L’Arcivescovo Sako: “Abbiamo la missione di stare qui”

KÖNIGSTEIN, lunedì, 27 aprile 2009 (ZENIT.org).- La comunità cristiana dell’Iraq è sotto shock dopo l’assassinio di tre suoi membri, avvenuto questa domenica a Kirkuk.

Susan Latif David e sua suocera, Muna Banna David, sono state uccise verso le 19.00 dopo che alcuni uomini armati avevano fatto irruzione nella loro abitazione, nel quartiere di Domeez.

Quasi contemporaneamente, in un’altra zona della città, Basil Shaba è stato ucciso in un attacco dalle caratteristiche simili. Suo fratello Thamir e suo padre Yousif sono rimasti feriti nell’assalto.

Dopo i funerali, celebrati in una Cattedrale di Kirkuk piena di fedeli, l’Arcivescovo Louis Sako ha confessato all’associazione caritativa cattolica Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) “le lacrime e la tristezza” di un popolo che piange tre “amati innocenti”.

Susan David, ha spiegato, era sposata da appena un anno. Il marito è proprietario di un ristorante vicino alla Cattedrale. Sia lei che la suocera erano cattoliche caldee. Shaba, invece, era ortodosso siriaco. Si era fidanzato da poco.

“Tutti noi piangiamo – ha confessato l’Arcivescovo, come si legge in un comunicato inviato da ACS a ZENIT –. Speriamo solo che il sangue dei martiri un giorno ci porti pace e stabilità”.

Fino a questo momento nessuno è stato arrestato per i delitti, ma monsignor Sako sostiene che è già evidente che si tratta di omicidi premeditati e che una possibile chiave è la volontà di “costringere i cristiani ad andarsene”.

“Non lasceremo l’Iraq – ha dichiarato –. Abbiamo la missione di stare qui. Vogliamo testimoniare i nostri valori cristiani. Anche se cercano di ucciderci resteremo”.

Ai funerali delle vittime hanno partecipato anche i leader politici di Kirkuk, come il sindaco e gli sceicchi più importanti, che hanno condannato duramente l’accaduto.

Per l’Arcivescovo Sako, gli attacchi potrebbero essere collegati all’incertezza sul futuro politico di Kirkuk. Si discute infatti se debba fare parte della regione semiautonoma curda nel nord del Paese o essere sotto la giurisdizione di Baghdad.

I delitti di questa domenica arrivano a meno di un mese da una serie di omicidi di cristiani in tutto l’Iraq. Il 31 marzo è stato ucciso a Kirkuk durante un tentativo di furto Sabah Aziz Solaiman, di 71 anni, mentre il giorno dopo Nimroud Khodir Moshi è stato assassinato fuori da un ristorante di Baghdad, città nella quale sono state uccise anche due sorelle. A Mosul è stato poi ucciso l’operaio elettrico Abdul Aziz Elias Aziz.

Di fronte a questa situazione, l’Arcivescovo Sako ha messo in guardia contro un “vuoto” di sicurezza a causa del ritiro delle truppe statunitensi dal Paese, che a suo avviso potrebbe portare alla “guerra civile” e alla “divisione dell’Iraq”.