Parigi, Bruxelles, Londra… Le diverse posizioni politiche dell’Europa dinanzi all’Islam più fanatico
Alexandre Del Valle (Geopolitico)

Non è stata la Francia laica e anticlericale a mettere per primo all’ordine del giorno parlamentare una legge sul burqa, bensì il Belgio monarchico di tradizione cattolica e ben poco laicista! In effetti, giovedi scorso, il Parlamento belga, dopo mesi di dibattiti, stava per adottare la legge sul divieto assoluto del velo integrale, compreso negli spazi pubblici.
Ma il Governo nazionale è stato sciolto poco prima del voto. Comunque, dopo mesi di dibattiti a volte passionati che facevano la Una del’attualità nazionale, i deputati e l’esecutivo belgi hanno dimostrato la loro quasi unanima determinazione sul burqa. Uno dei pochi argomenti che poteva ancor unire i nemici culturali e politici fiaminghi e valloni. Parallelamente, nella vicina Francia  è come se assistessimo ad una concorrenza proibizionista tra Parigi e Bruxelles, dato che il presidente Sarkozy e il suo Primo ministro François Fillon hanno annunciato che un disegno di legge proibizionista sarà discusso entro il mese di maggio. La proposta sarà difesa dal Dipartimento di giustizia e non dagli Interni, come inizialmente previsto.

Possiamo osservare che la decisione di Sarkozy, che fino ad ora era più cauto e meno proibizionista, arriva in un contesto di doppia concorrenza politica : primo una concorrenza politica con la Sinistra, secondo una concorrenza interna ancor più pericolosa per « Sarko », all’interno del suo proprio partito dove parecchie voci hanno cominciato a criticare Sarko e la sua politica d’ouverture verso la Sinistra che spiegherebbe in parte secondo loro la sconfitta elettorale delle recenti regionali. E vero che dopo mesi di dibattiti spesso violenti tra sinistra e destra attorno all’identità nazionale, l’islam e il burqa, il subito appoggio totale di Sarko alla proposta di legge anti-velo inizialmente presentata dal suo rivale interno Jean François Coppé, presidente del gruppo UMP al Parlamento, non è priva di motivazioni politiche. Infatti, dopo la « debacle » elettorale del centro-Destra, Nicolas Sarkozy, che è per la prima volta considervolmente calato nei  sondaggi, ha evidentemente deciso di riprendere il controllo del suo elettorato facendo propria l’iniziativa iniziale di Coppé di proibire per legge il velo intergrale in Francia. E chiaro che Sarko non vuol lasciare lo spazio retorico anti-velo a Coppé, sopranominato il « Sarko bis » e che fra i concorrenti interni, assieme a Alain Juppé e Dominique de Villepin, sarebbe il più pericoloso e medio termine e pensa alle presidenziali del 2012 o del 2017. Paralelmente, il presidente francese ha capito che deve dare segnali forti ai suoi elettori per farli « tornare a casa » e riprendere la retorica identitaria e di campione della sicurezza e dela « Destra senza complessi » che fece il segreto della sua incredibile ascesi politica tra il 2005 e il 2007. E conscio che la sua politique d’ouverture alla Sinistra e il fatto di avere rinunciati a alcuni temi identitari elettoralmente vitali ha favorito la crescita dell’estrema destra (Lepen padre e sopratutto figlia) nelle ultime elezioni regionali e che il nuovo Fronte Nazionale di Marin Le Pen ha saputo strumentalizzare la vicenda del burqa e i temi di sicurezza e d’identità cari al Sarko del 2007 per rubargli i voti del centro-Destra scontento e che si sente spesso « tradito » dalla politica sarkoziana da quando governa con ex-mitterrandiani storici. Magari ancor più personalmente pericoloso per il leadership di Sarko, Jean-Francois Coppé si ricorda che molti Francesi avevano votato Sarko nel 2007 perchè rappresentava una destra senza complessi, capace di rispondere alla « domanda » d’identità , il proprietario dei deputati UMP, ha più volte annunciato l’imminente presentazione di un testo. Il governo, intanto, hanno detto che intendono fare due passi. Nicolas Sarkozy ha quindi annunciato che la legislazione presentata al Governo il 12 maggio dovrebbe essere adottata nell’ambito di una procedura parlamentare d’emergenza” entro giugno. La proposta di legge francese prevede di vietare il Burqa non solo in alcuni luoghi pubblici, come gli ospedali, le prefetture, ma in tutti gli spazi pubblici, anche per la strada, cio’ che ricorda una delle misure più odiate prese dall’ »apostata » turco Atatürk che è stato sempre combattuto dal Primer turco neo-islamico Erdogan che ha severamente criticato i disegni di legge europei anti-Burqa e anti-velo integrale durante il suo ultimo viaggio controversato a Parigi due settimane fa dove ha paragonato l’integrazione laica dei musulmani d’Europa a un « crimine contro l’umanità ».. Una retorica vittimista che piace molto anche alle organizzazioni islamiche europee che tentano di colpevolizzare i governi proibizionisti accusandoli di « islamofobia ». Ovviamente, nel paese di Voltaire, vi è un ampio consenso che il burqa è “contrario alla dignità e alla libertà delle donne”. Un tema che piace anche ad alcuni laicisti  del partito socialista e del partito comunista (ma non alla Nuova sinistra evversiva del Postino Besencenot che appoggia la burka in funzione eversiva e rivoluzionaria col suo partito anti-capitalista di ispirazione trotskista-guevarista). Ricordiamo che il primo parlamentare ad avere sostenuto una legge anti-Velo è … un membro comunista della regione di Lione, André Gerin. Nel Partito socialista, il vice sindaco di Evry Manuel Vals, è anche un grande sostenitore del divieto totale. Pero’ a sinistra tale posizione è chiaramente in minoranza, perché la maggior parte dei socialisti considerano tale diritto improduttivo e suscettibile di favorire l’islamofobia.
Inoltre, non è ditto che il Consiglio costituzionale francese convaliderà il disegno di legge proibizionista, anche se ampiamente adottato dai deputati.  Infatti, quando è già stato sollecitato lo scorso 26 marzo, il Consiglio di Stato ha espresso un parere misto: una legge generale che farebbe riferimento al burqa o al niqab islamici sarebbe rifiutata in nome del principio di non-discriminazione. Quindi anche se il divieto sarà adottato, ci sarà per mesi la spada di Damocle di una censura al Consiglio costituzionale, osserva il costituzionalista Dominique Rousseau. Ma Il Primer Fillon ha replicato che il « rifiuto del Consiglio costituzionale è un rischio che vale la pena di correre ». Infatti, anche se la legge in questione non fosse mai adottata o tanto meno messo in pratica, almeno Sarkozy e il suo governo saranno riusciti a  mandare un “segnale” forte in direzione del loro elettorato scontento.
In verità, la rivendicazone riguardo il Burqa non è apparsa dal Nulla, ma nell’ambito di una strategia dell’Escalation da parte delle organizzazoni islamiche europee che sono cosi riuscite a banalizzare la rivendicazioni precedenti sul velo islamico, ora considerato da molti come antidoto contro il Burqa o come un’esigenza più « moderata »… E comunque ovvio che le proposte di legge belghe e francesi contrastano con l’islamicamente corretto che regna sempre di più in Europa o con la strategia comunitarista della Gran Bretagna, che ha sempre sostenuto una forma estrema di comunitarismo (comunalism) e che ha sempre dato il massimo spazio di libertà anche agli integralisti più fanatici compresi i Talebani “non violenti” londonesi che si sono alleati ai Trotskisti nell’ambito del partito rosso-verde Respect che si è candidato alle elezioni locali del Grande Londra. In Europa,  è vero che il Belgio è l’unico paese ad avere votata una legge contro il Burqa, ma dobbiamo precisare che questa rivendicazione è ben più recenti del velo islamico classico, e che se il Belgio riagisce per primo è anche perchè Bruxelles, Liège o altre città belghe sono delle zone fra le più islamizzate dell’Europa e dove la situazione dell’evversione islamo-totalitaria è fra la più preoccupanti d’Europa. In Italia, dove l’evversione islamica si concentra sopratutto nelle capitali industrializzate del Nord dove vivono centinaia di migliaia di islamici, il fenomeno è ben più recente. Ma preoccupa molto. Donde il fatto che alcuni comuni sttentrionali gestiti dalla Lega Nord hanno deciso di proibire localmente il Burqa, pero’ non si sa esattamente se potranno essere legalmente applicato in Italia. Nei paesi Bassi, un paese tradizionalmente liberale, e dove i movimenti populisti anti-Islam stanno crescendo elettoralmente, un dibattito su un eventuale divieto sul burqa è attualmente in corso e il governo ha annunciato un disegno di legge per vietare l’uso del velo.