I Vescovi italiani guardano al convegno del 2010 dal titolo “Testimoni digitali”

ROMA, mercoledì, 18 novembre 2009 (ZENIT.org).- “L’attuale contesto mediatico, segnato dai caratteri del linguaggio digitale che ormai permeano la cultura in ogni sua espressione”, rappresenta “una sfida e un’opportunità per l’annuncio cristiano”.

E’ quanto si legge nel comunicato finale della 60a Assemblea Generale dei Vescovi italiani, che si è svolta ad Assisi dal 9 al 12 novembre scorso, e che ha visto la partecipazione di duecentodue membri e otto Vescovi emeriti, oltre ai diversi docenti ed esperti invitati.

“Una sfida – spiegano i presuli italiani –, perché la cultura dominante promuove forme di nichilismo pratico, in cui i media non sono canali neutri, ma contribuiscono a creare consenso nei confronti di una mentalità basata sull’intensità e sul pathos più che sull’adesione al bene comune e al logos”.

“Questa però è, allo stesso tempo, pure un’opportunità, potendo la Chiesa far ricorso alla ricchezza del suo linguaggio, che è simbolico e paradossale”, aggiungono.

“Ricorrendo al simbolo – continuano –, essa riesce a uscire dalla gabbia dell’immanenza, che alla fine è asfissiante e ripetitiva; usando il paradosso, non separa parola e vita e da questa intrinseca unità trae la propria legittimità e autorevolezza”.

Per questo, durante i lavori assembleari si è anche parlato del convegno dal titolo Testimoni digitali: volti e linguaggi nell’era ipermediale, che si svolgerà a Roma dal 22 al 24 aprile 2010 e riprenderà sviluppandoli i temi di un analogo evento “Parabole mediatiche” del 2002.

“A otto anni di distanza e sulla soglia del decennio dedicato alla tematica educativa – si legge nel comunicato finale –, si avverte infatti l’esigenza di aggiornare la lettura del fenomeno comunicativo, che nel frattempo si è evoluto e, grazie a internet, ha subito un’accelerazione, innovando profondamente anche i vecchi media, quali il cinema, la radio e la televisione”.