L’iniziativa a sostegno della campagna europea “Uno di noi” voluta per garantire protezione giuridica all’embrione

D. A. JR Vatican insider

Nel Regina Caeli di questa mattina papa Francesco ne ha parlato, chiedendo di “mantenere viva l’attenzione sul tema così importante del rispetto della vita umana sin dal momento del suo concepimento». Si riferiva alla “Marcia nazionale per la vita” che si è svolta oggi a Roma, e all’iniziativa delle parrocchie italiane a sostegno della campagna europea “Uno di noi”, attuata “per garantire protezione giuridica all’embrione, tutelando ogni essere umano sin dal primo istante della sua esistenza”. Le parrocchie di tutto il Paese oggi hanno promosso la campagna di sensibilizzazione volta a riconoscere “pieno statuto” all’embrione e a dire “no” ai finanziamenti per la sperimentazione sugli embrioni umani: consiste nella raccolta di firme per fare arrivare alle istituzioni europee la richiesta di riconoscere nel bambino non ancora nato un titolare a pieno titolo dei diritti umani. A Roma, oggi, erano in 30mila. “Si tratta di un gesto concreto”, ha spiegato il presidente della Conferenza episcopale italiana card. Angelo Bagnasco, a margine della conferenza stampa tenuta venerdì dalle Conferenze episcopali europee che hanno incontrato per la prima volta il Papa, “perché la coscienza europea non perda se stessa sulla promozione della vita umana in tutte le sue fasi”. Il cardinale Peter Erdo, arcivescovo di Esztergom-Budapest e presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa, ha dichiarato che “se sarà necessario, siamo pronti a scendere in piazza per difendere i diritti fondamentali”.

“Ci auguriamo che siano migliaia e migliaia gli italiani che sottoscriveranno l’appello”, afferma Maria Grazia Colombo, portavoce del Comitato italiano “UnoDiNoi”, formato dalle principali – e numerose – sigle del mondo cattolico, “e questo a prescindere dal loro essere credenti o no. La firma non difende una questione religiosa – sottolinea – ma l’affermazione del laicissimo principio di uguaglianza, porta a compimento il lungo cammino dei diritti umani che nel corso dei millenni ha progressivamente cancellato ingiuste aree di ‘non umanità’: gli schiavi, i neri, le donne…”. “La campagna di raccolta di adesioni proseguirà fino al prossimo 1 novembre – prosegue – ma in questa specialissima giornata di mobilitazione ci rivolgiamo soprattutto ai credenti ai quali consegniamo una speranza in più: quella di dare un segno di grande unità su temi, come il rispetto dell’uomo, sui quali non può esserci incertezza”. “I Vescovi europei – aggiunge – hanno detto, incontrando il Papa, che l’Europa è al bivio e deve scegliere se abbandonarsi alla tentazione di rinnegare se stessa, la propria storia, i propri ideali o se riprendere il suo ruolo di motore della civiltà”. Ecco che “Uno di Noi può segnare proprio l’inversione di marcia del vecchio Continente. Ma le firme devono essere tante”, è l’appello di Colombo, “più del milione minimo richiesto dalla normativa. Per questo chiediamo a tutti di recarsi nei centri di raccolta firme o aderire online entrando nel sito www.firmaunodinoi.it “.