Nel suo discorso al convegno della Diocesi di Roma

CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 18 giugno 2010 (ZENIT.org).- “La migliore catechesi sull’Eucaristia è la stessa Eucaristia ben celebrata”, ha affermato Benedetto XVI esortando tutta la Chiesa a celebrarla in modo degno.

Il Pontefice ha lasciato questa consegna ai partecipanti al convegno della Diocesi di Roma che ha inaugurato martedì nella Basilica di San Giovanni in Laterano, Cattedrale del Vescovo della Città eterna.

“La Santa Messa, celebrata nel rispetto delle norme liturgiche e con un’adeguata valorizzazione della ricchezza dei segni e dei gesti, favorisce e promuove la crescita della fede eucaristica”, ha affermato il Pontefice.

“Nella celebrazione eucaristica noi non inventiamo qualcosa – ha avvertito -, ma entriamo in una realtà che ci precede, anzi che abbraccia cielo e terra e quindi anche passato, futuro e presente”.

“Questa apertura universale, questo incontro con tutti i figli e le figlie di Dio è la grandezza dell’Eucaristia: andiamo incontro alla realtà di Dio presente nel corpo e sangue del Risorto tra di noi”.

Per questo, “le prescrizioni liturgiche dettate dalla Chiesa non sono cose esteriori, ma esprimono concretamente questa realtà della rivelazione del corpo e sangue di Cristo e così la preghiera rivela la fede”.

Secondo il Vescovo di Roma, “è necessario che nella liturgia emerga con chiarezza la dimensione trascendente, quella del Mistero, dell’incontro con il Divino, che illumina ed eleva anche quella ‘orizzontale’, ossia il legame di comunione e di solidarietà che esiste fra quanti appartengono alla Chiesa”.

Quando prevale quest’ultima, infatti, ” non si comprende pienamente la bellezza, la profondità e l’importanza del mistero celebrato”.

Il Papa ha quindi chiesto ai fedeli di Roma, e in particolare ai sacerdoti, di celebrare “i divini misteri con intensa partecipazione interiore, perché gli uomini e le donne della nostra Città possano essere santificati, messi in contatto con Dio, verità assoluta e amore eterno”.

Allo stesso modo, ha esortato i cattolici a “curare al meglio, anche attraverso appositi gruppi liturgici, la preparazione e la celebrazione dell’Eucaristia, perché quanti vi partecipano possano incontrare il Signore. È Cristo risorto, che si rende presente nel nostro oggi e ci raduna intorno a sé”.