Papa Benedetto XVI, domenica scorsa, ha ricordato che il senso del peccato sta venendo meno, ed anche all’ interno della Chiesa. Di questo tema discutiamo con il noto psichiatra e criminologo, professor Francesco Bruno. Professor Bruno, non le chiediamo questioni teologiche, ma secondo lei, da che cosa dipende l’ attenuazione del senso del peccato?: ” da una generale diminuzione della consapevolezza esistente oggi tra il bene e il male, tra quello che é giusto e quello che é sbagliato. Siamo davanti ad una società troppo permissiva che nel nome di una falsa idea della libertà ,ha dimenticato che bisogna saper dire dei no motivati e al momento giusto”. Lo si chiede anche ai preti?: ” il fedele non vuole un prete che dica sempre sì o che lo commiseri in ogni caso. Il prete, per poter rappresentare davvero un baluardo di sicurezza, sia allo stesso tempo severo e paterno, ovvero  riscopra il senso di autorità, che non vuole …

… dire comando, ma autorevolezza. Un prete poco credibile nella vita di ogni giorno non é un esempio che il fedele possa seguire, ma il prete che interpreta con diligenza, fermezza e rigore il suo compito, viene apprezzato dagli stessi fedeli i quali sanno riconoscere i buoni dai cattivi maestri”.

La Chiede deve essere dogmatica?: ” alt. Da cattolico dico di sì in quanto i principi certi, se ci si professa cattolici, non si discutono. Lo scienziato, per sua indole, é meno propenso al dogma e maggiormente al dubbio. Insomma la nostra vita di scienziati cattolici é dura. Credo nel dogma di fede e al tempo stesso mi tormenta la ricerca”.

Una volta esisteva il catechismo di San Pio X, meno complicato e più schematico sul quale si sono forgiati tanti fedeli, lo trova valido?: ” paradossalmente mi sembra migliore, in quanto i fedeli non sono teologi e non hanno bisogno di lunghe dissertazioni. Se le vogliono, se le cercano e le approfondiscono. Ma in tema dottrinale, meglio lo schematismo, la distinzione netta tra quello che va bene e quello che cozza contro la verità e la giustizia, ecco la necessità, che torna, di stabilire regole chiare tra bene e male. Poi oggi latita un altro punto fermo”.

Quale?: ” il senso di responsabilità. Ciascuno, la chiesa lo chiama relativismo etico, fa quello che gli pare e come vuole senza dover rendere conto non alla giustizia, ma a sé stesso e agli altri. Un mondo in cui la gente avesse maggior senso di responsabilità dei propri atti sarebbe migliore”.

Tema omofobia, lei che ne pensa?: ” il vero nodo non é la omofobia militante, quelli che menano i gay che sono barbari intolleranti e dovrebbero finire in carcere. I gay non vanno discriminati,ma di qui a fare passare la omosessualità per naturalità ne corre”. Ovvero?: ” lo ho già detto, anche se vado contro il parere della Organizzazione Mondiale della sanità: la omosessualità é un disturbo che va contro  natura, di per sé eterosessuale”.

Bruno Volpe