di Giuseppe Maria Sesta

Nella ricerca delle cause della crisi attuale della famiglia credo non si possa trascurare l’influsso determinante dell’attuale clima culturale della nostra società connotato dalla cosiddetta morte del padre e dell’autorità e da un selvaggio processo di liberazione femminile che teorizzando una perfetta e simmetrica uguaglianza di ruolo e di funzioni tra i sessi ha disorientato la donna nella ricerca della sua vera vocazione. Così il verbo democratico ha imposto che neanche nella famiglia si possa più parlare di capi e quello femminista che la donna il suo ruolo non debba più accettarlo ma sceglierlo.

Che siano state queste le cause del crollo della famiglia non dovrebbe essere tema di discussione almeno tra i credenti ma purtroppo così non avviene dato che anche tra il clero vi sono i critici della cosiddetta misoginia di S Paolo e delle società del passato giudicate arretrate e antidemocratiche. Ma nella SS ben si parla di capi, valga per tutte S Paolo con la sua immagine del Corpo Mistico formato dai cristiani in unione con Cristo come le membra del corpo con la testa e Cristo stesso ha voluto affidare la sua Chiesa ad un capo. Secondo la SS poi il ruolo che uomo e donna sono chiamati a svolgere non può essere scelto dagli interessati perché è predeterminato dalla natura e pur nel riconoscimento di una pari dignità vi è una esplicita subordinazione della donna all’uomo. Infatti nella Genesi leggiamo: Dio creò l’uomo a sua immagine, lo creò maschio e femmina (Genesi 1, 27) ; Dio pose l’uomo nel giardino dell’Eden perché lo coltivasse (Genesi 2, 15) non è bene che l’uomo sia solo, gli voglio fare un aiuto a lui simile (Genesi 2, 18). Un rapporto di subordinazione da Paolo ulteriormente chiarito nella sua ragion di essere, come immagine vivente del rapporto tra la Chiesa e Cristo. Dice infatti Paolo : Capo della donna è l’uomo, come capo di ogni uomo è Cristo e capo di Cristo è Dio. Non fu creato l’uomo per la donna ma la donna per l’uomo. D’altronde nel Signore né la donna è senza l’uomo, né l’uomo senza la donna. Perché come la donna fu tratta dall’uomo, così l’uomo nasce dalla donna e tutto viene da Dio (1Cor 11)). Le giovani siano affezionate ai loro mariti e ai figli, assennate, caste, diligenti nelle cure domestiche, buone, sottomesse ai loro mariti.. (1 Tit 2)

Le mogli siano sottomesse ai loro mariti come al Signore, poiché il marito è capo della moglie come Cristo è capo della Chiesa e la salva. Ora come la Chiesa è sottomessa a Cristo, così anche le mogli debbono sottomettersi in ogni cosa ai loro mariti. Mariti amate le vostre mogli come Cristo ha amato la sua Chiesa fino a dare se stesso per lei. Così i mariti debbono amare le proprie mogli come il loro stesso corpo…. Questo del matrimonio è un grande mistero perché raffigura il rapporto tra Cristo e la Chiesa. Per questo il marito amerà la propria moglie come se stesso e la moglie rispetterà il marito. (Efes 5)

Su queste basi e su questi insegnamenti del suo clero ha riposato finora la famiglia della nostra società cristiana e per la loro mancanza sta naufragando.