Le ventilate ipotesi di anticipate elezioni politiche ed allo scioglimento del Parlamento, con la conseguente sospensione di ogni atto amministrativo concernente l’avvio di attività legislative, comporta ogni impossibilità di vedere riordinare l’assistenza psichiatrica in Italia, malgrado che nelle n/s Petizioni abbiamo più volte richiesto un’Indagine Parlamentare ( come si può visionare nel sito http://digilander.libero.it/cristianiperservire ).

Ormai è inutile ripetere che le leggi che hanno “ordinato” la chiusura degli ospedali psichiatrici, ( leggi non applicate per quelli privati (?), per quelli Giudiziari (!) e per quanti sono “ospiti” (!) nelle carceri) e la quasi inutilità dei vari “Progetti-Obiettivo”, non hanno adeguatamente previsto quell’insieme di misure e di strutture necessarie volte alla tutela della salute mentale dei cittadini, specialmente di quelli affetti da gravi psicosi e da disturbi psichiatrici di natura ed intensità diversi colpiti da forme di depressione o da schizofrenia.

Ormai è inutile ripetere che malgrado l’emergenza constatata quasi ogni giorno da episodi dettati da menti psichicamente instabili le Istituzioni e la politica, ormai sono da considerare come quegli “esseri senzienti” ( come recita la Costituzione Europea art.III-121) : che non “vedono”, non “sentono”, non “odono”!

Questo nostro Paese appesantito da molti e svariati problemi, prigioniero di miserie morali ed egoistiche, di enunciazioni utopistiche, di inutili esternazioni, di inqualificabili litigiosità, ha bisogno di un rinnovato impegno e di una maggiore comprensione anche per l’uomo che non possiede per intera la salute, come il malato psico-fisico ritenuto un “morto sociale”.

Abbiamo sempre avuta la speranza che si potesse aprire uno spiraglio di mutamento della situazione da moltissimi anni, ma questa è naufragata nel mare del disinteresse e del silenzio di “coloro” che dovevano provvedere.

Oh! quante morti pesano sulle loro coscienze!

 

Dovrei pormi la frase che Re Juan Carlos di Spagna ingiunse, il 10 novembre 2007, a Hugo Chavez Presidente Venezuelano durante il vertice ispano-americano a Santiago del Cile : “por que no te callas” (perché non stai zitto?)

Ma come si può tacere innanzi a quanto avviene in Italia, dove ci pare di essere stranieri in Patria in quest’inferno dantesco ?

Cosa bisogna dire ai politici che ci dovrebbero seriamente governare ed invece si comportano come galli nel pollaio di manzoniana memoria  beccandosi per un nonnulla e che non riescono a distinguere le “cose urgenti” dalle “cose strambe”?.

L’argomento non interessa nessuno ( i “matti” non portano voti), nessuno s’interessa dell’argomento, ( perché a nessuno interessa questo argomento) salvo casi eclatanti per i quali allora la solidarietà si accende e si spegne nel giro di una notte.

Non è stata sufficiente la de-istituzionalizzare delle strutture manicomiali per una pseudo integrazione nella società civile di “persone” che sempre più dimostrano, come la cronaca quasi giornaliera ci propina, un disagio psichico diffuso e continuo.

Una parola di speranza nutriamo, che si instauri o si restauri per il bene comune quell’istituzione naturale, la famiglia, dove in quel focolare domestico si “ricoverano e si curano” i suoi componenti ( che la stessa riflessione dell’antica Roma non esitava a definire “Principium urbis est quasi seminarium rei publicae” ( Il nucleo primo della città è quasi il semenzaio dello Stato).

Morale: è necessario ed impellente incamminarci verso una società civile e compatta, come la famiglia, e non come estranei gli uni agli altri dove ciascuno si sente un po’ abbandonato e bada a cavarsela da solo, ricorrendo in alcuni casi al crimine od alla violenza.

Il Governo Prodi, rappresentato dal Ministro della Solidarietà Sociale e dal Sottosegretario dello stesso Ministero, hanno sottoscritto la “Convenzione Internazionale sui diritti delle Persone Disabili” delle Nazioni Unite del 6 dicembre 2006 prot. A/61/611 0664530, secondo notizie dei mass media, con l’impegno a “ ridurre i tempi ed a promuovere le indispensabili misure legislative per la concreta applicazione dell’Accordo”.

E’ stato si ratificata il 20 febbraio 2009 quella “Convenzione” da parte del Governo Berlusconi, ma in maniera molto svantaggiosa, deprecabile, inutile al mondo della disabilità psico-fisica ed a quello cattolico per l’incapacità di adottare quelle misure legislative volute.

Queste verità, queste realtà, queste considerazioni, ci lasciano assai dubbiosi delle vane parole e dei comportamenti delle Istituzioni, per il tempo ormai perduto in un sistema legislativo e  sanitario, come quello vigente in Italia, troppo lento nell’aiutare persone affette da gravi forme di malattia, specie quella psico-fisica, e da un sistema legislativo troppo lontano dalla realtà.

La eventuale chiusura della legislatura e del Parlamento pongono un grosso ostacolo alle riforme tanto conclamate, fra le quali auspichiamo quella sull’assistenza psichiatrica.

Le Istituzioni, tutte, non possono più disattendere il “problema” volgendo lo sguardo altrove! Chi ha orecchie da intendere, intenda!.

Previte

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