Intervista della Redazione Sordi on line, a Franco Previte Presidente dell’Associazione “Cristiani per servire” sulla situazione attuale della disabilità, specie sul caso “budget del ricoverato”.

Ma partiamo da lontano con le n/s domande.

D. In questi giorni si sono verificati casi di stupro sulle donne. Quale è la Sua opinione.

R: Non dobbiamo dire si sono verificati, ma bensì sono aumentati i casi di stupro o violenza carnale sulle donne.

L’ho detto al quotidiano “Avvenire” che ne ha fatto menzione il 10 agosto u.s., sono segnali pericolosi di un malessere che si va generalizzando, dove le Istituzioni rispondono con il silenzio ed il disinteresse.

Secondo il codice penale italiano la violenza carnale consiste nella costrizione mediante violenza o minaccia a subire atti sessuali. Quindi lo stupro è considerato un grave crimine, un trauma e chi lo subisce può portare alla depressione.

Purtroppo è un “andazzo”, una “moda” arrivata al punto di assalire, di togliere con violenza la verginità a fanciulle ed in generale ad usare violenza carnale alle donne ed ultimamente, atto veramente vergognoso e vigliacco che hanno subito diverse donne disabili.

Molto ricorrenti, sono segnali sempre più forti di sofferenza ed insofferenza spesso derivanti da menti non solo perverse, ma psichicamente instabili circostanze a volte drammatiche.

Sono del parere, anche se lo Stato ed il Legislatore hanno in parte arginato, che necessita un ulteriore aggravamento di pena che aumenti la pena di questo reato prima che la situazione divenga esplosiva e pericolosa per l’ordine pubblico.

D.A proposito di disabilità, l’Assemblea Generale dell’ONU il 6 dicembre 2006 ha adottato la “Convenzione Internazionale sui Diritti delle Persone con Disabilità”. Il Governo Prodi, non ha ratificato il Documento Internazionale, né ha adottato leggi appropriate. Il Governo Berlusconi ha ratificato la “Convenzione”. Lei ritiene possibile una politica sociale più adeguata nei confronti delle persone disabili, specie di quelle malate psichicamente?

R A differenza del Governo Prodi, bene ha fatto il Governo Berlusconi a ratificare il 20 febbraio 2009 con il disegno di legge n.2121 la “Convenzione sui diritti delle persone con disabilità” dell’ONU.

E’ un Documento Internazionale fatto molto bene, che dona e garantisce giustizia  alla disabilità.

Ma, purtroppo, il Governo Berlusconi all’art.2 approvando in toto quanto prescrive il Documento dell’ONU compreso il Protocollo Opzionale, ha messo in moto l’eutanasi approvando gli art.23 e 25 a danno dei disabili fisici e degli handicappati psichici, inoltre istituendo un Osservatorio Nazionale sulle condizioni delle persone con disabilità”, la cui “funzione” non è bene definita.

Queste normative non sono passate inosservate al mondo della sofferenza ed a quello cattolico!

In maniera del tutto e molto sprovveduta questa ratifica è in contrasto per quanto prescrive la “Convenzione” con l’art. 10 “per l’inalienabile diritto alla vita”, con l’art.15 dove “nessuno dovrà essere sottoposto ad esperimenti medico scientifici”, con l’art.16 dove “si è contro ad ogni sfruttamento, violenza od abuso”, contro l’art.25 dove “si favorisce l’assistenza sanitaria ed impedisce il rifiuto agli alimenti o liquidi”, come nel caso Eluana Englaro.

Là si voleva togliere la “spina”, qua si protesta per l’eventuale applicazione del ”budget del ricoverato”, quella forma che se vera acquista una drammatica ed inquietante azione tendente ad abbandonare al loro destino ammalati senza una “protezione” alternativa in nome del concetto del risparmio.

Inoltre in contrasto con l’art.2 della Costituzione Italiana ( diritto alla vita), contro l’art.3 (uguaglianza della legge), contro l’art.32 ( nessuno può arrogarsi il diritto di impedire ad ogni persona di far udire la propria voce).

Con tre Petizioni al Parlamento Italiano ho esposto le preoccupazioni circa le modalità interpretative del voler associare i disabili con minorazioni fisiche con l’handicappato mentale richiedendo un emendamento per il riconoscimento della condizione di handicappato mentale secondo l’art.47 della “Convenzione”.

Inoltre ho richiesto l’emissione di un emendamento in base all’art.47 paragrafo 1) della “Convenzione” :

1.) per far riconoscere lo stato giuridico dell’handicappato mentale;

2.) nel rispetto della dignità umana precise riserve e tali da escludere ogni possibile riferimento all’eutanasia ed ad ogni metodo di sterilizzazione o modalità della salute riproduttiva di cui agli artt. 23 e 25 ,

3.) come recita l’art.4 della “Convenzione” ad adottare norme migliorative in un legge-quadro di riforma dell’assistenza psichiatrica che l’Italia deve applicare a parziale modifica

4.) se l’Italia, quale membro della Nazioni Unite e competente, a richiedere all’ONU la indizione di una “Giornata Mondiale sulla salute mentale”.

Ma le mie osservazioni non sono state “ascoltate”!!!

E’ auspicabile una politica sociale urgente!

Purtroppo, da pochissimo tempo, ci perviene dal Parlamento Europeo una allarmante Raccomandazione approvata, per ”merito” della britannica On.Cristine Mc Cafferty destinata ai 47 Paesi membri della UE sulla salute sessuale e riproduttiva che induce all’accesso dell’aborto ai minori senza informare i genitori, alla sterilizzazione, fecondazione artificiale, all’eutanasia.

Non ci sorprende più niente, perché esiste un prevalere delle ss ( soldi e sesso), ma ci amareggia la poca attenzione della comunità civile .!

D. La sanità deve agli sprechi la poca “attenzione” verso la tutela della sanità pubblica, specie nel non “rispondere” alle attese della salute mentale. Cosa ne pensa?

R. La Sanità italiana, purtroppo occupa tra i Paesi Europei l’ultimo posto e deve la propria situazione deficitaria agli sprechi ed al mal utilizzo delle risorse finanziarie che ne ha molte!

Non è, quindi, una malasanità, ma una sanità molto malata!

In breve per rispondere alla seconda ipotesi richiesta, debbo dire che la salute mentale è un problema serio, grave ed urgente, forse, non bene recepito, anzi mal recepito da ben circa 33 anni.

La salute mentale è un valore che non può essere subordinato ad alcuna esigenza di ordine personale o di Stato, ma è un parametro al quale debbono essere subordinati tutti gli aspetti della vita personale e della collettività.

Il disagio psichico e la sofferenza mentale sono condizioni di grande rilevanza  nella moderna società e causa di malessere.

Mi permetto di ricordare che uno dei problemi più scottanti di maggior rilievo che affliggono le famiglie dei disabili ( ciechi civili, sordomuti, invalidi, handicappati psichici), è l’incertezza del “dopo” , cioè del dopo la morte di colui/e che sostiene il peso dell’assistenza e del “durante” per ogni necessità, un provvedimento che non “vedo” nella “Convenzione dei diritti delle persone con disabilità dell’ONU”, né esaminato dai Governi che si sono succeduti fino ad oggi, compreso l’attuale.

D: Dopo quanto accaduto al caso Englaro, si ha l’impressione generalizzata nella pubblica opinione, che dietro la richiesta di autodeterminazione chiamato testamento biologico, in realtà, pare essere un tentativo di legittimare forme di eutanasia, sopratutto per persone disabili ed anziane. Lei è d’accordo?

R. Debbo dire da cittadino e da cattolico che da tempo si registrano tentativi di legalizzare l’eutanasia, trascurando problemi di assistenza ai malati acuti o gravi.

In breve, secondo la mia impressione le “Disposizioni in materia di alleanza terapeutica di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento” (A.C. n. 2350 Camera dei Deputati), sono “passaggi” mascherati ed intermedi per giungere alla applicazione di fatto dell’eutanasia, “forma” che prima poi prenderà piede essendo la terza trilogia sociale ( divorzio, aborto, eutanasia) come quanto è avvenuto in Olanda dove norme consentono questa “cultura della morte” su bambini malati o disabili fino al dodicesimo anno di età. Un delirio di autodistruzione, una idealità che non trova riscontro neppure nel pensiero laico-illuminista il cui “padre” Emanuele Kant , grande filosofo, condannava l’infanticidio, il suicidio e l’aborto.

D. Ma cosa è, cosa consiste questo “budget del ricoverato”da Lei prima citato e che sta interessando anche l’opinione pubblica estera. Perfino i giornali londinesi e quelli svizzeri, ne hanno diffusamente “parlato”!

R. Purtroppo c’é chi vorrebbe spingere la società ad essere selettiva sulla vita e sulla morte dei suoi membri-

L’ho spiegato ampiamente il 10 dicembre 2009 nella Conferenza Stampa avvenuta nel Salone di Palazzo Marini della Camera dei Deputati, notizia riportata da “Avvenire” l’11 dicembre 2009, da “Zenit” il 14 dicembre 2009, dalla Radio Vaticana 15 dicembre dall’Agenzia Giornalistica Internazionale Fidest, ampiamente da “l’Italo Europeo” un giornale di Londra e dal “Ticino Libero” ed altri.

Quel “budget del ricoverato”, se vero, significa che terminato quel quid finanziario assegnato dal Servizio Sanitario Nazionale i pazienti in qualunque condizione di salute si trovano vengono “cacciati” dalle corsie ospedaliere, ancor più grave se avviene su persone in tarda età, disabili od agonizzanti.

Non ho nessuna remora a definire una mascherata eutanasia , un omissione di soccorso.

Mi sono permesso di ricordare tutto questo, non per un mio senso egoistico, ma perché questa “situazione” è veduta con una certa “curiosità” all’estero, “cosa” che in Italia non desta, per ora, alcuna attenzione.

Comunque siamo in attesa di risposta, dal Parlamento Italiano, alla Petizione che abbiamo inoltrato e che è stata recepita dal Senato della Repubblica col n.911 ed assegnata alla 12° Commissione Igiene e Sanità e col n.787 assegnata alla 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati..

Questa “forma”, che ho “forgiato” col nome di “budget del ricoverato”, non trova riscontro nelle regole statutarie, ma, pare, che si possa trovare in alcune politiche sanitarie regionali e potrebbe consistere nel limitare, nel nome del risparmio, il diritto alla vita ed alla salute dei cittadini, disumanizzando il rapporto sociale.

In breve, i tagli ai Bilanci Sanitari Regionali potrebbero essere utilizzati per praticare una eutanasia mascherata nei confronti, ripeto, di tutti i pazienti ricoverati nelle strutture ospedaliere, ancor drammatica e crudele se “utilizzata” su pazienti disabili, in tarda età od in fin di vita.

Ma quale legge “impone” questo “provvedimento”?

Nella migliore ipotesi, il paziente, dovrebbe essere trasferito nelle Residenze Sanitarie Assistite, sempreché ci sia il posto disponibile visto che sono quasi sempre al completo.

A Roma e nel Lazio per un “taglio” sanitario regionale di bilancio, 1.200 pazienti nelle strutture alternative di riabilitazione dovevano essere dimessi entro il 31 dicembre 2009 e rinviati a casa. Quindi un rientro a casa, ma con la prospettiva di poca assistenza, condannando il paziente a lenta o lunga agonia. Quindi malati che non si possono tenere in casa. Viene spontaneo il pensare : ma allora cosa si deve fare?

E per queste perplessità, ripeto, se vere ripeto, attendiamo una risposta dalle Camere Legislative e dal Governo Berlusconi.

Questa “budget del ricoverato” nulla a che fare con il testamento biologico, essendo quest’ultimo una indicazione di volontà personale, mentre l’eutanasia è il procurare ad un ammalato la fine della sua esistenza.

Questo “budget del ricoverato” è il perfetto contrario dei casi Englaro- Welbi-Crisafulli dove la preminenza di volontà era nello staccare la “spina”, qua non la si vuol “staccare”.Tutto ciò è un relativismo che ci porta a considerare la vita senza valore, dove ripeto potrebbe portare alla così detta “pietas”, situazione che potrebbe coinvolgere, ripeto, persone anziane, non autosufficienti, malati psico-fisici, tutti uniti nell’abbraccio della sofferenza e della solitudine.

Debbo aggiungere che in mancanza di risposta dal Parlamento alla mia Petizione, ho richiesto chiarimenti e la verità al Presidente della “Commissione Parlamentare per gli errori della Sanità” all’Onorevole Leo Luca Orlando ed la Presidente della “Commissione Parlamentare sul Servizio Sanitario Nazione” Senatore  Ignazio Marino senza ottenere nessuna risposta.

Mi domando e domando : è questa la democrazia dominante?

D. Ma lo Stato od il Governo cosa possono fare per evitare questo.

R. Ritengo essenziale che le Autorità pubbliche, ripeto, adottino una opportuna vigilanza al fine di garantire ad ogni persona, soprattutto debole ed indifesa come i malati di Alzheimer, malati psichici, anziani non autosufficienti, malati terminali, malati in tarda età o disabili, il diritto a continue e specifiche cure fino al compimento naturale della vita.

In carenza di posti letto in ospedale, assegnare questi malati, ripeto, a strutture alternative in RSA.

Queste “metodologie”, se vere, richiamano l’eugenismo e le teorie di selezione della razza tristemente note, quali pratiche biomediche, che spianarono la strada alle terribili selezioni del genere umano avvenute in anni non  molto lontani, sono “misure” che offendono la dignità della persona e che negano il diritto alla vita.

Mi auguro che non sia così, quindi è prioritaria una chiarificazione da parte, ripeto, delle Istituzioni e dal Governo..

D:Gli invalidi civili al 100% percepiscono 256,67 euro al mese. Non le pare una vergognosa situazione?

R. Non solo vergognoso, ma circostanze da terzo mondo.

Questo argomento, le cui finalità Lei mi prospetta, è ampiamente da me condiviso come dall’opinione pubblica, in quanto questa somma consente al disabile solo sopravvivenza, un provvedimento finanziario davvero poco collegato agli indicatori dell’inflazione e del costo della vita.

E’ una provvidenza economica al di sotto del minimo vitale della soglia di povertà fissata in 600 euro al mese.

Considero pienamente essere una situazione, ripeto, vergognosa che dovrebbe far riflettere le Istituzioni, specie quando  vi sono sprechi o spese inutili che non rispettano il risanamento della spesa pubblica. !

D. In fine cosa direbbe al Presidente Berlusconi se lo incontrasse per strada!

R. E’ un po’ difficile che questo avvenga, comunque direi :

Signor Presidente, il popolo italiano non dimentica ed apprezza quanto ha fatto di positivo per l’Italia, per come ha mantenuta la promessa nella rimozione della spazzatura a Napoli, per quanto ha fatto per i terremotati all’Aquila, per come ha indirizzato il G8, ma soprattutto per la riconquistata fiducia che abbiamo all’estero.

Ma, pare, che abbia dimenticato priorità che necessitano al Paese e soprattutto quelle riguardante i più deboli, i più bisognosi ed i veri poveri.

Infatti non abbiamo visto usare la “generosità” di uno stanziamento per aumentare decorosamente quelle provvidenze economiche o incrementare lo sviluppo della giustizia sociale con riforme legislative ( da Lei promesse nel periodo elettorale), per  queste categorie di invalidi, in atto “perseguitate” e considerate pesi inutili ed azzardiamo non portatori di voti elettorali.

Questo è un errore gravissimo.!

Nella quotidiana ricerca molto affannosa ed enfatica di risanamento della spesa pubblica, ci domandiamo :perché non far rientrare le sovvenzioni ai Partiti ( dove ogni giorno ne nasce uno nonostante il referendum abrogativo del 1993; inutili viaggi all’estero, telefonini di Stato, auto blu, parate militari, feste di qualunque genere dove il bilanci pubblici, specie nei Comuni, vengono “prosciugati”.

Nella evasione fiscale accertare se quelle “barche”, “barchette”, “gusci a motore od a vela” parcheggiate nei porti turistici o nei Laghi sono in regola con il Fisco ( sui 7.500 Kilometri di coste italiane vi sono 147.000 circa di posti barca), compresi gli ingaggi e reingaggi ai giocatori di calcio, ciclisti ed altre categorie sportive, verificare i comportamenti delle società di calcio ( dalle spese pazze )   In mezzo alle Sue innumerevoli incombenze, siano esse buone o non comprese, non deve dimenticare i malati psico-fisici, le loro famiglie e la famiglia in genere ( che troppi “dicono impropriamente” di difenderla ).   Le chiedo per questi diversamente abili, specialmente per i malati psichici che attendono da ben 33 anni una legge-quadro di riforma dell’assistenza psichiatrica, ci sarà una Sua risposta politica tanto da lasciare un segno positivo?   Le chiedo inoltre, se sono vere le notizie che circolano nelle corsie ospedaliere italiane, dove si impone in nome del risparmio limitazioni al diritto alla vita ed alla salute dei cittadini restringendo i tempi di degenza, ma cosa gravissima se compiuta su disabili, in tarda età ed ancor più terribile in fase agonizzante ?   Se la situazione è questa, allora è eutanasia, che il mondo della sofferenza e quello cattolico rifiuta categoricamente.

Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, ci può rispondere ?

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