Un gruppo di donne e bambini al rientro da un Festival della pace sono stati aggrediti e ingiuriati da giovani del movimento Bajrang Dal. La polizia, su direttiva degli estremisti, ha condotto i cristiani in caserma e continuato le umiliazioni. Attivisti cristiani: è un segno della “talebanizzazione” dell’India.

Karkala (AsiaNews) – Un gruppo di estremisti indù affiliati al Bajrang Dal ha assalito donne e bambini cristiani al rientro da un Festival della Pace. Il fatto è avvenuto ieri alle 11.30 di sera in un villaggio del Karnataka. Durante il raid gli estremisti indù hanno chiamato la polizia che, invece di fermare gli assalitori, ha arrestato donne e bambini. Gli agenti hanno trattenuto per tutta la notte i fermati, rilasciati solo questa mattina alle 8.30. Attivisti cristiani denunciano il nuovo episodio di discriminazione e violenze ai danni della minoranza, segnale di una progressiva “talebanizzazione” dell’India.
Il fatto è avvenuto ieri sera alle 11.30 in un villaggio (Kawdoor) nei pressi di Karkala, città del distretto di Udupi, nello Stato indiano del Karnataka. Il gruppo di donne e bambini cristiani rientravano dal “Festival della Pace 2010”, organizzato dal movimento Bharatiya Christa Okoota in una scuola superiore cristiana del distretto di Udupi. Alla manifestazione, iniziata il 26 aprile e durata tre giorni, hanno partecipato più di 3mila persone.
Il gruppo di assalitori era costituito da oltre 20 persone affiliate al Bajrang Dal, ala giovanile del movimento estremista indù Vishva Hindu Parishad (Vhp). A guidare la spedizione punitiva tre elementi di primo piano del movimento: Suresh Shetty, Suresh Poojari e Ganesh Shetty.
I giovani indù hanno attaccato 16 fra donne e bambini cristiani, di rientro nelle abitazioni dopo aver partecipato alla giornata di festa. Gli estremisti li hanno picchiati con bastoni, molestati approfittando dell’oscurità e intonato canti ingiuriosi, slogan provocatori e deriso la fede in Cristo e l’essere donne. Durante l’assalto hanno anche affermato che “il Ministro capo dello Stato [Karnataka] è il loro padrone e nessuno può toccarci”.
Verso la mezzanotte e mezza gli estremisti hanno chiamato la polizia. Gli agenti accorsi sul luogo dell’assalto, invece di fermare i giovani estremisti, hanno arrestato il gruppo di donne e bambini cristiani. L’ispettore capo Ramachandra Naik e i suoi uomini hanno eseguito le direttive dei fondamentalisti, conducendo donne e bambini alla caserma di Karkala.
Umiliazioni e abusi sono continuati per tutta la notte, fino al rilascio avvenuto questa mattina alle 8.30. Fonti vicine alla comunità cristiana riferiscono che donne e bambini sono in evidente stato di shock per il trauma subito. È il 19mo attacco contro fedeli cristiani avvenuto nel Karnataka negli ultimi tempi.
Il Global Council of Indian Christians (GCIC) condanna con forza “l’attacco e le molestie di donne e bambini”. Gli attivisti parlano di “connivenza” fra estremisti e forze di polizia e denunciano una “talebanizzazione” dell’India, che presenta analogie sempre più strette con Pakistan e Afghanistan. “In entrambi i casi – sottolineano gli attivisti di GCIC – vi è un uso politico della religione, per infrangere i diritti delle donne e delle minoranze. Essi affermano di voler proteggere la nostra cultura, ma questa non è la cultura dell’India”. Questa mattina, su richiesta del GCIC, cinque degli estremisti che hanno usato violenza contro i cristiani sono stati arrestati. (NC)