Dr.ssa Mimma Piliego*
Il termine bioetica appare per la prima volta nel 1927 sulla rivista tedesca “ KOSMOS” in un articolo scritto da Jahr Fritz, filosofo e pastore protestante. In quell’ articolo, Jahr affermò che la netta divisione tra animale e uomo non poteva più essere ritenuta corretta e che le esigenze bioetiche dovevano assumere il valore di direttive.

Succesivamente, la bioetica, divenne oggetto di approfondimento dello oncologo  statunitense dr Van Rensselaer Potter, medico nella Università del Wisconsin. Potter scrisse nel 1970  un articolo nella rivista universitaria: “ Bioethics. The science of survival. (Bioetica. La scienza della sopravvivenza.) Nel 1971 , lo stesso Potter,  raccolse  tutti gli articoli da lui scritti per trasformarli in un libro che rappresentò  il primo studio sulla bioetica.
Il libro fu intitolato: Bioethics. Bridge to the future. ( Bioetica : Ponte al futuro).

Etimologicamente il termine bioetica deriva dal greco antico, si compone di due parole : Bios che significa vita ed Ethos che significa comportamento, costume. L’obiettivo del Dr. Potter fu  quello  di dare inizio ad una nuova disciplina che mettesse insieme sia la conoscenza biologica che la conoscenza dei valori umani.

Nelle sue ricerche e nei suoi studi Potter paventò, più volte, il pericolo che potesse evidenziarsi una spaccatura tra il sapere scientifico ed il sapere umanistico, tra i valori etici ed i fatti riguardanti la biologia.

La bioetica fu considerata da Potter come una disciplina  “particolare” e     “necessaria” in quanto  l’istinto di sopravvivenza, da solo, non era più sufficiente,  quindi era necessaria la creazione di una nuova scienza che assicurasse e tutelasse proprio questa “sopravvivenza”. Questa nuova disciplina sarà la bioetica.  La bioetica, considerata come  ponte tra conoscenze scientifiche ed umanistiche. A Potter fa seguito il famoso medico specialista in ostetricia e ginecologia Andrè Hellegers, fondatore del Kennedy Istitute of Ethics. Hellegers considerò la bioetica come la scienza capace di cogliere i valori attraverso il dialogo ed il confronto tra la medicina, la filosofia e l’etica. Fu Hellegers ad introdurre il termine bioetica nel mondo universitario, strutturando accademicamente questa disciplina e successivamente ad inserirla nel campo delle scienze biomediche, della politica e dei mass-media. Il pensiero potteriano sarà dimenticato e si adotterà il pensiero di Hellegers e la maggioranza degli studiosi considererà la bioetica  come una disciplina specifica capace di sintetizzare le conoscenze mediche e quelle etiche.

Ma ai nostri giorni quali sono gli obiettivi della  bioetica?
La bioetica ha assunto sempre più una posizione di rilievo, non solo nella riflessione accademica ma anche nel dibattito pubblico. Nel processo evolutivo la disciplina bioetica deve diventare un riferimento obbligato perchè attraverso il suo studio si approfondiscano i valori morali che sono il patrimonio della nostra civiltà.

Questi valori sono il rispetto della persona, la logica delle leggi naturali.

E’ attraverso la bioetica che, ogni singola questione biologica deve essere oggetto di studio e riflessione, da qualsiasi posizione ideologica e culturale pervenga. Questo compito è della Bioetica. Compito arduo ma non impossibile, che richiederà la cooperazione di filosofi, teologi morali, giuristi, biologi, genetisti, medici e tecnici di varie branche.

*Dr.ssa Mimma PILIEGO
Ateneo Pontificio Regina Apostolorum
Facoltà di Bioetica