Commentiamo il brano evangelico della domenica con un amico di Pontifex, Monsignor Giovanni Battista Pichierri, Arcivescovo di Trani, pastore quanto mai sensibile alle esigenze della sua Diocesi e attento esegeta. Eccellenza, che cosa ci dice il Vangelo?: ” credo che sia la opportuna e conseguenziale continuazione di quanto proclamato sette giorni fa e la liturgia in questo periodo, con San Giovanni, inisiste sul rapporto tra il Padre e il Figlio, nel senso che il Figlio rappresenta il Padre e ne compie la volontà glorificandolo”. Dunque vi é una simbiosi tra Padre e Figlio: ” sono una persona sola e chi conosce il Figlio, glorifica il Padre. Specie quando ne segue la Parola”. Nel brano di questa domenica si dice chiaramente che chi ama Cristo segue la sua Parola: ” é la diretta conseguenza di quanto letto sette giorni fa. In quella circostanza Cristo presentava la nuova legge, il comandamento nuovo dell’ amore, ora va un poco più avanti e ci …

… dice che in che modo questo comandamento dell’ amore va seguito”.

E allora, come?: ” viene detto chiaramente che l’ amore verso Dio é sterile senza un amore verso gli altri e chi ama il Padre deve amare il Figlio, mettendo in pratica i suoi comandamenti e specialmente quello della carità, considerando che Cristo é amore. Pertanto, chi ama Cristo deve farlo seguendo scrupolosamente e non solo in teoria, i suoi comandamenti”.

E dunque?: ” ne discende che colui il quale non segue la parola di Dio, nel merito e in verità, non ama Cristo. In sostanza, l’ amore verso Cristo é una cosa allo stesso tempo semplice, ma richiede sforzo, quello della coerenza. Non possiamo dire sinceramente amo Dio e non voglio bene al mio prossimo. Bisogna dunque, mettere in pratica quanto ci viene detto, anche se costa sacrificio”.

Come si fa?: ” prima di tutto con la docilità all’ ascolto. Se non si ascolta la Parola, durante la Eucarestia, non la si conosce e dunque non la si realizza. Poi con gli esempi. Un autentico cristiano non é credibile se non rispetta nella condotta quello che legge e professa, sarebbe un grande ipocrita e finirebbe persino col fare danno e scandalo alla Chiesa e alla comunità. Dunque é necessario vivere onestamente, rettamente, con sobrio distacco dai beni materiali che in sé non sono uno scandalo, con amore per la giustizia e la verità, e la ricerca della solidarietà, mettendo da parte violenza e orgoglio, creazioni diaboliche”.

Tema della violenza: é mai possibile litigare per motivi religiosi?: ” la religione non é mai  violenza, ma spirito di tolleranza. Pertanto, ogni pretesa di imporre la religione con la forza, é irragionevole”. Negli Atti degli Apostoli si legge una evidente censura alle unioni illegittime: ” tutte le forme di unioni illegittime o improprie,siano etero che omosessuali, contrastano con la legge di Dio e la offendono gravemente. La pratica omosessuale é contro natura e questo va detto con carità e fermezza, offendono Dio e certe cose, anche se impopolari, vanno dette”.

Bruno Volpe

da Pontifex.roma.it