazione dei problemi e soprattutto nelle priorità che investono il sociale, spesso incarnati in pietosi ed esasperati “fatti”familiari.

 

Da troppi anni, malgrado i drammatici episodi di lucide follie, insiste un vergognoso silenzio delle Istituzioni sulle condizioni in cui “vivono” le famiglie dei disabili fisici, degli handicappati psichici, dei “dimenticati”, disagi che sopportano gli stessi e la società ! A questo ho inoltrato diverse Petizioni al Parlamento Europeo, di cui l’ultima :

 

http://digilander.libero.it/cristianiperservire/pdf/Petizione%20al%20Parlamento%20Europeo%201.10.2011.pdf. Iscritta nel Ruolo Generale del Parlamento Europeo al n. 1003/2011.

 

A proposito dell’incidere troppo veloce della malattia mentale nel mondo, è del 10 ottobre 2011 l’allarme lanciato dal Segretario Generale dell’ONU dottor Ban Ki-moon in occasione della “Giornata Mondiale della Salute Mentale” dove ha  affermato che “Le risorse dedicate dagli Stati e dalla società civile alla cura delle malattie mentali sono troppe limitate” onde promuovere e sollecita ad “Investire sulla sanità mentale”, al fine di sensibilizzare i singoli Paesi ad aumentare l’apporto finanziario, in quanto i disturbi mentali sono responsabili del 13% della malattie e le spese sanitarie, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, per questa patologia sono inadeguate.

 

Secondo l’OMS nel mondo sono 450 milioni le persone che soffrono di disordini mentali, i quali in circa la metà dei casi, iniziano prima dei 14 anni, dove depressione e schizofrenia risultano le patologie più diffuse.

 

La maggior parte dei Paesi in via di sviluppo dedica meno del 2% per la spesa sanitaria inerente le malattie mentali, ma non si può disconoscere che l’Italia, grande Paese industriale, dedica il 3,4% del budget per la salute mentale, mentre la Tanzania il 7%, l’Australia il 10%, l’Inghilterra il 12%. Siamo certamente inferiori ai Paesi poveri. Una vera vergogna ! ( imputabile a tutti i Governi che si sono succeduti dal 1978 ad oggi! ).

 

La domanda ricorrente è quella di conoscere se la politica ha saputo mettere da parte ambizioni e litigiosità per dedicare con profonda umiltà un po’ più di tempo ai problemi connessi della famiglia, specie in quella dove insiste un diversamente abile !

 

I pochi e scarsi provvedimenti legislativi emanati sono la dimostrazione del disinteresse o sottovalutazione che regna nel nostro Paese rispetto a questo grave disagio sociale, dove di tanto in tanto i mass media propongono velate spiegazioni o semplici riproposizioni di giudizi poi non più “riesumati”, che non portano audience né clamore, visto che questi “indici” sembrano essere termini di raffronto di avvenimenti .

 

Viene inconsciamente “seminato” ,nella società troppo odio, violenza, ingiustizia, devastazione, mentre gli episodi di lucide follie sono ormai quasi quotidiani !

 

Uno dei problemi più urgenti (continuo a sostenerlo perché giusto), che ritengo indilazionabile, scottante, necessario, impellente, difficile e di maggior rilievo che affliggono le famiglie è l’incertezza del “dopo”, cioè dopo la morte di colui/colei che sostengono il peso dell’assistenza per non avere una ragionevole certezza e sicurezza sui vari tempi assistenziali e di sostentamento che il proprio familiare dovrà subire, anche in conseguenza dello sviluppo di quella erosione della famiglia, come sopra detto, specie dove insistono disabili fisici ed handicappati psichici.

 

Ah! quante famiglie scomparse, dove i figli disabili restano soli. Ma bisogna buttarli nella spazzatura ?

 

Tutto resta in un clamoroso silenzio, malgrado i numerosissimi appelli e Petizioni da me inoltrate al Parlamento Italiano, Europeo ed alle Nazioni Unite (sulla “Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità” Distr.Generale 6 dicembre 2006  A/61/611 ( i cui effetti, in negativo, ci dispiace, sono stati totalmente“ignorati” dal Governo attuale), mentre la malattia mentale continua a mietere vittime, soprattutto giovani ed anche adolescenti e sconvolge, spesso, il “rituale familiare” !

http://digilander.libero.it/cristianiperservire ( Petizione 15.04.2008-  Petizione 3.01.2009 – Ricorso ONU 14.04.2010 – Speciale dossier sulla “Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità dell’ONU )

 

Ancora una volta dobbiamo ribadire che questa problematica necessita di una legislazione urgente, adeguata ed efficace attesa da ben 33 anni, perché il rispetto della dignità del “malato” è essenziale in una società che vuol essere civile, dove le famiglie coinvolte non manifestano chiassosamente i loro diritti !

 

Possono solo contenere la loro forza residua, affinché non si spenga quel barlume di speranza che aiuta costoro a vivere.

 

E’ vero che si conferma la presenza di una insostituibile capacità di cura, di aiuto informale e gratuito che circola tra le famiglie e le nuove generazioni ( esempio affidamento dei figli minori ai nonni ), ma diminuisce il numero di famiglie che ricevono aiuti informali dalle Istituzioni, “temi” che dovrebbero essere affrontati in maniera efficace, decisiva e senza indugio.

 

Oggi 2011 il Governo di destra fa proprio quanto farebbe l’opposizione di sinistra. rifinanzia nella legge di bilancio e nella manovra economica, le missioni militari all’estero, i viaggi istituzionali, le prerogative di “tutta la casta” ed altre “esteriorità.

 

Ma le Istituzioni hanno la capacità d’ascolto ?

 

b.) Ed ora andiamo ad esaminare una situazione che, a nostro modesto avviso, salvo chiarificazioni, ha del paradossale in quanto è da accertare e pare, che alcune Regioni non consentirebbero ad applicare norme sulla protezione ed assistenza, nel campo sanitario, morale ed economico su famiglie, ammalati, pensionati, persone in età avanzata ed invalidi .

 

Non si può non evidenziare che alcune condizioni personali e sociali, associate a situazioni reddituali delle famiglie, dando diritto all’esenzione dalla partecipazione al ticket sui medicinali, sulle prestazioni di diagnostica strumentale di laboratorio e prestazioni specialistiche ambulatoriali, non sono uguali, ripeto, in alcune Regioni, in base a quanto previsto dalla legge 537/1993 e successive modificazioni (art.8 comma 16 ).

 

L’eventuale mancata applicazione di questa normativa, non farebbe altro che far pesare la burocrazia su ammalati, pensionati, persone in età avanzata e diversamente abili costretti ad accedere all’esenzione per l’impossibilità di beneficiare, ripeto, delle prestazioni sanitarie ed acquisto dei medicinali, dato il potere di acquisto e del costo della vita sempre più risicato, come aumento IVA, malattie incalzanti ecc., situazioni che “pesano” sul bilancio familiare.

 

Comunque nelle materie indicate dall’art.117 della Costituzione, le Regioni possono emanare provvedimenti aventi valore di legge, ma la norma deve intendersi nel senso che l’esercizio di tale potestà è subordinato all’osservanza dei principi generali definiti da leggi che espressamente li stabiliscono per le singole materie con diversi Decreti nel 1972 dal Parlamento, nel 1977 dal DPR n. 616 e gli Statuti Regionali riproducono principi già contenuti nella Costituzione, in conformità di quanto prescritto dall’art.123 della Costituzione.

 

Le Leggi Regionali devono rispettare, tra altre, l’art. 32 della Costituzione che garantisce la “salute come diritto fondamentale dell’individuo ed interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti” nel “ rispetto della persona umana” ?

 

Le Leggi Regionali, ripeto, devono essere “ non in contrasto con l’interesse nazionale” stabilito in maniera molto chiara dall’art.117 della Costituzione, il cui valore ha un volto profondamente umano, confermando e rispettando che gli ordinamenti delle Regioni (art.123) non sono originari, ma derivano dallo Stato che ne determina la competenza.

 

Quei cittadini che richiedono il rispetto delle leggi ed una equità, sono cittadini, anche, italiani ! O sbaglio ?

 

Ma l’Italia è divisa in tanti piccoli Stati, oppure è libera ed unita come volevano i Padri della Costituzione ?

 

c.) Ritornando alla tematica famiglia, gli aridi e pochi dati statistici espressi dovrebbero far riflettere la politica ( non certamente “nobile e pulita” come qualch’uno l’ha definita !) e le Istituzioni ( molte distratte ! ) che dovrebbero essere interessate alle necessità della gente e dare risorse finanziarie per “servizi” ai diversamente abili, anche a quelli dopo il fallimento del modello manicomiale trascurato da ben 33 anni, e provvedere per tutti, per il mondo cattolico, della sofferenza, le loro famiglie ed a quei cittadini bisognosi di giustizia e dare quegli aiuti sanitari e sociali uguali e necessari, senza perseguire la ben nota logica gattopardesca del “cambiare tutto purché nulla muti ” !

 

Previte

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