La polizia arresta centinaia di persone che partecipavano a una manifestazione

CHENNAI, martedì, 9 marzo 2010 (ZENIT.org).- Tre presuli e numerosi sacerdoti, suore e laici sono stati arrestati, insieme a centinaia di persone, venerdì 5 marzo vicino Chennai per aver partecipato a una manifestazione in difesa dei diritti degli “intoccabili” cristiani.

I presuli arrestati dalla polizia sono l’Arcivescovo di Madras-Mylapore, monsignor Malayappan Chinnappa, S.D.B., l’Arcivescovo di Madurai, monsignor Peter Fernando, e il Vescovo di Chinglepet, monsignor Anthonisamy Neethinathan, secondo quanto rende noto l’agenzia Ucanews.

La polizia indiana li ha trattenuti per quattro ore in occasione di un incontro di migliaia di persone con cui culminava una marcia di 500 chilometri a favore degli “intoccabili”, evento durato quasi un mese e iniziato a Kanyakumari, nel sud del Paese.

La manifestazione aveva l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione e le autorità indiane sulla situazione di emarginazione subita dai membri delle caste sociali più basse (in lingua locale “dalit”), in base al sistema tradizionale di divisione della società indiana.

I leader cristiani chiedono al Governo federale e ai Governi statali di mettere in pratica il Rapporto Ranganath Misra per garantire agli “intoccabili” cristiani e musulmani un aiuto per gruppi sociali svantaggiati.

Il presidente del Consiglio dei Vescovi del Tamil Nadu, l’Arcivescovo Chinnappa, ha dichiarato ai mezzi di comunicazione che i “dalit” cristiani e musulmani stanno subendo il ritardo nell’applicazione del Rapporto.

Questo documento della Commissione Mista stabilisce che non includere i cristiani e i musulmani nella lista dei beneficiari degli aiuti rappresenta una discriminazione per motivi religiosi che va contro la Costituzione dell’India.

I “dalit” vivono in sobborghi e possono aspirare solo a lavori faticosi e umili, ma dal 1950 il Governo indiano ha avviato programmi di promozione e inclusione sociale che prevedono vie preferenziali nell’istruzione e nel pubblico impiego per i membri di questa categoria.

Tali programmi, inizialmente rivolti ai “dalit” indù e poi aperti a quelli di religione sikh e ai buddisti, continuano tuttavia a escludere i cristiani e i musulmani, che rappresentano la maggior parte degli “intoccabili”.