Cattolici scandalizzati, possibilisti, desolati per la coppia Casini-Viale
Tratto da Il Foglio del 2 febbraio 2010

Roma. “Non esiste alcuna possibilità che l’Udc possa stare in una coalizione guidata dalla Lega. Ma non c’è neppure nessuna ipotesi che l’Udc si possa aggiungere alla coalizione che attualmente governa la regione… quella della giunta Bresso è una coalizione che abbiamo contestato, avversato e che su punti fondamentali, primi fra tutti quelli dei valori e delle questioni etiche, ha portato avanti idee diverse dalle nostre”: parola di Pier Ferdinando Casini, che così (cronaca torinese della Repubblica, 10/10/09), sottolineava distanze ora evidentemente colmate, al punto da consentire il cartello che vede, in Piemonte, l’Udc apparentata al Pd e ai radicali di Silvio Viale, piazzista militante della pillola abortiva Ru486.

Ma che ne pensano i cattolici? Se la curia torinese sceglie un arcigno riserbo, il sociologo torinese Massimo Introvigne, vicepresidente nazionale di Alleanza cattolica, dice al Foglio di considerare l’alleanza Udc-Bresso-Viale “particolarmente scandalosa. Non si tratta – come nel caso dell’appoggio Udc a Renzo Tondo in Friuli, un laico di centrodestra che sosteneva Beppino Englaro – di scegliere una persona con la quale i cattolici possono essere in dissenso su singoli temi. Quella della Bresso, come lei stessa rivendica sul suo sito, è una vita consacrata alla causa laicista. E’ lei che racconta di aver cominciato la propria carriera politica con Franca Rame nel Cisa di Emma Bonino. Che si tratti di Ru486, di fine vita, di scuola, di identità religiosa, di matrimonio omosessuale, le posizioni della Bresso sono anticattoliche: il laicismo è l’asse portante della sua azione. Ha pienamente ragione la Bonino, quando dice che non c’è differenza tra sostenere lei e sostenere la Bresso. Vita, famiglia, libertà di educazione: sono questi e non altri i principi non negoziabili per un cattolico. Come la Bresso possa essere sostenuta da un partito cattolico, davvero non lo capisco. In Piemonte l’Udc sta facendo un errore molto grave”.

Un altro sociologo di area cattolica, studioso della chiesa e firma della Stampa, Franco Garelli, non si scandalizza. Pensa invece che “il bipolarismo esponga per sua natura a scelte che possono essere controverse. La Bresso non ha mai negato i suoi orientamenti e se ne è uscita con dichiarazioni non troppo amichevoli nei confronti della chiesa cattolica. Ma è anche vero che, in tutti questi anni in cui ha governato la regione, ha tranquillamente fatto parte del tavolo con le istituzioni – progettato e attivato dall’arcivescovo di Torino – che ogni sei mesi, per un pomeriggio intero, ragionava sui temi emergenti. La Bresso ha sempre avuto una parte attiva e  collaborativa in questo tavolo. E poi, se guardiamo dall’altra parte, ci sono anche i leghisti che accusano i vescovi di inventarsi nuovi comandamenti sull’immigrazione. Penso che la scelta di Casini – aggiunge Garelli – non sia stata fatta sulla base di quello che pensa la Bresso, ma sulla base di accordi politici e di programma. L’Udc avrà fatto i propri conti. Magari il programma sulla sanità soddisferà entrambi, la Bresso avrà promesso di fare certe scelte e di coinvolgere certi esponenti della formazione guidata da Casini: spero, da cittadino, che le cose siano andate davvero così”.

Lo scrittore e giornalista Lorenzo Mondo, ex vicedirettore della Stampa, vede infine nelle nozze Casini-Bresso “uno dei tanti girotondi a cui si presta l’Udc nell’attesa e nella speranza che Berlusconi passi la mano. Quell’apparentamento piemontese è senza dubbio un’espressione di incoerenza (anche se qualcuno potrebbe osservare che ha almeno il vantaggio di mettere nell’angolo la sinistra più radicale: ma non è un’obiezione che riesca a dissolvere tutti i dubbi). La cosa, insomma, sa di pateracchio. E non è l’unico di questa tornata politica. Personalmente, mi trovo nella condizione di inclinare verso il vituperato atteggiamento di Prezzolini, il quale sosteneva di ritrovarsi nel raggruppamento degli àpoti: quelli che non la bevono”.