Tratto dalla newsletter dell’agenzia Corrispondenza Romana il 7 novembre 2009

Gli imam si preparano a conquistare Roma. L’avvertimento arriva da Parigi, dove si prepara l’invasione islamica dell’Italia e del Vaticano (“Libero”, 17 ottobre 2009).

Tra gli autori dell’appello si segnalano i migliori studiosi francofoni di arabistica e di storia del mondo musulmano, tra cui Joachim Véliocas, fondatore dell’Osservatorio dell’islamizzazione Sami A. Aldeeb Abu-Shalieh, René Marchand, Louis Cahgnon, storico e Johan Bourlard.

I fautori dell’appello, dopo essersi rivolti con una lettera aperta all’ambasciatore italiano a Parigi, Giovanni Caracciolo di Vietri, il 19 ottobre hanno scritto anche al ministro dell’Interno, Roberto Maroni, per comunicargli che l’Italia è «oggetto di minacce specifiche da parte di un’istituzione musulmana francese, l’Unione delle Organizzazioni islamiche di Francia (UOIF)», membro del Consiglio Francese del Culto Musulmano (CFCM). Dall’11 al 13 aprile scorso, a Bourget, vicino Parigi, si è svolto il 26° incontro dei musulmani in Francia.

Tarek Swaidan, predicatore televisivo kuwaitiano, ha parlato di Maometto come modello per l’umanità e della necessità di uccidere gli infedeli per emularlo. Ha molto insistito sulla profezia della conquista di Roma, così come era avvenuto nel 1453 per Costantinopoli e come riportato nell’Hadîth, parte costitutiva della cosiddetta Sunna, la seconda fonte della Legge islamica (sharia) dopo il Corano. Intervistato recentemente su tale questione, in un libro pubblicato dalla casa editrice Albin Michel, l’imam di Bordeaux, Tareq Oubrou, responsabile dell’UOIF, presente a Bourget al fianco di Suwaidan, per cercare di tranquillizzare l’opinione pubblica ha parlato di un episodio pacifico, di una «testimonianza», ma non ha negato la validità della profezia maomettana.

Gli autori dell’appello si rivolgono all’Italia innanzi tutto perché a loro avviso le autorità francesi sembrano non prestare attenzione a questo avvertimento e in secondo luogo per una questione di identità, poiché Roma «è una delle origini delle nostre radici, oltre a dare riparo al Vaticano, chiaramente preso di mira dai fondamentalisti islamici». Ancora più inquietante è il fatto che la maggioranza presidenziale attuale, tramite alcuni municipi gestiti dai suoi membri, ha facilitato l’acquisto di terreni per la costruzione di grandi moschee a Bordeaux, Mulhouse, Woippy e altre città.

La preoccupazione è alimentata anche dalle dichiarazioni di “pacifica” guerra santa dello sceicco Youssef al Qaradawi e dal discorso pronunciato l’11 aprile 2008 dal predicatore dei terroristi di Hamas, Yunis Al-Astal, che si rivolgeva ai fedeli con queste parole: «Allah vi ha scelti per Sé e per la Sua religione, perché serviate come motore per condurre questa Nazione alla fase della successione, della sicurezza e del consolidamento del potere e anche alle conquiste attraverso la da’wa e alle conquiste militari delle capitali del mondo intero. Molto presto, ad Allah piacendo, Roma sarà conquistata, così come fu conquistata Costantinopoli, come fu  predetto dal nostro Profeta Maometto. Oggi Roma è la capitale dei cattolici, o la capitale dei crociati, che ha dichiarato la propria ostilità verso l’Islam e ha insediato i fratelli delle scimmie e dei maiali in Palestina per prevenire il risveglio dell’Islam – questa loro capitale sarà un avamposto per le conquiste islamiche, che si diffonderà attraverso l’Europa nella sua interezza e poi si rivolgerà alle due Americhe e anche all’Europa dell’Est».

CR n. 1116 del 7/11/2009