Continua la carellata di opinioni raccolta da Pontifex sulla necessità dei preti di… vestire da preti. Ecco l’ autorevole parere del professor Stefano Zecchi, ordinario di estetica alla Università di Milano. Professor Zecchi, secondo i canoni della estetica, meglio il prete tradizionale o quello in borghese?: ” non ci sono dubbi. Preferibile il sacerdote che vesta abiti clericali, preferibilmente la talare, rende maggiormente la idea del sacro ed anche visivamente avvicina maggiormente il fedele alla idea di Dio. Secondo criteri estetici rende maggior efficacia del ruolo, il prete che vesta come la tradizione impone e la gente, tutto sommato, quello si aspetta dal sacerdote”. Che cosa pensa  di quei ministri del culto che invece camminano in borghese?: ” da cattolico non condivido, ma credo che anche sotto il profilo dei canoni estetici sia sbagliato e non incoraggiante. Il jeans o il maglione di lana, o peggio ancora la …

… camicetta, si usano per andare a pescare o a correre, mai per la attività pubblica e quella del sacerdote ha questa dimensione. Poi non comprendo per quale ragione il sacerdote debba privarsi di un elemento disitntivo, come la sua veste. Insomma, boccio esteticamente il prete maglione e jeans, non fa per me e non rispetta criteri e canoni estetici. Del resto nella iconografia e nell’ arte, il prete viene sempre dipinto con talare e ci sarà pure un motivo. L’ arte é bellezza e dunque se un prete viene raffigurato in quel modo e non altrimenti, gli stessi artisti hanno pensato che quella maniera di vestirsi rappresentasse la idea del bello e dell’ armonioso concetti che coincidono col sacro”.

Come deve essere il prete?: ” raffinato. Ma attenzione per tale concetto non intendo il lusso. La raffinatezza si ottiene anche e spesso nella sobrietà. Esiste gente che rimane pacchiana anche in smoking. Ma il prete vestito con la talare da una idea della eleganza, sempre che questa talare sia ben curata, stirata ed ordinata. Se gli stessi paramenti sono trasandati o mal fatti, siamo nella sciatteria”.

Che cosa significa sciatteria?: ” scarsa cura o dedicazione alla  forma. La liturgia e il sacro non vivono solo di concetti, ma anche di messaggi e dunque dal prete si chiede una predisposizione al decoroso, sia nel vestire che nella celebrazione della messa, evitando paramenti mal fatti o sporchi, ornamenti liturgici dozzinali e sporcizia degli ambienti. Una decoro anche formale rende maggiormente accettabile la figura del prete e la celebrazione”.

Che cosa vuol dire la trasandatezza?: ” indifferenza verso quello che si celebra e nei confronti dei fedeli, da la sensazione di un prete che non crede in quello che fa”. Importante il rispetto della tradizione?: ” certo, la modernità non può fare a meno della tradizione, vive in essa”.

Bruno Volpe