Alexandre del Valle (Geopolitico) 2 di 3

Regressione e filosofia del diritto: la responsabilità collettiva ed ereditaria

Una delle convinzioni più nobili del pensiero giuridico e filosofico del moderno Occidente è il rifiuto dell’antica nozione di responsabilità collettiva o di colpa ereditaria e il rifiuto della classifica delle persone in base alla loro origine etno-religiose. Al contrario l’ideologia dell’islamicamente corretto e del politicamente corretto insegna che l’uomo occidentale è ereditariamente e collettivamente responsabile delle colpe di alcuni euro-occidentali del passato o del presente. Questa condanna etno-culturale ereditaria e collettiva rappresenta una regressione filosofica e giuridica e contraddice il cuore stesso dell’umanesimo classico o moderno basato sulla sacralità e la dignità della persona Umana come tale e non come discendente di un gruppo etnico o membro prigioniero di una collettività di origine. Così gli stessi Occidentali colpiti dal virus della colpa collettiva , che chiedono in continuazione scusa per il passato colonialismo europeo del quale tutti gli Occidentali giudaico-cristiani di oggi sarebbero corresponsabili ereditariamente e collettivamente, vantano in permanenza e con zelo quasi proselitista l’imperialismo conquistatore dei Califfati arabi e turchi, ereditariamente e collettivamente buoni e civilizzatori . Questo farebbe di tutti i musulmani di oggi dei discendenti illuminati dello “Splendore scientifico” di Bagdad o Al-Andalus, splendore andaluso islamico distrutto da questi Europei (“Los Reyes muy catolicos”) islamofobi e cattivi. Di conseguenza quelli che gridano al “razzismo” quando si accumunano i musulmani con gli integralisti, sono i primi ad accomunare senza riserve gli Europei contrari all’entrata della Turchia nell’Europa, all’islamizzazione o ai minareti , ai “Crociati”, ad un “Club cristiano” (che non c’è più da secoli), ecc. Quelli che si oppongono alle caricature e alla demonizzazione dell’islamismo e del mondo arabo sono stranamente i primi a ridurre mille anni di storia del Medio Evo europeo ad un’era oscurantista e bellicosa. Così, nel caso dei minareti in Svizzera, il discepolo europeo ha superato il maestro islamico. Gli Europei hanno criticato ancor più violentemente gli svizzeri che i paesi arabi, urlando all’islamofobia generale degli Elvetici, resi collettivamente colpevoli di essere” razzisti “intolleranti “,” populisti “,” ripiegati su se stessi” o complici dell’estrema destra xenofoba “, ecc”.

Taglia lingua e taglia gola: le due facce di Giano

L’islamicamente corretto è, come il politicamente corretto, un “ideologia di distruzione di massa” verso se stessa , specchio dell’odio verso gli altri. È stato interiorizzato questi ultimi anni come un divieto assoluto, un imperativo categorico, una nuova religione di odio di sé stesso. Essa corrisponde ad una nuova scala di valori e di potere all’interno delle nazioni dell’Europa occidentale depresse dal costante senso di colpa e di pentimento che le ha indebolite mentalmente e che potrebbe distruggerle e spingerle al suicidio totale se non interviene rapidamente una terapia collettiva basata su ciò che Magdi Cristiano Allam chiama la cultura dell’amore e la necessità di amare la sua civiltà giudaico-cristiana. Questa interiorizzazione dell’auto-lesionismo islamofilo è così potente che sembra aver formatato la coscienza identitaria rovesciata delle élite europee e americane (Obama è anche lui diventato un campione del mito della scienza “arab-islamica” e dell'” Andalusia musulmana tollerante”). L’islamicamente corretto sembra essere diventata l’ideologia ufficiale dell’Unione europea, del Consiglio d’Europa e delle Nazioni Unite che mette in evidenza il mito andaluso e dell’Islam tollerante di Bagdad per giustificare la negazione della realtà dello scontro di civiltà e per promuovere un illusorio “dialogo delle civiltà”, sopratutto con l’ islam. Quest’ideologia filoislamica ha talmente lavato i cervelli che uno storico dell’Europa e dell’Islamismo, Bat’Yé’or, ha ribattezzato l’Europa depressa e relativista moderna “Eurabia”. La professione di fede islamica arriva talvolta alla caricatura e all’assurdo , per esempio in Spagna, dove il Premier José Luis Zapatero, respingendo la Spagna cattolica di Franco, si dichiara nostalgico per l’epoca (islamica) nel corso della quale il suo paese è stato colonizzato e occupato da Califfati arabo-sunnita-berberi che trattavano i non-musulmani come degli inferiori risparmiati da un patto di sottomissione e costretti ad obbedire alla Legge islamica (Sharia)… (Ahl-al-Dhimma o Dhimmi). Allo stesso tempo, e come ben spiega Magdi Cristiano Allam, al Terrore totalitario degli islamici “Taglia-testa” promosso da Al Qaeda o di altri terroristi salafiti, si deve aggiungere il Terrore giuridico e psicologico esercitato dai “Taglia-lingua” islamicamente corretti. Lo scopo di questi terroristi psicologici (taglia-lingua) è di fare tacere e intimidire non solo i non-musulmani accusati di essere “islamofobi” ma anche gli stessi musulmani moderati recalcitranti e liberi oche osano ancora denunciare o rifiutare di obbedire alle organizzazioni islamiche europee che mirano a impedire ogni forma d’integrazione dei musulmani stabiliti in “terra infedele” (o della Guerra: Dar Al-Harb). I nuovi censori “taglia-lingua”, non meno pericolosi dei Taglia-Testa, vogliono impedire i dibattiti e criminalizzare l'”islamofobia” tramite l’arma ancora più efficace dei processi (“Jihad By Court”), degli scandali mediatici, delle pressioni politiche e della colpevolizzazione. Senza dimenticare le pressioni economiche e commerciali (petrolio, gas, banche islamiche, finanza islamica, ecc) esercitate direttamente dai paesi islamici “amici” del Golfo o altri.

Verso la fine del tabù dell’islamicamente corretto?

Pero molti Europei non sopportano più la pressione della colpevolizzazione permanente e della demonizzazione della propria cultura. Il tabù dell’islamicamente corretto è ormai diventato insostenibile. Infatti, se l’ideologia di auto-flagellazione islamicamente corretta che reprime il legittimo bisogno d’identità degli Occidentali o colpevolizza la legittima paura dell’Islam conquistatore è ancora molto presente fra le Elite doverose nei confronti dei poteri islamici, è al contrario sempre più respinta dagli elettori, dai cittadini europei esasperati e frustrati nella loro richiesta d’identità. I nuovi censori islamofili hanno commesso un errore strategico praticando continuamente il sistema del “doppio standard” e dando ai cittadini europei lo spettacolo di un ingiustizia e di una disparità di trattamento fra d’una parte le “vittime islamiche”, che avrebbero sempre ragione – anche nella loro arroganza o violenza – e dall’altra i “carnefici autoctoni giudaico-cristiani”, sempre accusati di essere cattivi e colpevoli di tutto. Questi nuovi censori esterofili e islamofili in funzione anti-occidentale si sono screditati e delegittimati, tradendo i loro stessi ideali universali e umanisti nel giustificare l’intolleranza islamica e nel considerare il musulmano come membro prigioniero di un gruppo essenzializzato, quindi negato come singola persona umana irresponsabile, mai colpevole di niente e privo di doveri come una persona minorenne. Queste elite sradicate, buoniste in parole più che nei fatti e sopratutto membri della nomenclatura “radical chic”, si sono contraddette quando hanno condannato la decisione svizzera sui minareti o le vignette “offensive” di Maometto o il discorso del Papa a Ratisbona, mentre non hanno mai espresso la medesima indignazione riguardo la persecuzione dei cristiani nei paesi islamici o riguarda la regressione dello statuto della donna nelle borgate islamizzate d’Europa in mano ai fondamentalisti islamici. Allo stesso modo, quando il moralizzatore Primo Ministro turco Erdogan ha criticato il voto della Svizzera, i nuovi censori “antirazzisti” islamicamente corretti non hanno risposto a Erdogan – che vorrebbe fare entrare la Turchia in Europa – che il suo paese si rifiuta di riaprire il seminario cristiano ortodosso di Halki, chiuso dal 1974, nega il genocidio dei cristiani armeni e rifiuta anche di concedere lo status di cattolici e protestanti e di restituire i beni confiscati per decenni a ebrei e cristiani. La loro “indignazione” selettiva tradisce una mancanza di coerenza interna e prova che non credono negli stessi ideali umanisti e antirazzisti in nome dei quali danno lezioni di morale e colpevolizzano in permanenza l’identità e l’anima euro-occidentale o giudaico-cristiana. In breve, l’assenza totale del principio di reciprocità nei rapporti islamo-cristiani o tra il mondo islamico e il mondo occidentale e il fatto che le stesse Élites islamicamente corrette e “anti-razziste” non esigono mai il minimo di reciprocità e la stessa libertà per i cristiani in terra d’islam come chiedono per i musulmani in Europa, ha totalmente screditato la loro moralizzazione e le loro pretese falsamente universaliste, tolleranti ed umaniste. Inoltre queste Élites tradiscono il proprio paese e preparano un futuro difficile per l’Europa lasciando estendersi un Islamismo sempre più arrogante e violento che vuol impedire l’integrazione dei musulmani e impedendo di parlare quelli che denunciano il pericolo. Purtroppo non esigono mai dai nuovi arrivati in Europa il rispetto di un insieme di doveri e valori non negoziabili in cambio di diritti, negando cosi lo stesso principio democratico di uguaglianza . Questo innesca un vivo senso di esasperazione nelle masse europee che si sentono abbandonate e tradite dalle loro elites e hanno paura per il loro futuro e per la loro identità collettiva minacciata. La prova migliore di questa esasperazione si è avuta in Francia con il dibattito sull’identità nazionale lanciato dal UMP e dal Presidente della Repubblica francese, Nicolas Sarkozy, un dibattito unico in Europa che è stato occasione di accorgersi che il popolo europeo vota ormai per le formazioni politiche che garantiscono sicurezza e identità e rassicurano di fronte alle minacce identitarie come l’islam politico e integralista. Unico in Europa fra i dirigenti, Sarkozy non ha avuto paura di apparire politicamente e islamicamente scorretto. Ha espresso la sua solidarietà agli elettori svizzeri che hanno osato votare non contro l islam o i musulmani ( nostri fratelli in dignità), ma contro il proselitismo di conquista e politico dei Minareti, segno non di fede l legittima, ma di potenza e politicizzazione dell´islam. Il rifiuto dell’ideologia di auto-distruzione e del politicamente corretto è talmente forte che i geni comunicativi come “Sarko” cominciano a capire che “l’identità paga elettoralmente”. Chi vuole ottenere successo politico ha capito che l’identità e la sua difesa è ormai il tema centrale elettorale. Nicolas Sarkozy lo ha capito , ricordandosi della sua folgorante ascesa politica iniziata intorno al 2003, che è tempo che cessi “il pentimento” come diceva sempre e durante la campagna elettorale presidenziale del 2007 ed è stato eletto su questo e ripagato per questo coraggio , per essere anti-68 e anti-politicamente corretto. Sarkozy ha capito che la “domanda” di identità e la pulsione di vita deve prevalere . Nel suo discorso sui minareti ha detto: “Gli svizzeri non vogliono, come i francesi, che il loro paese cambi e si snaturi . Vogliono mantenere la loro identità. I francesi non vogliono vedere le donne in burqa per strada, ma questo non significa che essi sono ostili alla pratica dell’islam . Poi in un articolo pubblicato il 29 novembre su Le Monde riguardo i minareti e il dibattito francese sull’identità nazionale, Sarko ha reso un omaggio alla democrazia svizzera e condannato “le reazioni eccessive, a volte grottesche che ha suscitato in Francia o altrove “. Per Sarkozy “il culto deve essere praticato in Francia con discrezione”, “senza arroganza o ostentazione eccessiva”. Dopo aver detto in parecchie occasioni di essere contrario al burqa in Francia, Nicolas Sarkozy ha chiesto ai musulmani di Francia di “praticare il loro culto in modo non ostentatorio e non provocatorio ” , chiedendo amichevolmente loro di “non offendere la tradizione di fede cristiana della Francia”. Un’osservazione che nessun leader avrebbe mai fatto prima di lui in Francia. Prendiamo come esempio Jacques Chirac, l’ex-presidente gollista francese pro-iracheno e pro-palestinese, il quale dichiarò che l’Europa non doveva mai inserire le menzioni delle sue radici giudaico-cristiani nella Carta costituzionale perché la sua identità si ritrova “sia nell`islam che nella cristianità”. Poi Sarkozy continua: “Nel nostro paese la civiltà cristiana ha lasciato una traccia profonda” e ” i francesi e gli europei in generale non vogliono che il loro stile di vita e le loro relazioni sociali siano distorti”. Tutto ciò conferma l’idea fondamentale di Magdi Cristiano Allam secondo la quale la risposta alla “cultura della morte” e della “depressione collettiva” sta nel rispetto per le radici giudaico-cristiane dell’Europa e nell’affermazione dell’amore per il proprio paese. Deve essere chiaro che amare il proprio paese e proclamare che amiamo la nostra civiltà e la nostra nazione non è solamente necessario, ma è anche una vera medicina di fronte all’ideologia dell’autolesionismo che porta al suicidio collettivo. Ed è anche chiaro che il fatto di difendere i valori, le radici e l’identità “giudaico-cristiana” in Europa non significa “escludere l’Altro, anzi. Nessuno può essere rispettato e amato se non ama se stesso. A ciò fa eco un insegnamento comune alla Toràh ebraica e al Vangelo cristiano: “ama il prossimo tuo come te stesso”. Integrare l’Altro non deve MAI significare disintegrare se stesso e screditare il proprio passato. Magdi Cristiano Allam ha ragione a ricordare che la concessione dei diritti deve essere condizionata al rispetto dei doveri e che tocca a chi viene nella nostra terra adeguarsi alle nostre rego
le e valori fondamentali, umanisti, uguali per tutti, ma non negoziabili. E non il contrario.