I disabili fisici, gli handicappati psichici, i ciechi, ventesimisti, i sordi, i sordomuti, gli invalidi e tutto il mondo della sofferenza lottano da anni per ottenere legali diritti sanciti dalla Costituzione, ma soprattutto per far conoscere il loro status sociale quotidiano che rende la loro esistenza, la loro vita e quella dei loro familiari molto difficile ! Ma perché, il Parlamento, il Governo non provvedono a risolvere i loro problemi con “coerenza” e “gesti” di speranza ?

Il 2013 è stato proclamato “Anno Europeo dei cittadini” dalla Decisione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 novembre 2012 e l’iniziativa intende stimolare un dibattito quale aspetto inalienabile del diritto di cittadinanza per tutti nell’Unione Europea e previsti eventi per informare il pubblico . 

In una nota del Parlamento Europeo si ricorda che “i Trattati Europei hanno creato il concetto di cittadinanza europea ed ogni cittadino della UE benefica di una serie di diritti “ , fra i quali quelli dello studio, lavoro, apertura di attività, di usufruire della propria pensione in un altro Stato membro, della dignità umana, della solidarietà, della parità tra uomo e donna, del rispetto reciproco ed il principio della consapevolezza, oggi molto carente ( notizia appresa dal Bollettino Radiogiornale della Radio Vaticana Anno LVI n. 366 del 31.12.2012) .

Questa esplicita protezione giuridica della dignità dell’uomo da parte del Parlamento Europeo e del Consiglio, implica anche quella del diritto alla vita : dal concepimento alla morte naturale !

Oggi 2013 siamo in un mondo in “subbuglio”, che barbaramente uccide per un nonnulla, quasi quotidianamente, i genitori, i mariti, le mogli, i figli, le donne, i bambini, i neonati, che modifica continuamente il sistema di vita, che “riduce” e “conduce” la società civile verso il regresso, che è egoisticamente ripiegata su se stessa, coinvolta in un forte egoismo oramai assai diffuso, che “tollera “troppe cose e pone “scarsa” attenzione ai più deboli ed ai più sofferenti !

Purtroppo il n/s Paese è stracolmo, come ci propinano le notizie dei mass media, di corruzione, di corrotti, di corruttori , una assoluta emergenza nel traffico di influenze illecite !

 

“ Siamo poveri, siamo umili, miti, al servizio del popolo” é’ l’esortazione di Papa Francesco ( nella Messa presieduta a Santa Marta in Vaticano il 15 maggio 2013 ad un gruppo di dipendenti della Radio Vaticana ), ma questa vale per tutti ?. Ma siamo veramente così ? Tutti buoni, accoglienti, solidali, coerenti, giusti, rispettosi ecc. ?

Il divorzio libero, l’aborto procurato, la contraccezione abortiva, la sterilizzazione “nascosta”, l’ideologia omosessualistica, l’eutanasia mascherata, il suicidio assistito, la legalizzazione delle sostanze stupefacenti, la manipolazione e sperimentazione genetica, la promozione dell’ideologia del permissivismo imperante, del relativismo crescente, del qualunquismo diffuso, del vivere poco associato, ebbene : non sono tutte forme di una medesima concezione antropologica contro l’uomo ?. Ma la n/s società è davvero “inquinata” ?

 

Il Papa Paolo VI° , molto argutamente, ha sempre affermato che la n/s non è la società dell’essere, ma dell’avere !

Considerando che i giovani, speranza del domani, si trovano o sembrano disorientati, che la civiltà é incapace di reagire a questo modus vivendi, che l’uomo ormai é succube di un mondo irreale e come ricorda Papa Francesco : “Sant’Agostino commentando il profeta Ezechiele parla di due tentazioni dell’uomo : la ricchezza che può diventare avarizia e la vanità un eccessivo “credo” per se stesso” (15 maggio 2013 da Omelia nella chiesa di Santa Marta in Vaticano ). Ma sono queste le virtù dell’homo sapiens ?

 

Quello di Papa Francesco ( un “uomo” semplice, carico di entusiasmo carismatico, che converte, che ha saputo “ riunire” moltissimi uomini, un papà attento e premuroso !) non è in un delirio di pauperismo medievale , ma vuole il ri-avvio dell’applicazione pratica dell’amore cristiano insegnatoci attraverso il Santo Vangelo .

E’ necessario, per non dire urgente riscoprire l’educazione integrale che resta non solo quella dell’apprendere, ma anche quella della adozione dei valori morali che trovano nelle radici etiche il loro riferimento fondamentale.

Nelle difficili situazioni in ambito sociale di tutti, dei giovani ed anche soprattutto degli adolescenti ( e questo è purtroppo “cosa quasi quotidiana” !), occorre promuovere l’educazione morale come affannosa ricerca della maturazione della coscienza e non del possesso dell’avere . Ancora una volta riconosciamo l’insegnamento morale che ci apportano gli animali domestici, che rispettiamo ampiamente, e dove tutti sappiamo che la loro “sorte” fa parte dei diritti e dei doveri riconosciuti, giustamente, dalla “Carta dei diritti per animali domestici” e sanzionata dall’art. III-121 della Costituzione Europea . Ma restiamo del parere che è autentica vergogna, davvero intollerabile, constatare la “sorte” e la ignobile dimenticanza riservata all’uomo,( anziani, malati terminali, disabilitati, sofferenti patologie croniche) ed ampiamente “valorizzare” i n/s amici a 4 zampe e porli allo stesso livello se non sotto del genere umano ?

 

Quel quotidiano catastrofismo, quel rinnegare col silenzio ogni diritto ed aiuto morale, quel continuo diverbio politico allontana tutto e tutti dalla realtà e dalla coscienza, concentrando in un sordido egoismo ogni interesse in perfetta armonia contro il senso della solidarietà .

Quella solidarietà sociale dovrebbe tendere a guidare la dinamica morale di tutti verso una crescita di sensibilità con i problemi sociali, con l’esempio di una visione pienamente umana della quotidianità, quale impegno di vicinanza sociale verso tutti, specie verso le persone più deboli e bisognose .

Ma ognuno aspira a star meglio, quasi disattendendo quella conclamata solidarietà verso quelle persone, deboli e bisognose, che hanno gli stessi diritti di quanti vivono in società !

Al di là delle barriere architettoniche, che non dovrebbero più esistere, ben più dure sono le barriere intellettive che offendono tutti, abili e disabili, ritorcendosi contro chi le continua a porre in atto, mentre la società civile può trovare su questo terreno interessi comuni di solidarietà, specie là dove le famiglie provate dalla disabilità psico-fisica di qualche suo componente fatica a stare al passo, ad interloquire con un mondo che sembra sfuggire non solo al confronto, ma anche allo sguardo per timore di perdere il senso della civiltà !

Lo Stato esperto di umanità e socialità non ascolta ! non sente! non vede !, negando quindi intrinsecamente la necessità dell’incontro e del dialogo col mondo della disabilità, privo di ordinati intendimenti socio-pedagogici per ricercare e rimuovere i contenuti negativi di quelle necessità.

All’evidenza le Istituzioni non posseggono più da tempo la capacità di captare le necessità del cittadino, restando molto lontane, significantemente lontane, troppo lontane dalla realtà !

In questi frangenti restano dimenticati quanti drammaticamente “vivono” ora per ora, minuto per minuto , con i sofferenti di quelle “patologie” sopra menzionate, mentre tutti continuano a coltivare la speranza e l’attenzione al mondo della sofferenza .

 

L’opinione pubblica, Signori della Politica, Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, chiede e si aspetta di più, perché non si può più ignorare quella attenzione preferenziale per chi è più debole ed indifeso !

 

Le Istituzioni “multos in parvo” ! “predicano austerità” ( ma per gli altri ! ) : rifinanziano le missioni militari all’estero, esplicano viaggi “diplomatici” inutili, continuano ad elargire e non togliere alla casta politica ogni privilegio, impongono sacrifici alla gente, nella legge di bilancio e nella manovra economica annunciano “ics” miliardi di eur destinati ad altre “opere” con tagli alla sanità, chiacchiere inusuali trascurando, anche, questo ambito della disabilità, perseguendo lo stratagemma della tela di Penelope nell’Odissea che “di notte disfaceva ciò che aveva tessuto durante il giorno “, o la ben nota logica gattopardesca “ di cambiare tutto, purché nulla muti ! “

Dignità e speranza : questo è il binomio che si chiede alle Istituzioni : dignità per un rigoroso rispetto del loro essere e dei loro diritti di disabili psico-fisici , speranza perché questi diritti siano attentamente e finalmente valutati. La semplice considerazione della dignità umana e della speranza, ci porta a pensare che non è sufficiente mettersi dalla parte di chi soffre ed essere solo promotore di salute, ma sembra essere necessario ed urgente una mobilitazione delle coscienze

L’opinione pubblica, le famiglie, la comunità civile, tutti attendiamo che il Governo ed il Parlamento con sensi di responsabilità diano vita ad una vera giustizia sociale, ad una normativa di riorganizzazione dei servizi, una legislazione adeguata efficace chiara e categorica libera da forme che ne sviliscono l’applicazione verso il mondo dei deboli, dei bisognosi, dei sofferenti, piuttosto che incrementare o seguire, ripeto, la litigiosità politica, senza che emergenze ed esigenze siano lasciate nell’angolo più buio del “ buon senso ” e dei “palazzi” del potere .

“Est modus in rebus” (c’è una misura nelle cose) questo famoso detto di Orazio esprime l’ideale classico del giusto mezzo, perché i giovani e gli adolescenti possono ottenere esempi ed insegnamenti di vita dai “grandi” , dato che per il momento quel giusto equilibrio da tutti invocato resta alquanto precario.

E con le parole del Beato Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza !”

Previte

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