Con il reato di omofobia non potrebbe più criticare i gay • Alla Camera la legge sostenuta anche da Pdl e Carfagna. Ma i cattolici voteranno no
di Emilio Gioventù
Tratto da Italia Oggi il 10 ottobre 2009

Alla Camera lunedì riprendono i lavori con la discussione del testo unificato delle proposte di legge che mirano a introdurre in Italia il reato di omofobia. In ballo c’è la modifica all’articolo 61 del codice penale, «concernente l’introduzione della circostanza aggravante relativa all’orientamento o alla discriminazione sessuale». In pratica, in agguato c’è un nuovo attacco all’istituzione ecclesiastica e ai cattolici. E sarebbe l’ennesimo attacco dopo la nota vicenda dell’ex direttore di Avvenire, Dino Boffo, che ha generato non poche tensioni tra il premier Silvio Berlusconi e la Chiesa. Un nuovo ed ennesimo attacco che viene portato ancora una volta dalla maggioranza parlamentare e di governo visto che il testo in discussione ha avuto l’appoggio del presidente della commissione giustizia della Camera, Giulia Bongiorno, del Pdl, che contro la consuetudine, ne ha affidato l’incarico di relatore alla stessa Paola Concia del Pd che l’aveva presentato, e il sostegno del ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna. Insomma, con l’appoggio del Pdl, di un ministro del governo Berlusconi e trasversalmente da settori dell’opposizione, la proposta di legge subisce un’accelerazione decisa. Con il rischio di creare ulteriori imbarazzi alla Chiesa. Perché, in pratica, se questa legge passasse rischierebbe grosso anche chi continuerà a presentare la famiglia naturale come superiore alle unioni omosessuali, Messa così, i parlamentari cattolici, di destra, sinistra e centro, sono in allarme e minacciano di votare no. Tecnicamente il testo in discussione all’articolo 61 del codice penale introduce un nuovo comma che recita testualmente: «L’avere, nei delitti non colposi contro la vita e l’incolumità individuale, contro la personalità individuale, contro la libertà personale, commesso il fatto per finalità inerenti all’orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato». Per intenderci sulle conseguenze del cosiddetto reato di omofobia, la Chiesa non potrebbe più condannare l’omosessualità come «peccato contro-natura». «Io voterò no e come me mi auguro anche altri parlamentari cattolici», tuona con ItaliaOggi il deputato del Pdl, Raffaello Vignali, per intenderci Compagnia delle Opere, «visto che si tratta dell’ennesimo attacco alla Chiesa». Ma come si può introdurre il concetto generico dell’orientamento in un articolo che modifica il codice penale, si chiede Vignali. Alla domanda se prova imbarazzo a stare in uno schieramento che appoggia una legge che di fatto va contro la Chiesa risponde così: «Guardi che nella commissione giustizia per un emendamento il governo si è rimesso alla volontà dell’Aula». Che cosa vuol dire, che il governo abbandona Mara Carfagna, che su questa legge ci ha messo la faccia? Vignali dice solo: «Confido nell’intelligenza del mio capogruppo». Comunque, voterà no. Per i cattolici del Pdl questa volta non varrà l’ordine di scuderia. Ma anche i parlamentari cattolici del Pd sono pronti alle barricate, fa niente che la proposta di legge venga da sinistra. «Siamo contrari a qualunque forma di violenza soprattutto se condotta contro persone perché omosessuali» però «vorrei avere la certezza che questa legge non introduca nel codice penale un reato di opinione», se sarà così «io non la voterò», dice a ItaliaOggi, la senatrice cattolica Paola Binetti.

Della serie, questa volta sarà rischioso giocare con fanti e santi. Sono tutti  avvisati: governo, maggioranza e opposizione. E il ministro Carfagna rischia di scottarsi col cerino in mano.