(Dalla Galilea, Sara Fornari)

Il cardinale Pedro Rubiano Saenz, Arcivescovo di Bogotà e il cardinal Nicolás López Rodriguez, Arcivescovo di Santo Domingo, insieme a più di 150 tra arcivescovi e vescovi, provenienti da 15 nazioni dell’America Latina, concludono oggi un convegno in Galilea, sulla nuova evangelizzazione nelle loro terre. Il convegno si è svolto in Terra Santa su invito degli iniziatori del Cammino Neocatecumenale Kiko Arguello e Carmen Hernandez, presso la Domus Galilaeae, il centro internazionale gestito nei pressi di Korazim dal Cammino Neocatecumenale, in continuità con altri incontri che avevano visto riuniti i vescovi dell’Europa nella primavera del 2008, i vescovi dell’Africa nel 2007, e quelli di Asia e Oceania nel 2006. Per i presuli dell’America centrale e meridionale che ieri hanno celebrato la S. Messa nella Basilica dell’Annunciazione a Nazareth, nei giorni scorsi ci sono stati anche incontri con autorità civili, e con i pastori delle comunità locali, tra loro mons. Elias Chacour arcivescovo di Akka dei greco-melkiti cattolici; il vicario generale del Patriarcato Latino mons. Giacinto Boulos Marcuzzo; il Custode di Terra Santa P. Pierbattista Pizzaballa; il Nunzio Apostolico mons. Antonio Franco. Al centro del convegno, la situazione odierna della chiesa e del mondo, che i vescovi dell’America centrale e meridionale hanno esaminato, confrontando le proprie esperienze pastorali. Numerosi i vescovi delle diocesi di Colombia, Brasile, Venezuela. A testimonianza dell’interesse per questo importante incontro ecclesiale alcune conferenze episcopali, come quelle della Bolivia, hanno cambiato la data della loro riunione per potervi partecipare. Durante il convegno sono stati analizzati preoccupanti fenomeni, quali la diffusione delle sette e di utopie ingannevoli, fondate su antropologie che negano l’anima e il peccato originale, e inoltre, la proposta del ritorno all’indigenismo; tutti fenomeni da cui emerge, secondo questi presuli, l’urgenza di una iniziazione cristiana e di una pastorale missionaria. Questa sfida è stata raccolta concretamente dal Cammino neocatecumenale, come hanno attestato molti vescovi presenti che hanno sperimentato personalmente i frutti di questo itinerario di formazione cattolica. Una testimonianza, questa, recepita con grande interesse e speranza dal resto dell’assemblea. Secondo molti dei presuli, infatti, per rispondere alla crisi delle vocazioni, alla preoccupante diminuzione delle frequenze ai sacramenti, e all’attacco alla famiglia ed al matrimonio cristiano, è necessario tornare a piccole comunità cristiane dove possa avere luogo un’adeguata formazione e maturazione della fede.