di Massimo Pandolfi
Tratto da Vite spericolate, il blog di Massimo Pandolfi, il 27 luglio 2011

A Bologna, in consiglio regionale, è esploso un caso singolare e a mio avviso molto grave.

C’era da eleggere il presidente della Commissione Pari opportunità e il governatore Errani (seguendo un principio promesso un anno fa) disse cheavrebbe proposto Silvia Noè, consigliere dell’Udc. E’ successo il finimondo. L’Idv, la rete laica e certi personaggi che ruotano attorno al mondo gay di sinistra hanno impedito che ciò avvenisse. ‘Una cattolicanon può’.

Quindi in Emilia Romagna siamo a una discriminazione alla rovescia. Cioè: Franco Grillini, ad esempio, tempo fa è stato nominato presidente della commissione lavori pubblici e nessuno (giustamente, stragiustamente, voglio sottolinearlo bene) ha detto una parola sul fatto che sia un gay dichiarato. Se invece si propone una cattolica per una commissione, scatta la discriminazione. Alla fine la Noè è stata scaricata e il presidente è un’esponente del Pd, Roberta Mori. Ho intervistato per il Carlino Silvia Noò che non le ha mandate a dire… Ecco l’intervista.

SILVIA Noè, si sente discriminata?
«Sì, sono stata tagliata fuori per i miei valori, la mia identità, il mio pensiero cattolico. Dicevano: serve ‘na rappresentante laica alla commissione pari opportunità. Beh, io sono per caso una suora?’.

No, però è una laica- cattolica…
‘Appunto. E ne sono fiera. Però sono stata sottoposta a un esame solo in funzione della mia appartenenza religiosa. Ciò è inaccettabile, gravissimo, discriminante’.

Qualcuno in realtà sussurra: l’Idv e la sinistra estrema, più che stoppare la cattolica Noè, hanno voluto fermare un possibile inciucio Pd-Udc…
‘Fandonie. Un anno fa Errani disse che alla presidenza delle commissioni avrebbe messo esponenti di tutto il consiglio regionale. Ora manca solo l’Udc’.

Errani prima l’ha proposta poi ha fatto dietrofrount: è delusa da lui?
‘Sì. Il presidente Errani ha accettato il veto posto nei miei confronti; è ostaggio di una sinistra estrema e di certi movimenti che continuano a discriminare i cattolici. E sfatiamo un luogo comune’.

Quale?
‘Si continua a dire che l’Emilia Romagna è una regione all’avanguardia, aperta a tutti. Non è vero. E’ aperta a una presunta maggioranza che ha una visione ideologica, parziale e antidemocratica e che non dà diritto di cittadinanza ai cattolici. A Bologna fecero in Comune un presepe con Moana Pozzi nuda inseguita dalla morte, sempre a Bologna patrocinarono una manifestazione intitolata ‘La Madonna piange sperma’. Non c’è rispetto per i cattolici’.

Silvia Noè come Rocco Buttiglione in Europa?
‘Sì, qualcosa del genere’

Ha parlato con Errani?
‘Solo a cose fatte. Era imbarazzato, non aveva avuto il coraggio di informarmi della scelta fatta’.

Le ha chiesto scusa?
‘Mi ha chiesto di comprendere ciò che è incomprensibile’.

Per lei cosa sono le pari opportunità?
‘Non sono solo le istanze del mondo omosessuale, ma anche l’accesso al mondo del lavoro, le retribuzioni, il rispetto delle donne, le battaglie per evitare le discriminazioni dei disabili; tutti argomenti per cui mi batto da sempre’.

Parliamoci chiaro, consigliera Noè: lei è stata fatta fuori da una potente lobby politica gay, sì o no?
‘Le confesso una cosa: da sempre lavoro nel campo dell’abbigliamento, ho tanti amici e collaboratori gay e i più belli attestati di solidarietà li ho ricevuti da loro’.

Che le hanno detto?
‘Non ti conoscono Silvia, loro non lo sanno che tu sei tutto fuorchè una bacchettona’.

Però l’hanno silurata perchè un cattolico è sinonimo di bacchettone…
‘Esatto. E mi dispiace da morire. Ho perso anche due amici omosessuali, so bene la sofferenza di persone che magari hanno il fidanzato che sta morendo in ospedale e loro non possono entrare in camera. Fosse per me modificherei il codice civile su queste cose qui. Mi sarebbe piaciuto dimostrare come sono fatta veramente, ma non me l’hanno permesso’.

Considerazione dal Miradouro: tutto ciò, naturalmente, è “da prendere con le molle”. La giunta regionale è abortista, eutanasica, pro gay e quant’altro, indipendentemente dal dare o meno una poltrona all’Udc. Diversa invece è la situazione dell’Udc, che viene a patti (e che patti!) per una poltrona…