Le dichiarazioni del Premier Australiano, un esempio per tutti i Governi
Gli Approfondimenti di Alessandro Pagano

Sul trimestrale dell’associazione cattolica “Tradizione, Famiglia, Proprietà”numero 3/2009, si legge: “Nell’Unione Europea la popolazione musulmana è raddoppiata  nell’ultimo trentennio e raddoppierà ancora entro il 2015. Nel 2050 sarà di fede islamica un cittadino europeo su cinque.

Oggi è già musulmano il 25% degli abitanti di Marsiglia e di Rotterdam, il 20% di quelli di Malmo, il 10% dei parigini e dei londinesi. In alcune città città come Birmingham e Leicester, gli europei saranno in minoranza già nel 2026″. Questi sono dati che difficilmente possono essere contestati.

In contraltare sappiamo però che anche il cristianesimo cresce nei paesi arabi a tradizione islamica. Il deputato Suad Sbai cita le statistiche ufficiali ed evidenzia che in Marocco il numero dei Cattolici crescerà nel prossimo quinquennio fino ad arrivare al 10% della popolazione. Solo quest’anno a convertirsi al Cattolicesimo sono stati 45.000, e anche le chiese evangeliche crescono. Le statistiche ufficiali pubblicate dal Governo marocchino parlano di 150. 000 Cristiani Evangelici. Tutta questa popolazione non si riunisce in chiese perché le stesse sono ormai soggette ad una sorta di controllo e anche gli evangelizzatori di cittadinanza non marocchina vengono espulsi. Questo dato è abbastanza sorprendente, in considerazione della buona fama di cui gode il regno del Marocco da tutti giudicato, da me il primo, tra i più illuminati del mondo arabo. Però la scelta del Marocco è stata chiara: le libertà individuali dei cattolici e dei cristiani, in campo religioso, sono uguali agli altri Credo, ma i loro diritti civili sono fortemente limitati. Insomma, essere cattolico o in generale cristiano in Marocco equivale ad essere cittadino di serie B. Lasciamo immaginare cosa succede negli altri paesi arabi. In Europa la situazione è ancora peggio: chi si converte al cristianesimo viene considerato apostata e condannato alla fatwa, cioè è condannato a morte. Ne sa qualche cosa Magdi Cristiano Allam che vive sotto scorta H24 ormai da anni. L’intolleranza verso i convertiti è assoluta, tanto è vero che in Italia Suad Sbai, dati alla mano, parla di decine e decine di migliaia di islamici che in Italia si sono convertiti al Cristianesimo, ma che sono costretti a vivere nell’assoluto anonimato. A parte la gravità dei gesti, visto che questi cittadini rischiano la vita tutti i giorni, è evidente che questo fatto non ci deve lasciare indifferenti perchè se già oggi c’è questa violenza mentre i Musulmani sono assolutamente minoritari, tremo al pensiero di quello che potrebbe succedere tra 30 anni quando costoro saranno più numerosi. Già oggi nessuno può sentirsi immune di essere minacciato dagli islamici fondamentalisti che non perdono occasione per disprezzare il nostro Paese e il nostro stile di vita.

E questo non accade soltanto in Italia ma in tutto l’Occidente: il caso di Sanaa Dafani, massacrata dal padre con la complicità di tutta la sua famiglia islamica solo perché lei aveva un fidanzato italiano e teneva uno stile di vita occidentale.

Diciamo le cose come stanno: l’Occidente non ama più se stesso e gli Italiani non amano più l’Italia. Per recuperare mi permetto di citare l’esempio del Primo Ministro Australiano John Howard: “sono gli immigrati che si devono adattare al nostro stile di vita, non gli australiani al loro ! Prendere o lasciare, sono stanco che questa nazione debba preoccuparsi di sapere se offendiamo alcuni individui o la loro cultura. La nostra cultura si è sviluppata attraverso lotte e vittorie conquistate da milioni di uomini e donne che hanno ricercato la libertà. La nostra lingua ufficiale è l’inglese. La maggior parte degli australiani crede in Dio. Non si tratta di obbligo di cristianesimo ma è un fatto che questa Nazione sia stata fondata su principi cristiani. È quindi appropriato appendere sui muri delle nostre scuole e dei nostri uffici pubblici il Crocifisso. Se Dio vi offende, vi suggerisco di prendere in considerazione un’altra parte del mondo come vostro paese di accoglienza, perché Dio fa parte delle nostra cultura. Noi vi domandiamo di accettare la nostra cultura e di vivere in armonia con noi. Questo è il nostro Paese, la nostra terra e il nostro stile di vita e vi offriamo la possibilità di approfittare di tutto questo. Ma se non fate altro che lamentarvi, prendervela con la nostra bandiera, le nostre credenze cristiane e il nostro stile di vita allora vi incoraggio fortemente ad approfittarne di un’altra grande libertà: il diritto ad andarvene. Non vi abbiamo forzati a venire qui, se volete stare qui ci dovete rispettare”.

Per la cronaca: la fermezza di Howard ha avuto il 78% di approvazione dei cittadini australiani e la sua popolarità è cresciuta di ben 5 punti.