di Luigi Amicone
Tratto da Tempi del 27 luglio 2011

Stop della Camera alla legge sull’omofobia: ravvisate all’interno pregiudiziali di costituzionalità. Un atto controcorrente e non conformista che riafferma il diritto alla pari dignità di tutti, uomini, donne, etero o omosessuali. Del resto, non è questo che enunciano la Costituzione italiana e la Dichiarazione dei Diritti Umani?

La Camera ha approvato le pregiudiziali di costituzionalità sul testo della legge sull’omofobia presentate da Udc, Lega e Pdl. E’ una buona notizia. Finalmente un atto non conformista e controcorrente rispetto al “pensiero unico” e settario che vorrebbe trasformare il mondo in un grande campo di battaglia tra sessi, costumi, stili di vita differenti. Dove sarebbe infatti la “vergogna” (Bersani) o lo “stare dalla parte dei violenti” (Concia) di un voto che sanziona di incostituzionalità una legge che, introducendo nel codice penale l’aggravante di “omofobìa” per i reati compiuti contro persone omosessuali, avrebbe discriminato le vittime a seconda del loro orientamento sessuale? Perché l’aggressione a un uomo o a una donna eterosessuali dovrebbe di fatto essere considerata dalla legge “meno grave” di quella esercitata nei confronti di una persona omosessuale?

Dignità e rispetto debbono essere garantiti e tutelati dalle leggi per tutti gli esseri umani. Indipendentemente dal loro orientamento sessuale, colore della pelle, appartenenza politica, religiosa, eccetera. Non lo dice la nostra Costituzione? Non lo proclama la Dichiarazione dei Diritti Umani? Si obbietta: ma in altri paesi e addirittura in sede europea questo dispositivo dell’aggravante omofobica è già in vigore. Tanto peggio. Il fatto che provvedimenti di natura ideologica e razzista si facciano strada in altre legislazioni è solo la conferma che è in atto un tentativo di manomettere principi elementari di diritto e di giustizia. Ciò ci dovrebbe preoccupare, non spingere all’imitazione.