da Panorama

Falso allarme per la sicurezza del Papa ieri, al suo arrivo a Fatima. Benedetto XVI era decollato alle 16.40 dall’aeroporto Figo Maduro di Lisbona diretto a Fatima a bordo dell’elicottero “Merlino” messo a disposizione dalla Forze Armate. Nella parte finale del volo, i radar dell’aereonautica portoghese hanno rilevato la presenza di un velivolo non identificato a tre miglia di distanza dall’elicottero papale. Immediatamente sono decollati i caccia F16 ma, dopo una breve perlustrazione, hanno escluso la presenza di velivoli non identificati nello spazio aereo protetto. In seguito le autorità hanno attribuito il falso allarme a un’eco dei radar. Così Benedetto XVI ha potuto svolgere senza problemi tutto il programma stabilito, compiendo con l’elicottero anche il giro completo della spianata del santuario di Fatima prima di atterrare.

Con l’arrivo a Fatima, è completamente cambiata l’atmosfera della visita del Papa in Portogallo. Appena giunto al santuario, Benedetto XVI si è recato nella cappella delle apparizioni e ha colpito tutti i presenti l’intensità e la concentrazione con la quale si è fermato a pregare. Ma il momento più emozionante è stato la fiaccolata notturna: Ratzinger ha recitato il Rosario sulla spianata del santuario alla luce di centinaia di migliaia di candele dei pellegrini.

Anche questa mattina la piazza del santuario è gremita: i pellegrini sono giunti da tutto il Portogallo. Molti anziani, soprattutto donne, che arrivano dalle campagne. Ma anche giovani e famiglie. Hanno dormito al freddo, nelle tende sotto la pioggia della notte per aspettare il Papa. Intanto ieri pomeriggio molti, prima dell’arrivo di Benedetto XVI, facevano la tradizionale penitenza di Fatima: percorrevano in ginocchio, per centinaia di metri, l’immensa spianata fino al santuario.

Moltissimi gli italiani, circa 40 mila, arrivati con mille pullman e tanti altri stranieri: sono le “armate del Papa” che lo accompagnano in ogni pellegrinaggio in tutte le parti del mondo. Appartengono al cammino neocatecumenale. A mobilitarli ci pensa il sostituto alla segreteria di Stato, monsignor Ferdinando Filoni, che segue tutti i viaggi del Papa e fa parte anche lui del cammino neocatecumenale. Non è difficile riconoscere i neocatecumenali che seguono Ratzinger: tamburelli, chitarre e bandiere con l’icona della Madonna dipinta dal fondatore, Kiko Arguello. Nonostante siano stati richiamati proprio da Ratzinger per l’eccessiva “creatività” con la quale interpretano le liturgie della Chiesa (ma non hanno ricevuto alcuna sanzione), puntuali si ritrovano a tutte le cerimonie del Papa. E domenica prossima, 16 maggio, saranno in piazza san Pietro per testimoniare la solidarietà dopo gli attacchi al pontefice sulla pedofilia. Un autentico tour de force per le armate del Papa.