Il 21 settembre di ogni anno con una Risoluzione Ufficiale l’ONU invita la comunità civile mondiale a celebrare la “Giornata Internazionale per la Pace” che per il 2011 è titolata “Pace e democrazia facciamo sentire la nostra voce”.

 

Nel motto “La speranza di ogni generazione è un mondo di pace ed unità” l’UPF-IIFWP di Monza (Universal Peace Federation) ha organizzato, per mercoledì 21 settembre 2011 alle ore 20,45 in Piazza Trento e Trieste (Municipio), un incontro tra esponenti delle diverse fedi e comunità religiose, le quali offrono a rotazione un momento di preghiera e riflessione come sostegno spirituale per la pace nel mondo.

E’ veramente significativa e da meditare l’iniziativa dell’UPF di Monza per la nobile, importante, altruistica e solidaristica manifestazione e per l’ impegno profuso a riunire le diverse comunità religiose a favore della pace, in un momento molto delicato in cui vive l’Italia ed il mondo, in questo periodo di rimarcato disorientamento.

Vorrei ricordare che il 10 dicembre 2011 ricorre il 63° anniversario della “Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo”, “Giornata” dedicata al ricordo e per la difesa di due diritti d’importanza fondamentale nazionale ed internazionale :

 

“  Ogni individuo ha diritto alla vita (art.3 ) ;

“ La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società ed ha il diritto di essere protetta della società e dallo Stato”(art.16).

 

La Raccomandazione all’osservanza di queste norme, ancora oggi in Europa sono, purtroppo, in discussione.

Il criterio fondamentale al quale si devono ispirare i diritti umani ed individuali, sono il diritto alla pace, alla vita, alla sicurezza individuale, concetti prevalenti nella n/s Costituzione e la Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo è stata emessa a seguito dei drammatici eventi verificatesi, purtroppo, nella seconda guerra mondiale.

1.) Nella titolazione di “Pace”, la migliore ed utile è quella interiore, quella delle n/s coscienze che si vuole bistrattare, essendo un valore di portata universale ed in grado di superare barriere sociali e religiose, allo scopo di eliminare qualsiasi tipo di conflitto, “fuori” dal prevalere dell’istituto terribile dell’eutanasia e dell’eugenetica, in una parola : la pace crea lo sviluppo delle attività umane.

Il pilastro centrale della politica sociale deve essere indirizzato verso il concetto persona e quale migliore incarnazione per l’uomo è la pace nella società, ma anche e soprattutto quella che deve prevalere nella famiglia, “soggetto” delle politiche sociali e malgrado le condizioni di fragilità e pur tra crescenti difficoltà resiste ancora in questo contesto sociale.

L’eutanasia, non possiamo peraltro nascondere che da qualche tempo “circola” nella quotidianità con provenienza da una certa spericolata politica, è condensata nei concetto dell’introduzione “sotterranea” di questa “metodologia”, presupponendo così di combattere non la malattia invalidante come si vuol far credere, ma discriminare ( per non dire eliminare), bambini anormali, disabili fisici, handicappati psichici, anziani non autosufficienti, malati terminali.

La vita umana è il valore più grande al quale tutti gli altri valori nell’ordine storico sono subordinati e la dignità della vita umana è indivisibile, cioè vale per tutti, per chi può difenderla e per chi non è in grado di  farlo.

Alcune argomentazioni in difesa della qualità della vita, potrebbero nascondere, ripeto, un disegno di selezione del genere umano, in quanto con la scusa di lenire il dolore si potrebbe arrivare ad annientare chi veramente soffre o chi potrebbe soffrire una volta venuto al mondo,

Ora è veramente inconcepibile e profondamente contraddittorio che la società civile tendente costantemente a riaffermare e difendere il valore della vita ( no alla guerra, alla pena di morte, al terrorismo ) la si neghi attraverso il tentativo di costruire un presunto diritto di “licenza di uccidere”, come pare sia prassi consolidata, il lasciare persone psichicamente instabili al loro destino dalle Istituzioni che di questa problematica ne hanno fatto una partita d’esito, un totale disinteresse.

Si deve “puntare” su una più equa ripartizione delle priorità, tutelando sempre più i diritti morali e sociali sia prima che dopo la nascita dell’uomo, come ci ricorda l’ONU, tra altre, nella “Convenzione sui diritti del Fanciullo” del 20 novembre 1989 e nella “Dichiarazione dei diritti dell’handicappato mentale “ dell’ONU del 20 dicembre 1971 dove si afferma che “l’handicappato mentale deve godere in tutto le misure possibili degli stessi diritti degli altri esseri umani”, argomenti di pressante attualità che a distanza di molti anni dalle loro emanazioni, ci “ricordano” che tutti hanno il diritto al rispetto dei propri diritti come sancisce, anche, l’art.13 del Trattato di Amsterdam che “combatte ogni discriminazione sociale “.

L’eugenetica è l’altra “forma” di eliminazione del genere umano, che unita all’eutanasia, sono argomenti molto inquietanti che violano quei principi fondamentali dei Trattati Internazionali e della n/s Costituzione e che costituiscono un atto, non velato, di “licenza di uccidere”.

Questa “forma” è proveniente da una corrente di pensiero molto antica tesa al il miglioramento della razza umana, una pratica biomedica di “marca dittatoriale o d’imposizione”, adottata in un recente passato per le terribili selezioni della purezza della razza e del genere umano, consistente nella soluzione che la specie umana vada migliorata con qualsiasi mezzo, dagli aborti per eliminare i “figli imperfetti”, all’eutanasia per eliminare la vita “senza senso” . Ma chi sono gli eugenisti?

Sono quelli che in nome di una sorte di pietà, per nulla a che vedere con la pietà cristiana, dichiarano che la vita attaccata al respiratore va eliminata per non soffrire la malattia; quelli che, forse, si ispirano al Malthus, un economista inglese che attribuiva alla sovrappopolazione il male e le miserie sociali; quelli che riconoscono più il valore degli animali, quest’ultimi che rispettiamo, che pongono l’uomo allo stesso livello se non sotto, mentre è molto più importante valorizzare e difendere il genere umano. Sbaglio ?

Ora, vogliamo far “sentire la nostra voce”  alle Istituzioni su un avvenimento : pare, che si vada uniformando nelle strutture ospedaliere, quel “budget del ricoverato”, consistente in una significativa indicazione di carattere economica, drammatica ed inquietante, che tende ad abbandonare al loro destino le persone deboli, sottoprotette, in condizioni di svantaggio, cittadini in situazioni di inferiorità, che verrebbero sottoposti anche a dimissioni anzi tempo dalle strutture ospedaliere senza una adeguata protezione alternativa, ancor più grave se i malcapitati sono persone disabili, in tarda età od in agonia.

Questo “metodo”, se vero, è eutanasia, una omissione di soccorso, reato penale, “fuori” dall’ordinamento giuridico italiano.

 Vedere http://digilander.libero.it/cristianiperservire/pdf/Petizione al Parlamento Italiano.pdf mia Petizione accettata col n.911 al Senato della Repubblica e col n.787 alla Camera dei Deputati. Attendiamo dal 30 ottobre 2009 che il Parlamento si decida a dare una esauriente risposta !

2.) Democrazia è l’ultimo elemento di questa n/s breve riflessione da considerare, consistente in uno Stato democratico, come l’Italia, fondata sul principio di democrazia, cioè governo di popolo.

Quest’ultimo concetto significa che la direzione della res pubblica può manifestarsi in due modi : con la democrazia diretta e con quella rappresentativa.

Provando a far emergere nozioni modeste di diritto pubblico ( ah! quanti anni sono passati!), la diretta avviene con la partecipazione del popolo alla formazione ed all’esercizio dei poteri statali e si esercita mediante il referendum, la petizione e l’iniziativa popolare,

Col referendum tutti i cittadini sono chiamati a pronunciarsi sulla validità di un atto giuridico compiuto da qualche organo dello Stato,( ad esempio consultazione del popolo su un problema di vitale importanza); la petizione consiste in una manifestazione del popolo mediante la quale esso richiede delucidazioni su un fatto od un evento( esempio quella da me inoltrata per conoscere la verità sul “budget del ricoverato” ai sensi dell’art.50 della Costituzione ) ; l’iniziativa popolare è una richiesta di un determinato numero di cittadini affinché la questione sia decisa con i mezzi del referendum ( ad esempio  nel diritto spettante ad un numero di cittadini di esigere che il popolo sia consultato in merito ad un provvedimento legislativo).

La democrazia rappresentativa avviene eleggendo organi attraverso i quali si manifesta la sovranità popolare ( ad esempio l’elezione di persone che rappresentano ed interpretano la volontà popolare) , come deputati, senatori, consiglieri regionali ecc.).

E’ necessaria, nonché impellente, la partecipazione di noi tutti, cristiani o non, nel considerare con solidarietà il n/s prossimo, perché il dolore e specialmente la solitudine non condannino nessuno alla disperazione.

Ancora una volta l’opinione pubblica, il mondo della sofferenza e quello cattolico, vogliono ricordare quelle norme di difesa, sempre più disattese dalla politica e dai Governi, per una più equa ripartizione delle priorità tutelando sempre più i diritti morali e sociali dell’uomo, che vengono rievocati giustamente in questo “International Day of Peace” dall’UPF-IIFWP di Monza, perché nella “Pace e democrazia vogliamo far sentire la nostra voce” sia prima e sia dopo la nascita dell’uomo, fino al suo naturale declino, perché il dissolversi dei valori etici non distrugga la convivenza civile !

Previte

 

http://digilander.libero.it/cristianiperservire