Denunciati i giovani anti Gelmini per le proteste a Milano, il sindacato li difende • Invece di pensare agli operai la Camera del lavoro di Milano organizza a spese dei tesserati un “collegio comune di difesa” per togliere dalle grane gli studenti che hanno occupato scuole e università mettendo in ginocchio la città
di Giannino della Frattina
Tratto da Il Giornale del 9 gennaio 2011

I soldi dei pensionati e dei lavoratori per pagare gli avvocati e difendere vandali e manganellatori. Magari di carabinieri e poliziotti. A metterli la Cgil, il sindacato di una sinistra che invece di occuparsi di chi rischia il posto in fabbrica o fatica ad arrivare a fine mese, pensa bene di organizzare un «collegio comune di difesa» per toglier dalle grane i teppisti (con denunce penali) che a novembre hanno occupato le scuole. Non studenti che avevano qualcosa da dire, magari sulla riforma Gelmini, ma quelli che hanno lasciato un conto salatissimo a carico della comunità in danneggiamenti e vandalismi. Ancora da quantificare per quanto riguarda le scuole, ma probabilmente anche superiore a quel «milione di euro» che costeranno a tutti noi i cortei di quelle giornate.

Ad annunciarlo a Repubblica, il segretario generale della Camera del Lavoro di Milano Onorio Rosati che dopo le aperture agli extracomunitari, ora scopre anche i licei come possibile bacino di reclutamento per un sindacato in crisi che vede paurosamente diminuire il numero delle tessere. E degli iscritti disposti a seguire i capi sindacalisti nelle ormai più sparute manifestazioni. «Viste le notizie apparse sui giornali relative a possibili azioni penali nei confronti delle mobilitazioni studentesche – ha scritto Rosati in una lettera agli studenti – riteniamo politicamente indispensabile dare vita a iniziative di sostegno alle mobilitazioni democratiche in difesa della cultura e del diritto all’istruzione». Proprio così. Per Rosati e la Cgil è «politicamente indispensabile» difendere chi ha impedito ai compagni di frequentare le lezioni, aggredito gli uomini delle forze dell’ordine e causato (così, solo per divertimento) milioni di euro di danni. Da togliere ad asili, scuole, ospedali, case popolari o aiuti ad anziani in difficoltà. Perché questo hanno fatto quelli a cui la Cgil di Milano vuol mettere a disposizione i suoi trenta avvocati. Manzoni, Vittorio Veneto, Pascal, Tenca e Caravaggio i punti più caldi della contestazione. Con la polizia costretta a intervenire in tenuta antisommossa su richiesta di presidi esasperati. Non bigotti e retrivi conservatori, semplicemente diligenti appartenenti alla pubblica amministrazione intenzionati a ristabilire una legalità violata. Tanto che le denunce per quei «bravi ragazzi» parlano di «occupazione abusiva», ma soprattutto di «violenza privata». Con il Comune intenzionato a costituirsi parte civile nei processi e i fascicoli già in procura sul tavolo di Grazia Pradella, diligente e attento magistrato dell’antiterrorismo che si occupò della strage di piazza Fontana.

Su quei giorni di occupazioni violente ora ci sono rapporti della Digos, fotosegnalazioni di studenti impegnati nei vandalismi e soprattutto quelle di no global e infiltrati dei centri sociali. Gente in età (e testa) non certo da liceo che ogni volta approfitta per sfogare gli istinti più bassi. Come i sette della «Bottiglieria» che dopo essere entrati al liceo artistico Caravaggio «con i visi coperti», aver messo i banchi a bloccare le porte, avevano dormito nella scuola prima di essere denunciati dagli agenti chiamati dalla preside piuttosto allarmata.

«La Cgil vuol difendere questa gente? Sono a dir poco sconcertato – replica il vicesindaco e assessore alla sicurezza di Milano Riccardo De Corato – Ma si rende conto il sindacato che quel patrimonio vandalizzato è di tutti noi? Anche dei lavoratori che forse Rosati farebbe bene a difendere anche da questi teppisti». Il diritto alla protesta degli studenti? «Ma quale protesta. A Milano gli studenti sono 150mila, la manifestazione più affollata è arrivata a nemmeno 2mila. Ma chi difende la Cgil? La minoranza della minoranza. E poi la maggior parte non erano nemmeno liceali, ma i soliti violenti dei centri sociali». Non una persecuzione? «Nel codice penale – scandisce De Corato – c’è un reato specifico, il danneggiamento contro il pubblico patrimonio. Come può pensare la Cgil che davanti alla distruzione di aule e palestre, la questura potesse non procedere d’ufficio?». Di chiaro «messaggio politico della Cgil» parla il segretario generale della Uil Lombardia Walter Galbusera. «Ma mi auguro che ci sia un confine ben chiaro tra una manifestazione politica e il puro vandalismo. Altrimenti sarebbe un messaggio sbagliato. E solo propagandistico».