di Fulvio Panzeri
Tratto da Avvenire del 18 settembre 2010

Nell’Autobiografia, Chesterton racconta in che cosa è consi­stito il centro simbolico che ha dato origine ad uno dei suoi romanzi più intensi, La sfera e la croce, parlando di «un intreccio che si imper­niava intorno a due uomini ai quali la polizia costante­mente impedisce di fare un duello per lo scontro fra l’empietà e l’adorazione, o per ciò che le persone degne di rispetto chiamerebbero ‘una semplice divergenza di religione’». Un impianto narrativo entro il quale co­struisce una parabola sulla contemporaneità che anco­ra oggi risulta attualissima, soprattutto nel contesto in cui la colloca Chesterton, che aggiunge: «Credo che l’i­dea che il mondo moderno sia organizza­to, in rapporto alla più evi­dente e alla più urgente di tutte le do­mande, non tanto per ri­spondervi in modo sbaglia­to, quanto per impedire che vi si risponda, sia una visione della società che ha vera­mente un significato non in­differente». È proprio questa ‘dimensione’ volta a mette­re in dubbio il concetto di negazione o di assolutizza­zione di una ‘visione’ del mondo a rendere La sfera e la croce uno dei romanzi più intensi dello scrittore inglese che gestisce questo impian­to dialogico, in cui la forza dello scrittore si nutre e si compenetra con quella del pensatore e dell’acuto dissi­mulatore dei pregiudizi che attanagliano il cuore umano, all’interno di un bizzarro, stravagante e a tratti visiona­rio affresco. Eppure tra tutti i romanzi di Chesterton La sfera e la croce è tra i meno noti. Poche sono le edizioni italiane del libro, una nel 1927 e un’altra del 1956. L’ul­tima proposta è di vent’anni fa, nel 1991, una ripresa dell’edizione del 1980, pub­blicata da Città Armoniosa, con una notizia di Carlo Bo che scriveva: «Fantastico e irreale, questo romanzo a­dombra di un’allegorica lot­ta le posizioni dell’ateo e del credente, lotta che trova conclusione e superamento nel rispetto della verità». Ora possiamo, riscoprire a tutti gli effetti, questo Chesterton poco noto, grazie alle nuova edizione di Morganti edito­re, con la traduzione di Pao­lo Morganti, che continua il suo lavoro di revisione delle traduzioni italiane dello scrittore inglese, ristabilen­do la traduzione integrale del testo, che non era rispet­tata nelle versioni italiane precedenti, oltre ad accom­pagnare l’edizione con una serie di note, assai utili che aiutano il lettore a capire ri­ferimenti e contesti cui Che­sterton fa riferimento.

Difficile raccontare un libro così complesso, soprattutto dal punto di vista ideale. A volere il duello sono due uo­mini che hanno due visioni antitetiche della vita e del mondo. Del resto il tema del doppio è un elemento strutturale di non poca im­portanza in questo ro­manzo, a par­tire dal titolo.

Il primo, Turnbull, è un acceso so­stenitore del razionalismo e da anni cer­ca di far co­noscere le sue idee su un giornale che si chiama ‘L’Ateo’; l’altro è Mac Jan, uomo religioso e mistico, legato alla tradizioni della sua terra, la Scozia.

Un’offesa di Turnbull alla Madonna, veicolata sul suo giornale, diventa l’occasione della sfida, che non riuscirà ad aver luogo, complice l’a­zione del professor Lucifero che apre il romanzo in ma­niera fantastica e folgorante mentre sorvola con un va­scello volante, da lui stesso progettato, una Londra o­scura, insieme al monaco e­remita Michele. Romanzo assolutamente da rileggere, in cui Chesterton, come ulti­ma lezione, sostiene la ne­cessità della sfida, contro u­na visione univoca. Secondo Paolo Morganti «enuncia che ogni uomo intelligente­mente comprende che la Ragione e la Mistica sono in­dissolubilmente unite».

Gilbert K. Chesterton
LA SFERA E LA CROCE
Morganti editori – pp. 336 – euro 15,00