La riflessione del Pontefice durante l’udienza del mercoledì. “In questo contesto diventa problematico anche il rapporto con Dio-padre”

da Vatican Insider 

«Non è facile oggi», soprattutto nel mondo occidentale, «parlare di paternità». Lo constata il Papa nell’udienza generale del mercoledì davanti a circa 5.000 persone da tutto il mondo, riflettendo sulla fede in un Dio come Padre, osservando che spesso «famiglie  disgregate, le preoccupazioni quotidiane, gli impegni pressanti, la difficoltà a «far quadrare i bilanci», «la invasione dei mass media nel vivere quotidiano» sono «alcuni dei fattori che possono impedire un sereno rapporto tra padre e figlio», la «comunicazione diventa difficile, viene meno la fiducia e il rapporto con la figura paterna». In questo contesto, ha osservato il Papa «diventa problematico anche il rapporto con Dio»: «a chi ha fatto esperienza di un padre «autoritario e inflessibile o addirittura assente non è facile pensare a Dio come padre, abbandonarsi a lui con fiducia». Da qui Benedetto XVI ha sviluppato una riflessione sia sulla paternità di Dio che sulla sua onnipotenza. La riflessione del papa-teologo si è poi spostata sul tema della morte. Se si riesce a «rispondere al male non con il male ma con il bene, e agli insulti con il perdono, allora l’amore ha davvero vinto, la morte è definitivamente sconfitta perché trasformata nel dono della vita». Ecco perché, afferma il Papa, in Dio «la morte è inghiottita e privata del suo veleno e noi – ha detto – liberati dal peccato possiamo accedere alla realtà di figli di Dio» e «esprimiamo la nostra fede nella potenza dell’amore di Dio». Ratzinger non ha risparmiato una stoccata a certi teologi. La «onnipotenza di Dio», ha detto,  è «contro i nostri schemi» e «come è possibile pensare alla onnipotenza di Dio davanti alla croce di Gesù e alla sofferenza?». «Così oggi diversi teologi dicono che Dio non può essere onnipotente» e molte persone cedono alla «tentazione degli idoli». Ma il Dio del credo, ha ribadito Benedetto XVI, non manifesta la propria onnipotenza con la «violenza» né con la «forza», ma con il suo amore compassionevole. Al termine dell’udienza gli atti del simposio internazionale contro gli abusi del clero, svoltosi un anno fa alla Gregoriana, sono stati consegnati personalmente al Papa da padre Hans Zollner, presidente del Comitato direttivo del Centro per la protezione dei minori, presente anche il portavoce vaticano padre Federico Lombardi. Nell’anniversario del Simposio, il 5 alla Gregoriana, verranno presentati sia gli Atti, che i risultati delle prime attività del Centro per la protezione dei minori e delle sue succursali nel mondo.