Prima della S. Messa “Urbi et Orbi” del giorno di Pasqua, monsignor Angelo Sodano rompendo il rituale ha rivolto un significativo messaggio al Santo Padre, chiamandolo con un termine preconciliare, che non si usava più,“Il dolce Cristo in terra”, un messaggio necessario visto il momento drammatico che sta attraversando la Chiesa tutta.

Mentre la Chiesa e in particolare la persona del Papa è duramente attaccata da un’azione congiunta dai grandi mass media per la questione pedofilia, ci stringiamo a lei roccia indefettibile della Santa Chiesa di Cristo. Le siamo profondamente grati per la sua fortezza d’animo e per il coraggio apostolico. Il cardinale Sodano augurando la buona Pasqua ha ribadito al Papa che tutta la Chiesa e’ con lei,

con lei sono i cardinali suoi collaboratori della curia romana, con lei i vescovi che guidano le 3 mila circoscrizioni ecclesiastiche e quei 400 mila sacerdoti che servono generosamente il popolo di Dio nelle parrocchie, nelle scuole, negli ospedali come pure nelle missioni. E’ con lei il popolo di Dio che non si lascia impressionare dal chiacchiericcio.

Non c’è che dire una bella manifestazione di fedeltà verso la persona del pontefice simile a quella che ha voluto manifestare, qualche giorno prima monsignor Luigi Negri, vescovo di S.Marino- Montefeltro; il Papa, secondo monsignor Negri, sta subendo una vera e propria passione come quella del Signore Gesù Cristo. Di fronte alla Chiesa e al mondo Lei sta percorrendo “la via dolorosa”. Ci senta accanto a Lei, con un affetto infinito e con la volontà di confortare, per quanto possiamo, questo suo dolore.

Purtroppo però in questa “via dolorosa” di Benedetto XVI sono assenti i cattolici, come ha sottolineato lo stesso monsignor Negri, facendo riferimento a una lettera che aveva ricevuto dal senatore Marcello Pera, che si interrogava: com’è possibile che un miliardo di cristiani assistano in silenzio ed impotenti al tentativo di distruggere il Papa, senza rendersi conto che dopo questo non ci sarà più salvezza per nessuno.
Il senatore è convinto che è in corso una guerra “che ha come bersaglio il Papa”, scatenata brutalmente dal laicismo che tende a minare la Chiesa, la sua autorità morale, con essa la religione cristiana intera. Questo porterà, secondo Pera, alla distruzione della ragione, con ricadute catastrofiche sul piano etico e politico. E quello che è grave il senatore constata con amarezza che tanti cattolici non hanno comprensione di questo conflitto.

Una preoccupazione che ha manifestato anche l’onorevole Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, che in un commento sul quotidiano Libero è convinto che l’operazione di demonizzazione sviluppatesi contro la Chiesa può portare l’Occidente a una ““tabula rasa” di valori e di culture lasciandolo esposto a qualunque operazione di occupazione e di manipolazione culturale, mediatica, tecnologica. A questa operazione distruttiva – secondo Cicchitto – devono reagire non solo i cattolici ma anche i laici interessati alla difesa nell’occidente di un pluralismo reale di valori e di culture per evitare una sorta di ‘deserto dei tartari’ segnato dal dominio delle comunicazioni mediatiche più spericolate che dovrebbero surrogare e sostituire storie politiche, culture, valori e soggetività religiose”. (Fabrizio Cicchitto, Con la Chiesa aggrediscono anche i valori dell’Occidente, 9.4.2010 Libero).

Certamente sullo sfondo della questione pedofilia che ha visto coinvolti alcuni preti sta la cultura del 68 che ha liberalizzato i costumi sessuali fino ad arrivare al libertinismo più assoluto, una rivoluzione dei costumi che ha coinvolto anche la Chiesa stessa. Del resto c’é stato anche un sessantotto nella Chiesa– ha scritto il sociologo Introvigne – proprio il 1968 è l’anno del dissenso pubblico contro l’enciclica Humane Vitae di Paolo VI. E fa riferimento al pensatore cattolico brasiliano, Plinio Correa de Oliveira(1908-1995) che parlò a suo tempo di una ‘IV Rivoluzione’ – successiva alla Riforma, alla Rivoluzione francese e a quella sovietica – più radicale delle precedenti perché capace di sconvolgere non solo il corpo sociale, ma il corpo umano.

Nella Chiesa Cattolica della portata di questa rivoluzione non ci fu subito sufficiente consapevolezza. Anzi, essa contagiò – spiega nella sua lettera Benedetto XVI – «anche sacerdoti e religiosi», determinò «fraintendimenti» nell’interpretazione del Concilio, causò «insufficiente formazione, umana, morale e spirituale nei seminari e nei noviziati». In questo clima certamente non tutti i sacerdoti insufficientemente formati o contagiati dal clima successivo agli anni ’60, e nemmeno una loro percentuale significativa, divennero pedofili. E tuttavia questo numero non è uguale – come tutti vorremmo – a zero, e giustifica le severissime parole del papa.

Per Introvigne, lo studio della “IV Rivoluzione” degli anni ’60, e del 1968, è cruciale per capire quanto è successo dopo, pedofilia compresa. E per trovare rimedi reali, che la Chiesa ha cominciato a porre in essere. Se questa rivoluzione, a differenza delle precedenti, è morale e spirituale e tocca l’interiorità dell’uomo, solo dalla restaurazione della moralità, della vita spirituale e di una verità integrale sulla persona umana potranno ultimamente venire i rimedi. Ma per questo i sociologi, come sempre, non bastano: occorrono i padri e i maestri, gli educatori e i santi. (Massimo Introvigne, Papa/ Contro gli sacandali Benedetto prepara la “Rivoluzione” dei maestri e dei santi, 12.4.2010 Il Sussidiario.net)

Occorre, ha auspicato monsignor Negri rivolgendosi a Benedetto XVI,  una grande riforma dell’intelligenza e del cuore della Chiesa, fondata sull’adesione incondizionata al Suo Magistero. Solo questo può approfondire il senso della nostra dignità, di fronte a noi stessi e al mondo, e dell’ inderogabile compito della missione, che ci è conferito dal nostro battesimo.

Domenico Bonvenga

domenicobonvegna@alice.it