A pochi giorni dall’appello dei Vescovi per la difesa della Famiglia, la comunità tutta, non solo quella cristiana ma anche quella laica,  anela a seguire o meditare l’insegnamento della Chiesa su questa reale istituzione fondamentale di ogni società, “incaricata” a riprodurre e dare continuità sul piano biologico ed umano a questa risorsa fondamentale per il futuro, tematica che verrà ripresa nella “ Settimana Sociale dei Cattolici “ a Torino dal 12  al 15 settembre 2013.

Nella lettura globale di quella cellula fondamentale del consorzio umano e civile che è la famiglia, in cui i diversi problemi educativi e generazionali incontrano nella cultura attuale variegate situazioni di conflitto, la Chiesa nel suo insieme ha fermato prevalentemente la propria attenzione sulla diffusione sempre più ampia di un modello interpretativo della persona in ogni età dall’accoglienza della vita nascente al suo declino in una sintesi più profonda ed autentica del rispetto della dignità dell’uomo.

La famiglia, bene prezioso e risorsa insostituibile in un modello sociale, sarebbe opportuno, per non dire essenziale, che conservi quei valori di solidarietà e di coesione sociale, continui a mantenere la promessa di fedeltà reciproca nei coniugi, continui a farsi carico dei propri figli, continui ad aiutare i propri genitori anziani, continui a curare i membri disabili o svantaggiati, ma restando pur sempre una barriera al dilagare di una cultura sterile, individualista, silenziosa e sorda.

Pur in presenza di profondi cambiamenti, sotto gli occhi di tutti, la famiglia italiana a dispetto di ogni assurdità, è ancora una istituzione che “tiene”, mentre appare certo che da qualche tempo il dibattito politico sulla famiglia sembra riguardare essenzialmente eventuali pseudo interventi posticci, promesse che spesso sono avvolte dal velo dell’ipocrisia .

Non bastano le esteriorità se non sono seguite da concrete proposizioni quali, fra l’altro, forme migliori di assistenza sociale o quelle di considerare che il disabile percepisce, anche quello in famiglia, in media, mensilmente 267,57 euro, sufficienti alla sopravvivenza per non morire ! Una vera vergogna per quegli esempi che apprendiamo dai mass media!

La politica è ormai stata “defenestrata” dalle corruzioni, malversazioni, concussioni e da ogni violazione del diritto penale e civile, questo non va certamente a vantaggio della crescita della gioventù, tanta decantata, ma poco valutata.

Purtroppo per ogni essere umano colpito da una concentrazione di handicap, un riconoscimento economico-morale più aderente alla realtà sociale è giustizia, non dimenticando che la soglia di povertà è di euro 600,00 mensili,  che costituirebbe un atto sulla protezione ed assistenza sociale incarnato nella Costituzione per non sentirsi abbandonato, perché la solitudine non diventi il regno della confusione anche mentale .

Ancora una volta bisogna constatare che le Istituzioni paradossalmente dimenticano quelle “calamità sociali” sopra ricordate, mentre nell’opinione pubblica si rinnova il timore di perdere quei diritti che fanno parte dell’etica sociale, cioè il rispetto della persona in condizioni di disabilità psico-fisica, specchio per eccellenza della verità di una parte della società che necessita aiuto e solidarietà .

Il rispetto della dignità della “persona psico-fisica malata”, forse, non condivisa dalle Istituzioni, dove proposte, progetti e disegni di legge di riforma restano abbandonati nel dimenticatoio o nei cassetti delle Camere Legislative, costituisce una beffa ad una speranza principalmente anelata dalle famiglie, tradite ancora una volta da una politica carica di silenzi e disinteresse !.

Il n/s Paese è costantemente “preso” nella litigiosità politica ( davvero scandalosa !) con scambi di accuse ( micidiali “forme” per abbattere la democrazia !) delusioni ( cittadini beffati, i quali devono avere anch’essi, come gli amici a 4 zampe, rispettata e promossa la loro dignità etica), senza minimamente avvertire se emergenze (non solo quelle della crisi economica), esigenze come quelle di particolare tutela ed assistenza sanitaria ed ospedaliera per categorie di pazienti fragili come persone in età avanzata disabili psico-fisici, malati terminali), siano degne di essere chiamate tali e vergognosamente lasciate nell’angolo più buio del buon senso!

 

http://digilander.libero.it/cristianiperservire/pdf/Petizione%20al%20Parlamento%20Italiano.pdf

La famiglia è “incappata” nel turbinio delle contraddizioni di questi nostri tempi, ma ricordiamolo sempre essa è il trampolino di lancio della capacità di relazione sociale, perché senza famiglia non c’è socializzazione, né Nazione.

La crisi economica è grave e preoccupante, però non si deve dimenticare che se si tenta di distruggere il fondamento della famiglia, cellula primaria della società, è indiscutibile : la società va a “rotoli” !

 

Anche se si parla di aiuti alle famiglie nelle politiche sociali, ( oh! quanti politici “dicono di difendere la famiglia” e citano freddamente la parola “ bene comune ” !) continua la cultura di voler prestare attenzione ai problemi delle convivenze, coppie di fatto, single, matrimoni omosessuali, ma si tralascia la famiglia, specialmente quella dove insiste un malato psico-fisico, tutto il complesso familiare resta estraniato dalle Istituzioni !

In questa società che si dibatte in serie difficoltà economiche, morali, violenze in famiglia, negli stadi di calcio, problemi extra

comunitari, disagio giovanile, droga, eutanasia, depressione, emarginazioni, corruzioni, recriminazioni ecc. “mali” di cui soffre la nostra società, se si distrugge la famiglia, ma come si può riconquistare quei valori morali indispensabili che si tenta e si vuole abbattere anche in Italia, come  avviene spesso, ma non per sempre, in alcuni Paesi ?

La famiglia, che i rilevamenti statistici e che la  fantasia sociale forse vogliono affermare essere lo sviluppo di una cultura troppo spesso indirizzata contro ogni forma di vincolo matrimoniale in favore di nuove modalità dell’essere famiglia, deve restare ancora oggi salda e di continuazione tradizionale, perché, spesso, la libertà della persona finisce dove comincia il libertinaggio della politica.

Anche il Magistero della Chiesa Cattolica ci rammenta spesso come la vita umana, anche malata, deve essere presente nelle n/s attività e considerazioni, nel n/s andamento giornaliero della vita, così come avviene nelle altre Confessioni Religiose.

Salutiamo con la massima certezza ed auguriamo sinceramente che le proposizioni con coraggio che verranno dalla “Settimana Sociale dei Cattolici” del prossimo anno 2013 a Torino, devono essere la sintesi di un più moderno concetto di libertà, di azione, di proposizione, di convivenza civile che costituiscono il senso della vita, il rispetto della dignità umana e della libertà in questa civiltà dell’individualismo, del relativismo e dell’indifferenza che si tenta di instaurare da troppo tempo !

 

Con le parole del prossimo Beato Giovanni Paolo II° : “Andiamo avanti con speranza”!

Previte

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