L’arcivescovo di Dublino, Diarmuid Martin, guida la mobilitazione “pro-life” per sensibilizzare la società

GIACOMO GALEAZZI
da Vatican Insider

L’episcopato irlandese in campo contro la legalizzazione dell’aborto (definito un “crimine”). La vita umana deve essere rispettata e protetta in modo assoluto fin dal momento del concepimento. Dal primo istante della sua esistenza, l’essere umano deve vedersi riconosciuti i diritti della persona, tra i quali il diritto inviolabile di ogni essere innocente alla vita. Perciò l’arcivescovo di Dublino, Diarmuid Martin guida la mobilitazione “pro-life” per sensibilizzare  la società sui temi etici. La legislazione dell’Irlanda riconosce l’interruzione della gravidanza in caso di rischi “gravi e sostanziali” per la salute della donna. Nel resto dell’Unione europea la malformazione fetale è invece sempre considerata una causa legalmente riconosciuta per ricorrere all’aborto. Eppure in Irlanda le gerarchie ecclesiastiche, nel timore di interventi legislativi che estendano le possibilità per l’interruzione di gravidanza, hanno richiamato i sacerdoti a porre particolarmente l’accento nelle loro riflessioni sui principi basilari dell’insegnamento della Chiesa cattolica in tema di tutela della dignità umana e difesa della vita. Secondo il catechismo della Chiesa cattolica la vita umana è sacra perché, fin dal suo inizio, comporta l’azione creatrice di Dio e rimane per sempre in una relazione speciale con il Creatore, suo unico fine. Solo Dio è il Signore della vita dal suo inizio alla sua fine: nessuno, in nessuna circostanza, può rivendicare a sé il diritto di distruggere direttamente un essere umano innocente. Il messaggio cristiano, infatti, è un messaggio di vita, quindi, si tratta, come ogni vita umana, di un riflesso della vita stessa di Dio e la dottrina cattolica afferma che ogni vita umana ha una dignità unica e insostituibile. Da parte sua la Chiesa si impegna a fornire assistenza alle donne che si trovano nella condizione di affrontare scelte difficili che comportano sofferenza psicologica e fisica: «La compassione e il sostegno alle donne in situazioni difficili appartiene all’essenza dell’insegnamento cattolico». Infatti, il diritto inalienabile alla vita di ogni individuo umano innocente rappresenta un elemento costitutivo della società civile e della sua legislazione. L’embrione (che fin dal concepimento deve essere trattato come una persona) deve essere difeso nella sua integrità, curato e guarito, per quanto è possibile, come ogni altro essere umano. A dare sostegno alla campagna dell’episcopato irlandese è il cardinale Sean O’Malley, arcivescovo di Boston, che un mese fa ha disertato la cerimonia di conferimento delle lauree del Boston College, in segno di protesta contro la presenza del premier irlandese Enda Kenney, favorevole alla legge sull’aborto. E’ da sempre tradizione che l’arcivescovo di Boston (città con una forte componente di immigrati irlandesi) intervenga a questa cerimonia annuale. Il quinto comandamento proibisce qualsiasi azione fatta con l’intenzione di provocare indirettamente la morte di una persona. La legge morale vieta tanto di esporre qualcuno ad un rischio mortale senza grave motivo, quanto di rifiutare l’assistenza ad una persona in pericolo. Dunque il porporato statunitense che fa parte del consiglio istituito da papa Francesco per riformare la Curia ha puntato l’indice contro il premier irlandese in quanto “ha promosso in modo energico la legge sull’aborto”.

Inoltre la conferenza episcopale americana ha invitato le istituzioni cattoliche a non onorare quanti sostengono e promuovono idee contrarie agli insegnamenti della Chiesa. La cooperazione formale a un aborto costituisce una colpa grave. La Chiesa sanziona con una pena canonica di scomunica questo delitto contro la vita umana.