Dopo il divorzio, la contraccezione, l’aborto, la droga, fecondazione artificiale, l’ultima frontiera del nichilismo odierno è l’ideologia di genere. Cioè si mette in discussione il proprio sesso, non si nasce donna o uomo ma si diventa. Questo movimento sostiene che l’identità delle persone non è qualcosa di dato alla nascita, ma una identità socialmente costruita, e quindi si rifiuta in modo categorico che le persone possano essere definite utilizzando termini connotati sessualmente (“l’uomo”, “donna”, “mamma”, “papà”, “bambino/a”, “ragazzo/a”…), o incasellate in categorie predefinite. Non unione tra «un uomo e una donna» ma «tra due persone, anche dello stesso sesso». L’iniziativa di una casa editrice che fornisce libri di testo scolastici di scienze nelle scuole primarie e secondarie olandesi va in questa direzione, hanno deciso di cambiare la definizione di coppia. Il sindaco di Amsterdam ne ha reso obbligatoria l’adozione in tutti gli istituti, affinché si promuova “la tolleranza nei confronti degli omosessuali ed evitare quelle azioni ostili a cui ancora si assiste nella nostra società. In realtà, l’iniziativa va ben più in là. Perché modifica in modo radicale il concetto di coppia. Non solo. In uno dei capitoli si legge: «Gli omosessuali possono perfettamente creare le loro famiglie e allevare i figli. Non c’è niente di strano in questo”. (Francesca Bertoldi, Olanda, coppie gay anche nei libri di testo, 7.8.2010 Avvenire).

I teorici dell’identità di genere, suggeriscono di costruire categorie di gruppi, associazioni liberamente stabilite dagli individui. Quindi il sesso, come diceva Kinsey, diventa un’attività che dà piacere, e può darlo in tutti modi. Che debba essere orientato in una determinata direzione piuttosto che un’altra è soltanto un’imposizione moralistica costruita dalla società.

Questi temi sono discussi in un agile e interessantissimo libretto di Roberto Marchesini, psicologo e psicoterapeuta, che si occupa da anni, in prima persona, Come scegliere il proprio orientamento sessuale (o vivere felici), edito da Fede & Cultura di Verona (pp.57, 8 euro).

Verso quale tipo di società ci stiamo incamminando? Si chiede nella prefazione Francesco Agnoli. Per l’uomo del terzo millennio, nulla è più illecito e impossibile, è diventato capace persino di cambiare il suo sesso, di riplasmare il suo corpo, completamente, quando gli sembra, purtroppo, che gli stia stretto. Vladimir Luxuria, ex deputato al Parlamento italiano, confessava che il corpo non è una casa facile da abitare… Agnoli insiste nelle domande: un uomo che si sente male nel suo corpo, che ricorre ogni giorno a terapie ormonali e assai spesso a modifiche chirurgiche del suo fisico, è un uomo felice o una persona terribilmente annoiata dalla vita?

Certamente qualsiasi psicologo onestamente saprebbe cosa rispondere, soltanto che subito sarebbe accusato di essere un retrogrado oscurantista. E’ già successo infinite volte, – scrive Agnoli – e oggi quasi più nessuno ha il coraggio di ricordare quanti suicidi nascono dalla transessualità e dall’omosessualità esercitata, quanta tristezza alberghi nella vita di coloro che non hanno potuto o voluto completarsi nel rapporto profondo con una creatura dell’altro sesso, a loro complementare.

Roberto Marchesini in questo saggio illustra la potenza devastante dell’ideologia di genere, tra l’altro racconta uno degli esperimenti più perversi e devastanti della storia dell’umanità: il tentativo di allevare un bambino, Bruce Reimer, come fosse una bambina…Gli esiti sono aberranti. Diventate quello che siete, ci dice Marchesini, da psicologo e attento osservatore dell’uomo qual’è.

DOMENICO BONVEGNA

[email protected]