Come viene considerato l’uomo visto che per un nonnulla si uccide?

L’espressione dignità umana è in voga nella socialità e come sostiene il grande filosofo Emanuele Kant “ l’uomo è sempre fine mai mezzo”, in quanto pur essendo ogni cosa strumento, l’uomo non lo deve essere, quindi la dignità di ogni essere umano deve essere rispettata e sempre nella massima  considerazione possibile.

Ma questa dignità nella sofferenza in chi è malato “nel corpo” e “ non va lasciato solo chi soffre”, è spesso dimenticata.

Ricorda ancora il Magistero della Chiesa Cattolica, l’uomo che necessita di rispetto, di solidarietà ed aiuto è :

a.)   chi è affetto da patologie dolorose, in specie in fase terminale, al quale vanno applicate tutte le cure possibili ;

b.)   chi è anziano, “dimenticato” dai parenti, trascorre i tempi della sua vecchia nella perfetta solitudine subendo una maggiore sofferenza;

c.)   quelle donne che nella “ inattesa gravidanza” a volte “vedono“ nell’aborto una efficace soluzione  del loro problema;

d.)   coloro che vedono nell’eutanasia il senso più pratico per attenuare i dolori della malattia e dell’agonia;

e.)   l’abbandono delle cure quali l’accanimento terapeutico sul malato terminale.

Le ragioni antropologiche ci portano ad incontrare anche coloro che portano nel loro corpo una sofferenza nell’anima ed anche una sofferenza fisica.

Sui temi più scottanti del nostro presente, dalle vari forme di handicap psico-fisica alla droga, dalla strisciante eutanasia all’aborto, dall’accanimento terapeutico al testamento biologico ed a quanto attenta il vivere civile verso la sofferenza, non si deve favorire la tendenza egoistica a rinchiuderci nei nostri privilegi, ma è essenziale un’intesa considerando l’essere umano ed il bene comune.

Alcune “argomentazioni” in difesa della qualità della vita potrebbero nascondere un disegno di selezione del genere umano, in quanto con la scusa di lenire un dolore si potrebbe arrivare ad annientare chi veramente soffre o chi potrebbe soffrire una volta venuto al mondo.

La vita è un dono del Creatore !

Nella società violenta il rispetto dell’uomo, soprattutto debole ed indifeso, che inizia fin dalla sua fecondazione la sua meravigliosa avventura nel genere umano, oggi rischia sempre  più di dissolversi nel proprio egoismo e ci dovrebbero far riflettere e sperare che di fronte  ai duri temi della vita, occorre rispetto verso la dignità della persona malata, mentre una cultura falsa e trasgressiva sta svuotando il vero significato del valore della vita.

Ora di fronte ad una situazione allarmante quale negazione al diritto alla vita dove, pare, si vada affermando il “budget del ricoverato”, vale a dire che un paziente in qualsiasi condizione di salute si trova venga dimesso dalle struttura ospedaliera, in “ossequio” al supremo ordine di risparmio, ma resta ancor più grave se disabile in età avanzata ed in condizioni agonizzanti, ci ha costretti a presentare una urgentissima Petizione al Parlamento Italiano, senza ottenere alcuna risposta per conoscere la verità. Perché! Perché! Perché!

Comunque, questa è eutanasia.!

Purtroppo ci perviene dal Parlamento Europeo un allarmante Raccomandazione approvata per “merito” della britannica On. Cristine Mc Cafferty destinata ai 47 Paesi membri della UE sulla salute sessuale e riproduttiva che indice all’accesso all’aborto i minori senza informare i genitori, alla sterilizzazione, all’eutanasia.

Ma domandiamo e ci domandiamo : come viene considerato l’uomo visto che per un nonnulla si uccide ?

Per interpretare le condizioni socio-culturali della persona, bisogna considerare la solidarietà verso il prossimo un preciso dovere e non un atto di generosità che spesso ci vede prodighi verso chi ci è simpatico e non verso chi ne ha veramente bisogno!

Da nord a sud della nostra Penisola altri problemi ( come violenza spesso spicciola tra adolescenti o aggressività tra consanguinei dove spesso ci scappa il morto, stupri , mostruose azioni che danneggiano irrimediabilmente la dignità umana ) esistono ed insistono, “circostanze”che si verificano in un contesto difficile della sicurezza sociale dove silenzi, ipocrisie, contraddizioni, trovano solo rilevanza a parole.

Nessun grido allo scandalo per l’indifferenza ed il disinteresse verso queste problematiche.

Ancora parole ..! parole..! parole..! da parte di coloro che “contano”  innanzi a storie straordinarie di sofferenza nelle famiglie dove insistono, malati anziani, handicappati psico-fisici, malati terminali e quanti sono in sofferenza e solitudine, i quali hanno  difficoltà a trovare una soluzione al loro status sociale.

Le famiglie dignitose nel loro dolore, non scendono in piazza a gridare il loro disagio verso il quale le Istituzioni poco hanno fatto e poco continuano ad operare!

Per concludere una “parola od un segno di speranza” ci viene dalla Sede Apostolica, dai Vescovi nel “ Messaggio per la Giornata per la vita”per creare una unità d’intenti sui “problemi”, che ci trova molto consenzienti, al di fuori delle impostazioni pseudo ideologiche o sociali, perché  non prevalga un tecnicismo che rischia di diventare abusivo e di un relativismo veramente distruttivo.

Dr. Franco Previte

Presidente dell’associazione Cristiani per servire

http://digilander.libero.it/cristianiperservire