Una campagna negli USA rivendica 542 vite salvate e 8 abortisti pentiti

di Genevieve Pollock

BRYAN, mercoledì, 4 novembre 2009 (ZENIT.org).- Abby Johnson, ex direttrice di un centro di Planned Parenthood negli Stati Uniti, ha abbandonato questa organizzazione abortista dopo aver visto l’aborto di un bambino, e ora lavora con quanti pregavano per la sua conversione.

La Johnson, 29 anni, ha lavorato per Planned Parenthood per otto anni fino a che ha visto, attraverso una trasmissione per ultrasuoni, un feto “strizzato” mentre veniva aspirato dal ventre materno nel settembre scorso.

Il 6 ottobre ha lasciato il suo lavoro di direttrice del centro di Bryan (Texas) e si è recata alla Coalition for Life (Coalizione per la Vita), un gruppo pro-vita che in quel momento stava partecipando in varie città statunitensi alla campagna “40 Giorni per la Vita”.

David Bereit, direttore nazionale di “40 Giorni per la Vita”, ha spiegato a ZENIT che nell’ultima campagna, terminata questa domenica, altri sette lavoratori di cliniche abortiste hanno abbandonato il proprio ruolo, e sono state salvate 542 vite.

“E questi sono solo i casi di cui siamo a conoscenza”, ha aggiunto, riassumendo i risultati immediati della campagna, che ha unito 212 città di 25 Stati, 5 province canadesi e la Danimarca.

Il programma attuale dei “40 Giorni” è iniziato alla clinica di Bryan nel 2004 come iniziativa basata sulla preghiera e sul digiuno.

I collaboratori pro-vita si sono riuniti di fronte a questo centro dell’organizzazione Planned Parenthood per sei campagne fino a questo momento, celebrando una preghiera di un giorno intero per chi difende l’aborto.

“Dalla prima campagna nel 2004 abbiamo pregato per Abby – e per tutti coloro che lavorano nel settore dell’aborto – perché potesse arrivare a vedere che cos’è realmente l’aborto e abbandonasse questo affare di morte”, ha detto Bereit.

“In questo caso, le nostre preghiere sono state ascoltate – ha aggiunto –. Siamo molto orgogliosi del coraggio di Abby nel lasciare l’industria dell’aborto e annunciare pubblicamente le ragioni per cui l’abbandonava”.

Il direttore ha anche sottolineato che la storia della conversione della Johnson “dimostra l’importanza di una presenza orante costante e pacifica di fronte alle strutture abortiste”.

Punto di rottura

La Johnson, che ora sta comparendo in programmi radiofonici e televisivi di tutto il Paese, ha detto di aver sperimentato un “cambiamento del cuore riguardo alla questione”, ha reso noto “40 Giorni per la Vita”.

“Negli ultimi mesi – ha confessato –, avevo visto un cambiamento nelle motivazioni dell’impatto finanziario degli aborti e sono arrivata davvero al punto di rottura dopo aver assistito a un aborto concreto attraverso gli ultrasuoni”.

“Ho pensato soltanto ‘Non posso più farlo’, ed è stato come un flash che mi ha colpito”, ha detto a KBTX.com.

La Johnson, episcopaliana, ha descritto questo momento come una “conversione definitiva” del cuore, una “conversione spirituale”.

Ha anche spiegato che, pur essendosi unita all’inizio a Planned Parenthood perchè voleva auitare le donne, era in dubbio perché il centro stava cambiando il suo modo d’agire.

“Il denaro non era speso per la prevenzione”, ha denunciato, “ma per gli aborti”.

La Johnson ha segnalato a FoxNews.com che attualmente riceveva istruzioni dai suoi capi regionali per incrementare il numero di aborti realizzati, per aumentare i profitti.

“In ogni riunione si diceva: ‘Non abbiamo abbastanza denaro, dobbiamo aumentare gli aborti’ – ha rivelato –. E’ un affare molto lucrativo e per questo vogliono aumentare i numeri”.

Anche se l’ex luogo di lavoro della Johnson praticava aborti solo due giorni al mese, il medico era lì ogni giorno e poteva farne più di 40.

Ora la Johnson aiuta le donne, ma dall’altro lato. Ha iniziato a pregare con i volontari all’esterno di Planned Parenthood per quelli che una volta erano suoi colleghi.

Il potere della preghiera

Il direttore di Coalition for Life, Shawn Carney, ha affermato: “Questa è davvero una testimonianza del potere della preghiera e del coraggio di Abby di lasciare un lavoro che sentiva di non poter portare avanti in coscienza”.

“Per tutti noi volontari che abbiamo pregato fuori dalla clinica per la conversione di chi ci lavorava, è stata una gioia essere testimoni del fatto che le conversioni avvengono realmente”, ha aggiunto.

Anche se la Johnson non ha ancora trovato un altro lavoro, collabora da vicino con Carney e con altri membri della Coalizione.

Bereit ha detto a ZENIT che “la gente pro-vita sta accogliendo queste persone che lavoravano nel campo dell’aborto con amore e a braccia aperte”.

La pagina web della sua organizzazione, ricorda, ha pubblicato sui suoi blog centinaia di commenti di persone di tutto il mondo che esprimono il proprio sostegno ad Abby.

Bereit ha sottolineato che questa conversione avrà risultati di grande portata. “Incoraggerà davvero altre città a svolgere molteplici campagne ’40 Giorni per la Vita’, e presenze oranti regolari”, anche quando il programma non è in svolgimento.

“Ci siamo impegnati a esercitare pressioni fino a quando nessuna donna piangerà più e nesusn bambino morirà”, ha dichiarato.

Ha anche riferito a ZENIT che sono state organizzate due nuove campagne per il 2010, una durante la Quaresima, che inizierà il 17 febbraio, e l’altra in autunno, dal 22 settembre al 31 ottobre.

“Oltre a questo – ha concluso –, ’40 Giorni per la Vita’ sta sviluppando attivamente strumenti e risorse per formare e dare autorità ai pro-vita locali per ampliare ed espandere l’impatto dei loro sforzi”.