“La teoria del genere”, che considera la differenza tra uomo e donna un fatto più sociale che biologico, si sta insinuando in Africa promossa subdolamente da agenzie Onu e Ong e “ben camuffata comincia ad infiltrarsi anche in alcuni ambienti ecclesiali africani”. Al Sinodo dei vescovi sull’Africa, in corso in Vaticano, il card. Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, ha lanciato oggi la sua accusa.

“Questa ideologia – ha detto Antonelli – viene diffusa attraverso i centri di salute riproduttiva, gli incontri locali di formazione, i programmi televisivi internazionali via satellite. Viene ricercata la collaborazione dei governi africani e delle associazioni locali, anche ecclesiali – ha aggiunto il cardinale – che di solito non si rendono conto delle implicazioni antropologiche, eticamente inaccettabili”. Della “teoria del genere” aveva parlato già nel pomeriggio di ieri, mons. Robert Sarah, segretario della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli che l’aveva definita “un’ideologia sociologica piuttosto bizzarra (sociologizzante) occidentale sui rapporti uomo-donna, che si oppone all’identità sponsale della persona umana, alla complementarietà antropologica tra l’uomo e la donna, al matrimonio, alla maternità e alla paternità, alla famiglia e alla procreazione. È contraria alla cultura africana e alle verità sull’uomo alla luce della Rivelazione”. “L’ideologia del genere – sono parole di mons. Sarah – separa il sesso biologico dall’identità maschile o femminile affermando che essa non è intrinseca alla persona, ma è una costruzione sociale. Tale identità può – e deve – essere demolita per consentire alla donna di accedere a un’eguaglianza di potere sociale con l’uomo e al singolo di ‘scegliere’ il proprio orientamento sessuale. I rapporti uomo-donna sarebbero così governati da una lotta di potere. La nuova ideologia è dinamica e si impone al tempo stesso alle culture e alle politiche. Esercita pressioni sul legislatore perché rediga leggi che favoriscano l’accesso universale alle informazioni e ai servizi della contraccezione e dell’aborto (concetto di “salute riproduttiva”), come pure l’omosessualità”. “Non ci possono essere pace, giustizia e stabilità in una società senza famiglia, senza la collaborazione tra l’uomo e la donna, senza padre e senza madre. L’Africa – ha concluso mons. Sarah – deve proteggersi dalla contaminazione del cinismo intellettuale dell’Occidente. È nostra responsabilità pastorale illuminare la coscienza degli africani riguardo ai pericoli di questa ideologia omicida”.

© SIR – 8 ottobre 2009