di Susan Yoshihara

L’ultimo working paper sull’invecchiamento della popolazione mondiale della Divisione sulla  Popolazione del Dipartimento per gli Affari Economici e Sociali dell’ONU porta delle conclusioni interessanti basate su nuove statistiche. Ci chiediamo come possano i fautori della popolazione dell’UNFPA (Fondo ONU per la popolazione) continuare ad argomentare sulla base di questi dati per raccogliere più fondi a favore della pianificazione familiare.

Consideriamo le quattro principali conclusioni del rapporto: “1) L’attuale invecchiamento della popolazione non ha precedenti, è un processo senza paragoni nella storia dell’umanità. 2) L’invecchiamento della popolazione è pervasivo e riguarda quasi tutte le Nazioni del mondo. 3) L’invecchiamento della popolazione è profondo e porterà a profonde conseguenze ed implicazioni per tutti gli aspetti della vita umana. 4) L’invecchiamento della popolazione è durevole. Fintanto che la mortalità senile continuerà a decrescere e la fertilità rimarrà bassa, la proporzione delle persone anziane continuerà a crescere”.

Ciò che rende il quadro così preoccupante è il fatto che i Paesi in via di sviluppo (PVS) –  che sono attualmente l’obiettivo di una massiccia azione da parte delle agenzie dell’ONU, dell’UE, e recentemente anche dell’amministrazione Obama per ridurre ancora di più il loro tasso di fertilità – sono proprio quelli che avranno bisogno di più bambini negli anni che verranno:

• “Il ritmo dell’invecchiamento della popolazione è più veloce nei PVS che nei Paesi sviluppati. Di conseguenza i PVS hanno meno tempo per adattarsi alle conseguenze dell’invecchiamento della popolazione. Inoltre, l’invecchiamento della popolazione nei PVS si sta diffondendo a un livello di sviluppo socio-economico più basso rispetto a quanto verificatosi nei Paesi sviluppati.

• “Tra il 1950 e il 2009 la percentuale potenziale di sostegno [Potential Support Ratio, PSR, numero di persone di età compresa fra i 15 e i 64 anni che ci sono per ogni persona di 65 anni di età o oltre, NdT] è scesa da 12 a 9 lavoratori potenziali per persona sopra i 65 anni. Entro il 2050, la percentuale potenziale di sostegno crollerà fino a raggiungere 4 lavoratori potenziali per ogni anziano. La riduzione della  percentuale potenziale di sostegno ha importanti implicazioni per i sistemi di sicurezza sociale, particolarmente per le pensioni a ripartizione [pay-as-you-go, NdT] in cui le tasse sui lavoratori attuali finanziano i pensionati”.

La cosa peggiore è che coloro che promuovono la pianificazione familiare e la diminuzione delle nascite spacciandole per diritti a favore delle donne sono quelli che più le danneggiano. Questo succede perché, continuando a citare il rapporto, “le donne vivono più a lungo degli uomini, e quindi costituiscono la maggior parte della popolazione anziana”; inoltre avranno bisogno di più figli per essere sostenute nell’anzianità considerando che “le persone anziane che vivono da sole rischiano maggiormente di sperimentare l’isolamento sociale e la povertà economica e necessitano di un supporto speciale”; tra l’altro le donne sono meno propense a ricevere servizi sociali dallo Stato; per non parlare del fatto che “la crisi economica e finanziaria globale iniziata nel 2007 e dispiegatasi per tutto il 2008 e il 2009 ha portato con sé forti riduzioni nel valore dei fondi pensione in molti Paesi del mondo”.

(traduzione a cura di Emanuele Rizzardi)

da Svipop.org