Ancora oggi, dopo 33 anni dalla emissione, sussiste solo un accademico diverbio sul come “riformare la legge 180”, legge che ha lasciato nel più completo abbandono malati psichici, famiglie e società.

Le famiglie, inoltre, lasciate nella loro solitudine rischiano di crollare di fronte al “problema”, per cui a volte si assiste ad estremi rimedi, tragedie che quasi quotidianamente apprendiamo, increduli e sbigottiti, dai mass media.

L’uso della sofferenza, per accrescere l’attrattiva della comunicazione nei mass media ed in quanti cinicamente l’adottano è crudele, molto crudele, in quanto la vita va rispettata creando anche le condizioni perché si sviluppi la giustizia, l’amore verso il prossimo ( da cristiani e non ) ed il rispetto della dignità di tutti, specie dei sofferenti di salute psichica, una vita scarsamente difesa.

A modesto avviso alla Dottrina Sociale della Chiesa va riconosciuta la funzione di illuminazione e di orientamento del n/s cammino di cristiani o non, ma anche di cittadini, sebbene sia necessario che tali valori vengano vissuti e difesi nel concreto della vita sociale.

Dobbiamo riconoscere che in primis a tutt’oggi, con finalità pastorali-sociali dai Vescovi dalla Sede Apostolica con il Beato Giovanni Paolo II° e da Papa Raztingher, sono venute parole di richiamo all’incremento d’intervento verso questa grave ed urgente patologia nel mondo, Italia compresa !( GMG Spagna agosto 2011).,

Un pensiero particolare rivolgo al Cardinale Dionigi Tettamanzi e lo ringrazio di cuore a nome di chi voce non ha per aver aderito alle mie sollecitazioni per comporre la preghiera che ha voluto dedicare agli handicappati psichici :

 

( vedi http://digilander.libero.it/cristianiperservire )

 

e che mi ha sempre degnato della Sua personale stima e lo ricordo con affetto per l’impegno prolungato teso a viso aperto, sempre, con coraggio e senza tema di smentita, “nella difesa effettiva dei diritti dei deboli”, che come solitamente ha sempre detto “non sono diritti deboli”.

 

Per il resto del mondo delle Istutizioni solo pseuda ed apparente solidarietà !

 

E’ pur vero che si sentono facili interpretazioni, come pare sia di moda, “che vagliare ciò che ha funzionato e mantenerlo, e ciò che non ha funzionato va cambiato” riferibile alla legge 180, ma è solo sintesi di un “pensiero” che convince poco l’opinione pubblica e noi con essa.

 

Dobbiamo premettere che la n/s Associazione è un organismo volontario, apartitico, senza scopo di lucro, senza “contribuzioni finanziarie” legali, palesi od occulte, ma sospinta da umili principi solidaristici, cristiani e sociali e che quello che “suggeriamo” con le n/s Petizioni è per il bene comune.

 

Ma ancora una volta, molto in breve, per una serena valutazione dobbiamo puntualizzare, senza acredine :

 

a.)   che la malattia mentale da ben 33 anni è lasciata allo “sbando”;

b.)    che la legge 180, priva del Regolamento d’Applicazione, non ha previsto le strutture alternative ed adeguate o se le ha previste (art 7) non in maniera decisa ed operativa ed è allo “sbaraglio” ;

c.)   non ha previsto organizzazione dei servizi, perché non vi è stata una serena valutazione dei limiti terapeutici attuati nell’epoca ( forse ancora oggi vigenti ), stabilendo che la malattia mentale è un problema sociale ed il malato assimilato all’emarginato, all’handicappato, all’anziano non autosufficiente.

 

Si  evidenzia in breve che quella “legge”:

  1. ha “ordinato”la chiusura degli ospedali psichiatrici (art.7) lasciando l’applicazione della legge alle Regioni ;
  2. ha riconosciuto la dignità del malato (art.1 comma 2°) che va curato e non emarginato ;
  3. non ha garantito assistenza, perché pochi impegni finanziari (art 7 comma 5°), lasciando alle Regioni la “programmazione”ed il “carico” sulle famiglie e sulla società ;
  4. non ha predisposto sufficienti servizi pubblici e  strutture intermedie: come centri diurni, comunità terapeutiche, alloggio, day-hospital, centri di cura e reinserimento nel lavoro, nella vita di relazione negli affetti familiari, riabilitazione sociale, RSA, case famiglia, centri di salute mentale;
  5. non ha provveduto ad adeguare la normativa penale a quella civile, per i 6 Ospedali Psichiatrici Giudiziari, in contrasto con la stessa legge, con la Costituzione Italiana e da ultimo con il Piano Sanitario Nazionale 2003-2005.
  6. ancor più nelle carceri è stata carente d’intervento, secondo quanto previsto dal Decreto Legislativo 22 giungo 1999 n. 230 per i “soggetti” con patologie psichiatriche in crescita esponenziale ed anche con il Piano Sanitario Nazionale 2003-2005.

 

Ma non è scandaloso dopo ben 33 anni, ripeto, dalla legale chiusura degli Ospedali Psichiatrici. tenere ancora in vita quei vituperati Ospedali Psichiatrici Giudiziari , malgrado Commissioni Parlamentari d’Inchiesta ne hanno accertato la vergognosa situazione?

 

Sono rimasti i servizi di diagnosi e cura negli ospedali generali dove il “malato” in TSO resta per 7 giorni e poi rinviato a casa (ai sensi dell’art.35 legge 833/1078.

 

Che cosa chiede la n/s Associazione con le Petizioni?  In breve, alle chiacchiere, i fatti con : servizi specifici, strutture e cure adeguate.

 

Ma è’ necessaria una legge-quadro di riordino dell’assistenza psichiatrica e poi le Regioni con la “devolution” legiferare in conformità ed ai sensi dell’art.117 della Costituzione esaminando e considerando principalmente :

a.)   l’autorizzazione al trattamento sanitario obbligatorio anche in assenza del consenso del paziente , almeno in determinate condizioni ,

b.)   la realizzazione di strutture territoriali di riabilitazione di lunga durata per i casi più difficili da riabilitare, onde evitare che sulle famiglie gravino un carico insostenibile di disagio, costi e pericoli ,

c.)   la prevenzione dei disturbi di comportamento e di psicopatie in età evolutiva , “tematica”, mai affrontata ,

d.)    l’eventuale costituzione di un Fondo Speciale Economico (“Dopodinoi”) che continuiamo a sostenere nelle n/s Petizioni e dotare sostegni economici (“Durante”) alle famiglie sulle cui spalle gravano l’assistenza ai congiunti “malati” ;

e.)   la possibile attivazione della ricerca scientifico-farmacologica sulle malattie mentali ;

f.) aggiornamento assegni di assistenza: oggi il disabile psico-fisico solo “sopravvive” ;

f.)    deducibilità dal reddito complessivo agli effetti IRPEF delle spese socio-alberghiere, specie di quanti provengono dagli ex-ospedali psichiatrici ;

g.)   riforma Ospedali Psichiatrici Giudiziari in linea con il Piano Sanitario Nazionale 2003-2005 ;

h.)  proibizione della terapia elettroconvulsionante e braccialetto elettronico ;

i.)  aumento posti letto da 15 a 30 negli Enti Ospedalieri ;

l.)  riqualificazione Operatori Sanitari ( Medici ed Infermieri ) ;

m.) indagini Parlamentari :

1.) sulla gestione tecnico-economica degli ex-ospedali psichiatrici ;

2.) sulla sconosciuta destinazione dei redditi finanziari degli ex-malati negli ex- ospedali psichiatrici.

 

Questo deve essere puntualizzato in uno specifico “documento d’intenti”, Signori della Politica, per incarnare in una legge-quadro la trasparenza dell’impegno del Governo e del Parlamento.

 

Signor Presidente del Consiglio dei Ministri : anche nel perdurare della crisi economica non si può disconoscere quella etica, in quanto questo vuole la famiglia di quanti hanno “disgrazia” di avere un parente “malato” e questo è quello che vuole la pubblica opinione a garanzia della propria sicurezza !

 

“ Andiamo avanti con speranza” ( Beato Giovanni Paolo II° ).

 

Previte

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