Intervento del prof. Jeffrey J. Langan alla Pontificia Università della Santa Croce

ROMA, venerdì, 27 febbraio 2009 (ZENIT.org).- “Vi è bisogno di una cultura cattolica che possa influire in qualche modo sul processo di finanziamento, produzione, e distribuzione di notizie, informazione, arte, spettacolo, e sport al fine di riallineare tutti questi settori con la dirittura dell’ordine morale”, Lo ha detto il prof. Jeffrey J. Langan (Holy Cross College of the University of Notre Dame) intervenendo venerdì mattina al Convegno “La fede e la ragione” presso la Pontificia Università della Santa Croce.

Lo studioso, che ha offerto una disamina sulla “Fede in una cultura di libero mercato”, è partito dalla consapevolezza che oggi è in corso “un vero e proprio conflitto culturale ridotto a elementi essenziali di identità” e che “non sembra esservi alcun dubbio che, tra tutti, un gruppo in particolare si trova oggi a esercitare il potere in maniera dominante”.

Riferendosi poi alle maggiori industrie di formazione culturale, Langan ha rilevato che “questi settori vitali sembrano essere controllati, almeno nel mondo occidentale, da interessi alieni al cattolicesimo”, pur essendovi cattolici che vi partecipano, i quali però “devono comunque affrontare il pericolo di vedere l’informazione distorta dalle prospettive altrui nonché da quelle impostegli dalla necessità di compromettere, adottare e far propria una visione culturale antitetica all’ordine morale”.

Volgendo quindi lo sguardo ad Internet, il professore dell’Holy Cross College dell’Università di Notre Dame ne ha ravvisato “gli stessi problemi”.

Anche se “la quasi totalità di organi e gruppi di informazione, televisioni, promotori sportivi, registi, imprenditori di alto calibro, e politici, guarda a Internet quale nuova e promettente forma mediatica per lo sviluppo e la promozione di cultura”, tuttavia “in assenza di sanzioni volte a far valere un insieme di norme morali, anche internet finirà col cadere sotto il dominio dei plutocrati e degli oligarchi”.

Questo perché “la libertà necessita di un certo grado di protezione altrimenti si troverà sempre in balia di una delle passioni dominanti”.

La risposta a queste problematiche si troverebbe nel “ricostruire la basi filosofiche del sistema educativo”, attraverso le quali “le famiglie o le varie associazioni esistenti in una società” potranno “avvalersi di criteri-guida morali nel valutare il proprio ambiente culturale”.